Sanremo 2013, il papà di Annalisa: “Il primo demo a Milano l’ho portato io”

Sanremo 2013: intervista a Elvio Scarrone, papà di Annalisa su Il Secolo XIX

Tutta Carcare, tifa per Annalisa, in vista della sua partecipazione alla gara tra Big di Sanremo 2013. Il Secolo XIX ha passato, qualche ora, col padre Elvio che, entusiasta non nasconde affatto l’entusiamo per un traguardo tanto ambito dai giovani interpreti, ha già organizzato gruppi d’ascolto, televoti di massa, sostegno sui vari social network per la figlia:

Era l’estate del 1990, Annalisa aveva 5 anni. C’era un saggio di canto, partì l’orchestra e lei nulla. Il presentatore le fece coraggio, l’orchestra ripartì e lei nulla. Poi mia figlia prese il microfono e spiegò che l’orchestra stava sbagliando spartito. Aveva ragione, la canzone non la ricordo. Io canticchio solo Un albergo a ore, quella di Gino Paoli perché sono stonato come una campana, orecchio musicale zero. Nali cantò e alla fine tutti in piedi.

La famiglia ha sempre supportato (e spronato) Nali ad inseguire i propri sogni (artistici) ma di non trascurare la formazione didattica per assicurarsi un futuro più tranquillo al riparo dalla precarietà del mondo della musica:

Il primo demo a Milano l’ho portato io. Quella mattina ne ho visti portare una cesta, di quelle da cinque chili. Per questo le abbiamo consigliato di aprirsi altre strade e lei si è laureata in Fisica, ora raccoglierà quanto ha coltivato e misurerà il suo campo, vada come deve andare. Ma se ci fosse ancora mia mamma Rosa, guarderebbe il Festival nel televisore Grundig, quello che vinse mio padre Ernesto. E se lei vedesse la nipote salire sul palco dell’Ariston chiuderebbe in un attimo l’emozione di una vita.

Un sogno che diventa realtà?!

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