Padova, Cappelletto e Scolastra portano in scena «Chopin, l’Inatteso» all’Auditorium Pollini
All’ Auditorium Pollini di Padova , il 25 ottobre 2026 alle ore 11:00, è andata in scena la prima assoluta di Chopin, l’Inatteso , un progetto che mette in
All’Auditorium Pollini di Padova, il 25 ottobre 2026 alle ore 11:00, è andata in scena la prima assoluta di Chopin, l’Inatteso, un progetto che mette insieme narrazione e pianoforte per costruire un ritratto del compositore polacco lontano dai luoghi comuni. Sul palco, due figure di riferimento nei rispettivi ambiti: Sandro Cappelletto, voce storica di Rai Radio 3, e il pianista Marco Scolastra. L’appuntamento rientra nella serie Concerti della Domenica promossa da I Solisti Veneti, una delle realtà cameristiche più longeve del panorama musicale italiano. Il fatto che si tratti di una prima assoluta rende il concerto di Chopin a Padova un momento preciso nella storia di questo progetto, non una replica.
Cappelletto e Scolastra: un formato che mette la parola al servizio della musica
Il formato scelto da Chopin, l’Inatteso non è quello della conferenza con accompagnamento musicale, né quello del recital con didascalie. La voce narrante di Sandro Cappelletto e il pianoforte di Marco Scolastra lavorano in parallelo, con l’obiettivo di aprire prospettive su Fryderyk Chopin che la sola esecuzione strumentale non potrebbe trasmettere altrettanto direttamente.
Cappelletto è una presenza consolidata nel giornalismo musicale e nella divulgazione radiofonica italiana. La sua collaborazione con Rai Radio 3 lo ha portato a costruire, nel tempo, un metodo narrativo capace di avvicinare il pubblico alla musica classica senza semplificarla. Scolastra, dal canto suo, è un pianista con un repertorio centrato sul periodo romantico e una lunga frequentazione del repertorio chopiniano. La combinazione dei due non è casuale: il progetto nasce esplicitamente da questa doppia competenza, e la struttura dello spettacolo riflette la pari dignità delle due voci — quella parlata e quella suonata.
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L’Auditorium Pollini e i Concerti della Domenica
L’Auditorium Pollini è uno degli spazi di riferimento per la musica classica a Padova. La sua acustica e la capienza contenuta lo rendono adatto a un formato come quello di Chopin, l’Inatteso, in cui la parola deve arrivare con la stessa chiarezza delle note. Non si tratta di un grande teatro d’opera, ma di una sala che favorisce la concentrazione e la prossimità tra esecutori e pubblico — condizione ideale per uno spettacolo costruito sull’intreccio tra racconto e suono.
L’evento è inserito nella serie Concerti della Domenica di I Solisti Veneti, ensemble fondato da Claudio Scimone nel 1959 e ancora oggi uno dei complessi da camera più attivi in Italia e all’estero. La programmazione domenicale mattutina è una formula consolidata per fidelizzare un pubblico che si avvicina alla musica classica in modo regolare, al di fuori dei grandi appuntamenti serali. Inserire una prima assoluta in questo contesto è una scelta precisa: non una vetrina straordinaria, ma un gesto di fiducia verso un pubblico abituato ad ascoltare con attenzione.
Perché “l’Inatteso”: cosa propone il progetto su Chopin
Il titolo Chopin, l’Inatteso suggerisce un approccio che intende andare oltre l’immagine più diffusa del compositore — quella del romantico malinconico, del poeta del pianoforte consumato dalla tubercolosi, dell’esiliato polacco. Senza anticipare contenuti che appartengono allo spettacolo stesso, è utile inquadrare il senso di questo tipo di progetto nel panorama attuale della divulgazione musicale.
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Negli ultimi anni, in Italia come in Europa, si è diffuso un formato ibrido che non è né conferenza né concerto puro. Autori, musicisti e attori collaborano per costruire narrazioni che usano la musica come materiale drammaturgico, non come sfondo. In questo senso, Chopin, l’Inatteso si inserisce in una tendenza precisa: quella di restituire ai compositori del passato una dimensione biografica e intellettuale che le esecuzioni tradizionali, per loro natura, non possono esplicitare. Chopin a Padova, in questa lettura, non è solo il nome su un programma di sala: è un soggetto da interrogare.
La scelta di Chopin, in particolare, non è neutra. Il suo catalogo — quasi interamente pianistico — si presta a una lettura concentrata su un singolo strumento, e la sua vita (la partenza dalla Polonia, il rapporto con George Sand, la malattia, l’esilio a Parigi) offre materiale narrativo denso. Ma il titolo promette qualcosa di diverso dal ritratto convenzionale. Cosa rimanga “inatteso” dopo aver visto lo spettacolo, ogni spettatore lo valuta da sé.
Una prima assoluta nel circuito dei Solisti Veneti
Il fatto che il 25 ottobre 2026 all’Auditorium Pollini si tratti di una prima assoluta merita una sottolineatura. Non è frequente che un progetto di questo tipo debuti all’interno di una stagione cameristica regolare, senza il supporto di un festival dedicato o di una produzione teatrale strutturata. La scelta di I Solisti Veneti di ospitare la prima di Chopin, l’Inatteso nella loro programmazione domenicale dice qualcosa sia sulla fiducia nel progetto sia sulla direzione artistica della serie.
Per Cappelletto e Scolastra, il debutto padovano rappresenta il punto di partenza di un lavoro che, per sua natura, si costruisce anche attraverso le repliche e il confronto con pubblici diversi. Il formato narrativo-musicale guadagna spesso in precisione e profondità con il tempo, man mano che i due interpreti affinano i tempi e l’equilibrio tra le rispettive parti. Che la prima si sia tenuta a Padova, in una delle sale storicamente legate alla musica da camera veneta, è un dato concreto da cui il progetto prende avvio.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.