U2, nuovo album ad Aprile 2014: ma il manager li lascia

Periodo di uscita indicativo per il nuovo disco, mentre Paul McGuinness comunica la decisione di lasciare gli affari della band a Guy Oseary, manager anche di Madonna.

Prima la buona o prima la cattiva? Potrebbe essere questa la domanda da porre oggi ai fan degli U2, visto che Bono e soci non mancano di coprire tutte le sfaccettature quando si tratta di rilasciare qualche succosa news.

Partiamo da quella buona: gli U2 sembrerebbero aver deciso il periodo durante il quale rilasciare il nuovo album, che era stato già annunciato per il prossimo anno. Il periodo prescelto per la pubblicazione dovrebbe essere la primavera, più specificatamente Aprile 2014, perché la band irlandese avrebbe intenzione di debuttare con uno spot promozionale in tv già in Febbraio, durante l’agognatissimo prime time dovuto al Superbowl americano.

A quanto pare gli U2 starebbero cercando dei partner commerciali per ideare la pubblicità del nuovo disco, ancora senza titolo, in modo che risulti il più potente possibile e crei la maggiore attesa per questo nuovo lavoro, che giunge a quattro anni di distanza dal precedente album No Line On The Horizon. Parlando del nuovo disco il mese scorso, Bono e Adam Clayton avevano entrambi evidenziato come sarebbe stato un ritorno alle radici punk dei primi anni della band irlandese.

Sul versante delle cattive notizie che offuscano le piccole novità positive, è di questi giorni l’annuncio amaro di Paul McGuinness, storico manager della band irlandese sin dal 1979, che ha deciso di dimettersi dal suo ruolo. Si vociferava che già da qualche tempo gli affari degli U2 fossero curati da Guy Oseary, manager di Madonna, e a quanto pare era realtà: Paul McGuinness dovrebbe dimettersi a breve e addirittura avrebbe preso contatti per la vendita del marchio di management Principle Management, da lui fondato.

Intervistato dal New York Times, Paul McGuinness ha espresso molto chiaramente la sua posizione verso le dimissioni:

Potrebbe essere considerato una mancanza di educazione da parte di un manager volersi ritirare prima che il suo artista si sciolga, decida di smettere o muoia, ma gli U2 non hanno mai sottoscritto il codice di condotta del rock’n’roll. Visto che  mi avvicino all’importante età di 64 anni, musicalmente parlando, ho deciso di passare il ruolo mentre la band si imbarca nel prossimo ciclo della sua straordinaria carriera. Ho sempre considerato Guy Oseary il miglior manager della sua generazione, e non c’è nessun altro che avrei potuto considerare per prendersi cura delle questioni quotidiane del nostro lavoro.

Via | NME

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