Kurt Cobain, la polizia di Seattle riapre il caso sulla sua morte?

A poche settimane dal ventennale della morte del cantante dei Nirvana, avvenuta il 5 Aprile 1994, la polizia di Seattle avrebbe deciso di riaprire l’indagine sul suicidio; ma una smentita via Twitter nega tutto.

La morte di Kurt Cobain, dopo vent’anni, non smette di agitare le acque: stando a quanto riportato dal sito di notizie Kiro 7 Tv ieri, giovedì 20 Marzo, lo sceriffo della Contea di Seattle avrebbe deciso di far riaprire l’indagine sulla base di alcune prove, principalmente fotografie, che all’epoca del ritrovamento del corpo esanime del cantante dei Nirvana non sarebbero state adeguatamente investigate.

Apriti cielo: la notizia ha fatto il giro del web, illudendo moltissimi fan e appassionati che la riapertura del caso potesse far finalmente luce sulla morte di Kurt Cobain, avvenuta il 5 Aprile 1994 a Lake Washington, vicino Seattle, anche se il cadavere fu scoperto solo tre giorni dopo. La morte del cantante dei Nirvana fu archiviata come suicidio con arma da fuoco ma nel corso degli anni sono fiorite diverse congetture, più o meno verosimili, che avrebbero potuto deviare le indagini su un omicidio.

Di fronte al vespaio sollevato dalla notizia data ieri, le autorità di Seattle hanno deciso di chiarire la propria posizione in merito e lo hanno fatto utilizzando il mezzo di diffusione notizie più veloce al mondo, Twitter: sul proprio profilo, il dipartimento di polizia di Seattle ha pubblicato in sequenza tre tweet nei quali spiega cosa sia avvenuto realmente attorno al caso della morte di Kurt Cobain, vent’anni dopo.

Meglio, un controllo sul caso c’è stato, ma non è stata una riapertura: nello specifico, una revisione degli atti in modo da essere preparati ad eventuali domande della stampa in vista dell’anniversario della scomparsa del cantante dei Nirvana, celebrato anche con un’imbarazzante statua nella sua città natale.

 

Il detective Mike Ciesynski del Seattle Police Department, che ha riletto i documenti sulla morte di Cobain, ha spiegato nel dettaglio cosa sia successo davvero: è vero che quando ha consultato il caso ha visto delle fotografie del posto del ritrovamento del cadavere che in precedenza non erano state considerate, ma nelle foto non ci sono elementi che permettano la riapertura delle indagini.

A volte le persone credono che ciò che leggono sia vero – alcune disinformazioni da alcuni libri, invece è pura cospirazione. E’ molto sbagliato. Questo è stato un suicidio, è un caso chiuso.

Via | Seattle Police Department