Daniel Adomako: “Per Amici sarei stato troppo particolare, vorrei cantare Per Sempre”

Quattro chiacchiere con Daniel Adomako in occasione dell’uscita del suo primo ep omonimo dopo la vittoria di Italia’s Got Talent.

di grazias

Daniel Adomako, chi era costui? Ma certo, il vincitore dell’ultima edizione di Italia’s Got Talent che ha conquistato il cuore di giurati e Italia tutta intonando le note di brani come “Hallelujah” di Leonard Cohen, “At Last” di Etta James e addirittura un’aria di Handel dal titolo “Lascia ch’io pianga mia cruda sorte”. E da piangere proprio non ha il giovane Daniel, classe 1991, soprattutto oggi che è uscito il suo primo ep. Il lavoro (omonimo) contiene sette brani tra cui le tre cover che abbiamo imparato ad apprezzare sul palco del talent di CanaleCinque (nonché a cliccare su Youtube) e ben quattro inediti: “Per Sempre” (scelto come singolo di lancio), “Non siamo eterni”, “Vetro” e “Stai”. Abbiamo incontrato oggi il fanciullo bresciano di origini ghanesi per farci raccontare tutta l’emozione per l’uscita del suo primo ep, emozione che, diceva qualcuno “non ha voce” ma non è decisamente questo il caso. Leggete un po’:

Ciao Daniel, com’è avere tra le mani il tuo primo ep? Sei soddisfatto?

Quando la Sony mi ha contattato per propormi un contratto non potevo crederci anche se, la prima volta, non avevo nemmeno sentito la chiamata! Avevo appena vinto Italia’s Got Talent e non sapevo cosa mi sarebbe successo. Pensavo di dovermi dare una mossa per capire se ci fosse qualcuno interessato a me e alla mia voce, invece non ho avuto nemmeno il tempo di farlo. E’ stato incredibile. Non era la prima volta che registravo dei brani in studio, mi era già successo a quattordici anni ma ora è stata un’emozione diversa. Appena mi hanno fatto sentire Per Sempre, ho capito subito che sarebbe stata la canzone giusta per me.

Com’è stata l’esperienza ad Italia’s got talent?

Di Italia’s got talent mi rimarrà nel cuore soprattutto quello che non si è visto in tv: il dietro le quinte con gli altri ragazzi in gara. Ci siamo divertiti tantissimo! Pensa che, il giorno prima della finale, l’imitatore aveva chiamato in redazione spacciandosi per me e dicendo che volevo ritirarmi dalla gara. Quante risate!

Immagino, oppure stava semplicemente tentando di farti le scarpe! Ma Avevi scelto tu i brani con cui ti sei presentato sul palco?

Diciamo che li ho scelti in accordo con il programma. Non ci si può che fidare dell’esperienza di un maestro come Beppe Vessicchio, ma devo dire che quando mi hanno assegnato l’aria di Handel pensavo che volessero farmi fuori. In gara c’era anche una ragazza bravissima nella lirica e credevo di essere spacciato!

E invece direi che non è andata così, però altre volte non ti è andata altrettanto bene. Quando hai provato a partecipare ad X Factor, ad esempio…

Mi sono presentato ai provini nel 2010 ed è stata una bellissima esperienza. Mi manca soprattutto il clima che si era creato con gli altri aspiranti concorrenti. Mi è rimasto molto di quei giorni…

Anche il falsetto (di cui ti aveva “accusato” Anna Tatangelo decidendo per questo di non sceglierti)?

Sì, ma quel “falsetto” che poi non si può definire tale, mi ha portato fortuna, pare. Comunque poi mi ero ripresentato anche ai provini per l’edizione successiva di X Factor perché mi avevano richiamato visto che, in ogni caso, ero piaciuto molto. Se non mi avessero ricontattato non mi sarei ripresentato perché non volevo “bruciarmi”, avrei aspettato qualche anno prima di riprovarci.

Lo stesso vale per Sanremo? Ci proveresti ancora adesso?

Mi ero proposto per Sanremo Giovani e il mio brano era stato apprezzato. Sono andato a Roma perché la mia canzone era stata scelta tra le sessanta finaliste in lizza per salire sul palco dell’Ariston ma i posti a disposizione erano solo sei e non ci sono rimasto male quando ho capito che non ero stato selezionato per la gara. Alla fine l’importante è continuare a fare qualcosa che ti piace e soprattutto non prendersi troppo sul serio. Oggi ci riproverei ma comunque a me basta cantare, se poi qualcuno mi vuole, meglio ancora. Adesso come adesso vorrei solo poter cantare per sempre.

Beh insomma di certo non ti sei arreso e c’è da dire che le hai provate proprio tutte. Tranne Amici, però…

Sì, Amici è un programma che mi piace molto e che seguo volentieri solo che ho sempre pensato, magari a torto, di essere troppo particolare per quel programma. Mi piace il pop ma io sono un sopranista e non mi sarei certo potuto presentare in questa veste nella scuola di Amici. So che c’è stato Matteo Macchionni ma lui è un tenore, il mio genere è ancora diverso e proprio per questo credo che avrei messo in difficoltà le stesse dinamiche del programma per la mia particolarità vocale.

La tua sarà una vocalità particolare ma è riuscita a fare colpo pure su Mika…ci spieghi com’è che ti sei trovato sul palco con lui?

E’ successo tutto quasi per caso e tramite internet. In pratica ero stato ad un suo concerto e lì una signora mi aveva riconosciuto perché mi aveva visto agli home visit di X Factor. Dopo quella sera ci siamo aggiunti su Facebook e un giorno mi ha scritto per dirmi che Mika stava cercando dei coristi e che avrei dovuto mandare il mio provino via Youtube per partecipare al casting. Beh, l’ho fatto e sono stato scelto. Così mi sono ritrovato a cantare con Mika a Padova. Un’esperienza incredibile.

Lo vedi bene come giudice di X Factor?

Assolutamente sì, è una persona meravigliosa che davvero non può non piacere. Poi certo, ogni cosa va a gusti personali. Io so di essere di parte ma gli auguro di cuore il meglio perché, come ho già detto, è una persona fantastica oltre che un grandissimo artista. Oltretutto abbiamo molto in comune, come ad esempio l’estensione vocale forse anche troppo estesa.