The Voice, Timothy Cavicchini scettico sui talent show ma ci partecipa: "Mi hanno cercato loro"

Il cantante ha criticato i casting e il montaggio del programma.

Timothy Cavicchini, cantante e concorrente del talent show di Rai 2, The Voice, ha concesso un'intervista a Vanity Fair, con la quale non ha rilasciato dichiarazioni propriamente amichevoli riguardo il programma al quale sta partecipando.

In queste ultime settimane, ci sono state dichiarazioni e indiscrezioni di vario tipo che hanno gettato luce sulla natura non propriamente autentica del programma. Anche Cavicchini ha avuto qualcosa da ridire, in questo caso, riguardo i casting e il già discusso montaggio.

Il cantante 28enne, che ha scelto Piero Pelù come coach, infatti, ha candidamente ammesso di essere stato cercato dalla produzione:

Come sono arrivato a The Voice? Mi hanno cercato loro. Hanno preso solo professionisti. Mica come a X Factor dove vedi gente che magari lavora in banca e a 40 anni si sveglia con l'idea di fare il cantante: con tutto il rispetto io penso che la musica meriti di farla chi ha in testa quello fin da piccolo ed è andato contro tutti e tutto pur di riuscirci.

Cavicchini ha anche ammesso di essere stato sempre molto scettico riguardo i talent show:

Ti fanno firmare contratti troppo vincolanti e io non posso smettere di suonare con la band: con la musica ci mangio.

Il cantante, però, ha spiegato perché ha deciso comunque di partecipare:

Ho accettato perché mi hanno lasciato libero, non viviamo chiusi in un loft e tra noi c'è anche meno competizione: che si vinca o si venga buttati fuori cantare resta il nostro lavoro.

Come Daniele Vit, anche Timothy Cavicchini ha avuto qualcosa da ridire riguardo il montaggio di The Voice, trasmissione che viene registrata:

Non mi è piaciuto il modo in cui montano le mie parole nel programma. Mi hanno chiesto "Lo sai, vero, che sei figo?". E io: "So di essere piacevole di aspetto". Hanno mandato in onda solo la risposta, e tutti a darmi dell'esaltato, il contrario di quello che sono davvero.

Ma come già affermato in un'intervista da Daniele Vit, "questo è il gioco".

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