Soundsblog intervista i The New Story / 1

La musica pop rock e pop punk è sulla cresta dell’onda. Intervistiamo oggi i “The New Story”, band nata nel 2005 dopo una lunga esperienza nata e portata avanti dal 2000 con il nome N.Flunders. Interessanti esperienze di successo in Italia e all’estero li hanno coinvolti in questi anni prima come indipendenti poi sotto major

di aleali

La musica pop rock e pop punk è sulla cresta dell’onda. Intervistiamo oggi i “The New Story”, band nata nel 2005 dopo una lunga esperienza nata e portata avanti dal 2000 con il nome N.Flunders. Interessanti esperienze di successo in Italia e all’estero li hanno coinvolti in questi anni prima come indipendenti poi sotto major e un album uscito lo scorso fine novembre dal titolo “Different Ways”. Ecco il loro sito, il Myspace dedicato e la prima parte dell’intervista.

Usando la logica molto sociologica dove si passa prima per le domande che sembrano stupide ma che invece sono fondamentali. Come state?

Bene grazie! Finalmente è iniziato il tour promozionale e piano piano stiamo riprendendo i vecchi ritmi interrotti per la lunga lavorazione del disco nuovo.

Un ragazzo che inizia ad ascoltare la vostra musica, di voi, cosa deve assolutamente sapere?

Che siamo 4 ragazzi che fanno del buon rock. Che amano ciò che fanno e lavorano duramente per raggiungere i propri sogni. E ovviamente non possiamo non dire che la nostra musica è completamente genuina e suoniamo le nostre canzoni con il massimo dell’energia.

Scrivete un pezzo o realizzate la melodia per un nuovo brano. Dove e quando nasce e cosa volete che ci sia dentro?

Di solito partiamo partiamo dalla melodia della voce o da un riff e ci costruiamo attorno la canzone vera e propria. Di solito cerchiamo di tirare fuori il massimo da ogni canzone. In fase di scrittura litighiamo spesso anche, perchè ci teniamo parecchio che tutto sia davvero perfetto. Il senso di tutto è quello di riuscire ad arrivare a più persone possibili: se non siamo convinti noi di come “gira” un brano perchè dovrebbe piacere anche a chi lo ascolta?

Alcuni critici sostengono che il genere pop rock o pop punk sia un po’ troppo inflazionato, correndo il rischio di sembrare alla fine un po’ uguali ad altri gruppi che portano avanti un progetto musicale simile. Come mettete in evidenza la vostra identità creativa?

Ormai è davvero difficile inventarsi qualcosa di originale, perchè si è sperimentato quasi tutto soprattutto in questi generi. Noi non abbiamo mai preteso di essere una band innovativa o che si inventa un genere dal nulla. Cerchiamo solamente di suonare quello che ci piace e di farlo con la massima convinzione. Crediamo sinceramente che suonando con spontaneità e con la consapevolezza dei nostri mezzi tutto ciò si rispecchi totalmente nella nostra musica, che quindi risulta certamente più “credibile” e meno “scopiazzata” rispetto ad altre cose che si sentono in giro.

Chi fa musica spesso pensa anche a chi la ascolterà. Qual è il vostro pubblico di riferimento?

Veniamo spesso visti come una band per teenager, forse per il fatto che certamente il tipo di musica che facciamo nell’ultimo periodo è un riferimento per molti giovanissimi. In realtà suoniamo cose che secondo noi possono piacere ad un pubblico molto più ampio: fa piacere sentire commenti di persone più adulte ma anche semplicemente della nostra età che riescono ad apprezzare molti aspetti della nostra musica.

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