Gianluca Grignani, A volte esagero: “Racconto molte storie che non sono solo mie, sono anche mie”

Il disco arriva a tre anni di distanza dall’ultimo album di inediti, “Natura Umana” (2011)

“C’è più gente al mondo che subisce, di quella che decide. Mi sento parte di questa moltitudine ma sono anche un individuo con la mia personalità, diversa per ciascuno di noi: ecco, io lo scrivo nelle mie canzoni, di come un essere umano si può sentire, nel bene e nel male, shakerato in una società che, spesso, non è quella che ci aspettavamo o che vorremmo. Scrivo le vostre e le mie storie e spero, da giullare quale sono, che possano farvi piangere, ridere, pensare, ma soprattutto sognare, magari qualcosa che ritenete impossibile”

Con queste parole, scritte sul booklet del nuovo lavoro discografico “A volte esagero”, Gianluca Grignani sceglie da che parte stare: dalla parte della gente, quella che si alza la mattina, che lavora, i cosiddetti ‘working class hero’ cantati da John Lennon.

Il nuovo album di inediti, prodotto e arrangiato dal cantautore e da Andriano Pennino, arriva a 3 anni dal precedente “Natura Umana”, ed è stato presentato da Gianluca stesso nella sede milanese della sua casa discografica, la Sony Music.

“E’ un disco che è nato in due anni. Cercavo un disco che mi permettesse di dire quello che penso, e ho ricominciato a frequentare ‘la strada’. Mi sono trovato ancora a mio agio, ho iniziato a scrivere delle storie che sentivo intorno e ho scoperto che sono ancora le mie. E’ un disco gestito anche in maniera diluita. Ho fatto un po’ di fatica, tra i diversi trasferimenti, ma ci tenevo e volevo che il disco fosse perfetto: per questo ci ho investito molto, anche a livello economico”

Una cura che si evince anche dal booklet, che è stato realizzato dall’artista Marco Lodola (che tra l’altro si occuperà anche della scenografia del palco del prossimo tour):

“Da quando ci siamo conosciuti siamo diventati molto amici. Lui mi ricorda sempre ‘tu sei un artista, non ti devi preoccupare troppo, sentiti più libero’. Mi ha aiutato molto, dall’idea della copertina al titolo dell’album”

Gianluca ci ha svelato una particolarità del suo modo di scrivere le canzoni, anche di questo disco: infatti non appartiene a quella tipologia di cantautori che scrive canzoni tutte intere. Per cui in “A volte esagero” convivono spunti nuovi, ma anche spunti più vecchi.

“La mia scrittura è in divenire. Quando scrivo, magari lo faccio per 30 secondi, non riesco a scrivere tutta una canzone di getto. Spesso mi fermo perchè non ho più niente da dire, e poi ci ritorno, quando ho voglia di dire qualcosa di inerente a quello che ho scritto. Per questo mi serve del tempo. Ad esempio, la prima parte di ‘Madre’ l’avevo scritta nel 1994, e l’ho ripresa in mano per questo lavoro”

Il lavoro è stato tanto insomma, ma alla fine ha dato le sue soddisfazioni:

“Ho riascoltato il disco qualche giorno fa, quando ho iniziato a fare le interviste. Sono molto soddisfatto. C’è chi mi dice che ho parlato molto di me stesso, ma in realtà non ho mai parlato così tanto di me stesso parlando degli altri. Racconto molte storie che non sono solo mie, sono anche mie. Il disco è un grande manifesto generazionale. La frase ‘a volte esagero’ è molto d’effetto, lo capisco, ma è il contenuto della canzone che esprime il vero significato. E’ la valvola di sfogo di una società che a volte ti opprime”

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