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Ensemble Mercadante a Capodimonte: un mese di musica con Note d’Autunno

La rassegna Note d’Autunno a Capodimonte dell’Ensemble Mercadante ha proposto musica da camera dal Settecento all’Ottocento nel Salone delle feste del museo napoletano.

3 Novembre 2026 10:29

Dal 26 settembre al 31 ottobre 2026, il Salone delle feste del Museo e Real Bosco di Capodimonte ha ospitato una delle proposte di musica da camera più articolate della stagione autunnale napoletana: le Note d’Autunno a Capodimonte, rassegna dell’Ensemble Mercadante diretta da Benedikt Sauer, costruita su un programma che ha attraversato il Settecento e il primo Ottocento europeo con un’attenzione precisa al contesto storico e alla pratica esecutiva su strumenti d’epoca.

Il titolo della rassegna e il senso di un progetto

La serie porta il titolo ufficiale Note d’Autunno. La libertà di dimenticare il tempo a Capodimonte, annunciato direttamente dal Museo e Real Bosco di Capodimonte. Il sottotitolo non è un orpello promozionale: indica una scelta programmatica precisa. Sauer e il suo ensemble hanno costruito ogni appuntamento come un’occasione per uscire dal flusso quotidiano e immergersi in un repertorio che, nelle sale di Capodimonte, trova una cornice storicamente coerente. Il palazzo borbonico, che nel Settecento era già sede di vita di corte e di intrattenimento musicale, non è qui un semplice contenitore neutro, ma parte integrante del progetto.

L’Ensemble Mercadante — il nome rimanda a Saverio Mercadante, compositore napoletano dell’Ottocento — è una formazione specializzata nel repertorio classico e preclassico su strumenti storici. La direzione di Benedikt Sauer ha orientato il programma verso un asse geografico e culturale che collega Napoli all’Europa centrale e settentrionale, passando per le corti del tardo Settecento.

Il programma concerto per concerto

La rassegna si è aperta con un’anteprima il 26 settembre 2026 alle 20:00, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio: ingresso a 1 euro, una scelta che ha abbassato la soglia di accesso in modo significativo. In programma musica di Boccherini, compositore toscano che lavorò a lungo in Spagna ma la cui produzione cameristica è tra le più raffinate del secondo Settecento europeo.

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Il 10 ottobre è stato il concerto inaugurale vero e proprio, con la partecipazione del controtenore Carlo Vistoli. Il programma ha incluso musica di Gluck, Mysliveček, Mozart e Rossini: quattro compositori che coprono quasi un secolo di storia musicale e tre aree geografiche distinte — la Boemia, Vienna, Salisburgo e l’Italia — con il filo conduttore del teatro musicale e della vocalità.

Il 18 ottobre il programma ha virato verso il primo Ottocento: Mendelssohn, Donizetti, Schubert e ancora Rossini. Una selezione che mette a confronto la tradizione italiana del belcanto — Donizetti e Rossini — con il Lied schubertiano e il classicismo romantico di Mendelssohn. La mezzo-soprano Mara Gaudenzi ha preso parte alla rassegna come solista vocale.

Il 25 ottobre ha portato un programma centrato sul tardo Settecento austro-tedesco: Beethoven, Haydn, Luchesi e Wranitzky. Luchesi e Wranitzky sono nomi meno frequentati nei cartelloni contemporanei — Andrea Luchesi fu maestro di cappella a Bonn proprio negli anni in cui il giovane Beethoven si formava, mentre Paul Wranitzky era tra i compositori più eseguiti a Vienna a fine Settecento. La loro presenza accanto a Haydn e Beethoven non è un riempitivo ma una scelta storiograficamente motivata.

L’ultimo appuntamento è fissato per il 31 ottobre 2026 alle 17:00: data che chiude il mese esatto di attività della rassegna.

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Capodimonte come spazio musicale, non solo museale

La scelta del Salone delle feste come sede dei concerti non è casuale. È uno degli ambienti di rappresentanza del palazzo, progettato per accogliere eventi di corte, e la sua acustica si adatta naturalmente alla musica da camera su strumenti storici. Capodimonte, nella sua storia, è stato non solo una reggia e una pinacoteca ma anche un luogo di produzione culturale attiva: le Note d’Autunno a Capodimonte si inseriscono in questa tradizione in modo concreto, non retorico.

Dal punto di vista pratico, l’accesso ai concerti è incluso nel biglietto del museo per tutte le date successive all’anteprima del 26 settembre. Una modalità che integra la visita alle collezioni con l’esperienza musicale, senza richiedere un biglietto separato per il concerto.

Ensemble Mercadante e il repertorio napoletano settecentesco

Il nome dell’ensemble richiama una tradizione musicale napoletana che nel Settecento aveva una rilevanza europea difficile da sopravvalutare. Le scuole napoletane di quel secolo — con compositori come Alessandro Scarlatti, Giovanni Battista Pergolesi, Nicola Porpora — avevano formato cantanti e strumentisti che lavoravano in tutte le corti del continente. La rassegna non si concentra esclusivamente su questo repertorio, ma il contesto geografico e il nome della formazione stabiliscono una continuità con quella stagione.

Sauer ha costruito la programmazione con una logica di confronto: ogni concerto mette in dialogo compositori di aree e tradizioni diverse, evitando il monografismo e privilegiando invece la varietà stilistica all’interno di ciascun appuntamento. È un approccio che richiede un ensemble tecnicamente flessibile, capace di passare da Boccherini a Beethoven senza appiattire le differenze.

Con il concerto del 31 ottobre, le Note d’Autunno a Capodimonte completano un mese di attività che ha offerto sei appuntamenti in cinque settimane, coprendo quasi due secoli di musica europea all’interno di uno dei complessi museali più importanti del Sud Italia. Un formato che, per densità e coerenza programmatica, si distingue dalla logica del concerto singolo e punta su un pubblico disposto a seguire una narrazione musicale nel tempo.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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