Concerto del Primo Maggio: i cantanti censurati dal 1990 ad oggi

Concertone del primo maggio: non solo Fabri Fibra e Elio e le storie tese ma anche molti altri artisti sono stati censurati (o quasi) dal 1990 ad oggi.

di grazias

Non di solo Fabri Fibra vive la censura al concertone del primo maggio. Se è vero che nessuno come lui ha avuto l’onore di essere stato invitato per poi sentirsi dire “no, grazie”, è anche vero che nel corso degli anni alcuni artisti hanno subito strani (ma tempestivissimi) tagli alle loro esibizioni giudicate probabilmente troppo sopra le righe. Da una piccola ricerca in giro per il web pare proprio che questi episodi siano stati in qualche modo una costante dell’evento.

Ormai sappiamo che nel 1991, secondo anno del concertone, Sabbiature degli Elio e le storie tese sia stata censurata da un pronto intervento dell’allora conduttore Vincenzo Mollica che ha preferito mostrare al pubblico di RaiDue un’intervista a Ricky Gianco al posto dell’esibizione degli Elii. Quello che non sappiamo (o che almeno non sapevo io) è che la seconda edizione del concertone sia stata davvero al cardiopalma per la Rai che ha dovuto fronteggiare anche l’improvviso cambio di scaletta di un altro gruppo italiano, i Gang, che, a sorpresa hanno intonato il brano Socialdemocrazia subito dopo aver invitato i lavoratori italiani allo sciopero generale contro l’allora governo Craxi. Pare che funzionari Rai fossero a lato del palco nel tentativo (non riuscito) di interrompere l’esibizione dei Gang e che, successivamente, gli stessi addetti ai lavori del servizio pubblico abbiano deciso di censurare gli Elii onde evitare ulteriori performance sopra le righe. Ecco quanto accadde nel 1991:

Nel 1993 i Litfiba si cimentano in trenta minuti di live travolgente. L’unico “problema” è che oltre a travolgere il pubblico con la forza della loro musica, non dimenticano di travolgere anche Papa Giovanni Paolo II con l’altrettanta forza delle loro parole, o meglio di quelle del buon Piero Pelù che, nel breve intermezzo tra un brano e l’altro lo apostrofa in modo, diciamo, molto papale. Questo sfogo (che potete vedere dal minuto 20.10 del video che trovate qui di seguito) più un altro piccolo particolare (ovvero il fatto di aver messo un preservativo sul microfono di Mollica che stava tentando di intervistarli), gli costerà la censura vera e propria nel 1997 quando, casualmente, la diretta salterà proprio nel momento in cui la rockband toscana sale sul palco. Pelù si è sempre detto certo che si trattasse di un caso di censura preventiva perché tutti si ricordavano cosa avevano combinato quattro anni prima al concertone. Già, ecco cosa:

Solo nel 2004 la Rai penserà bene di mandare in onda il concertone con venti minuti di differita, giusto per poter intervenire repentinamente in caso di esternazioni sopra le righe da parte degli artisti in scena ma, a parte questo, non ci sarà davvero nulla da segnalare almeno fino al 2009 quando, per uno strano caso del destino, sarà il pubblico ad attuare una specie di censura più o meno volontaria. L’ospite più atteso di quell’edizione era sicuramente Vasco Rossi e pare che le ottocentomila persone accalcate sotto al palco abbiano passato la giornata del concertone a chiamare a gran voce il loro idolo, rendendo molto difficile, per il pubblico da casa, riuscire a sentire le esibizioni di Samuel Romano (Subsonica) insieme a Cristiano Godano (Marlene Kuntz) e Manuel Agnelli (Afterhours) nonché quella dei PFM, accolta addirittura da fischi e anche da qualche sonoro “Avete rotto il c*zzo”:

Si dice poi che il concerto del primo maggio abbia una sorta di accanimento censorio nei confronti di Edoardo Bennato, sacrificato sempre dalla messa in onda dei telegiornali o della pubblicità durante le sue esibizioni. Non ci sono fonti certe di questa “censura”, ma pare che il caso più chiacchierato sia avvenuto nell’edizione del 2010. Ci avete mai fatto caso? Io sinceramente no, ma non si sa mai…

Grandi polemiche invece sono nate nel 2011 quando gli artisti chiamati sul palco del concertone si sono visti costretti a firmare una clausola per la quale si impegnavano a non dare indicazioni di voto e a non fare alcun riferimento al referendum sull’acqua e sul nucleare che da lì a poco avrebbe interessato gli italiani. Una sorta di censura alle idee più che alle sette note che ha fatto davvero molto scalpore ai tempi della sua messa in atto.

Insomma, il concerto del primo maggio vorrà anche dire noia, come ci ricordano gli Elii nel loro nuovo e geniale singolo, ma ha un sacco di altri significati (espressi o meno). Elio lo sa bene e anche la Gialappa’s che ha voluto celebrare così la censura agli Elii durante una puntata di Mai dire. Sì, questo forse è il taglio migliore in assoluto, date un’occhiata:

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