Eugenio Finardi, la musica è ancora ribelle: “Sereno sul mio palco, come poche volte nella vita”
Chiacchierata con Eugenio Finardi, protagonista della Milano Music Week e forte del successo del suo album Tutto, arrivato sorprendentemente in classifica con le copie fisiche – vinili e CD – a undici anni di distanza dal precedente
La Milano Music Week è iniziata e questa sera offre subito un appuntamento davvero speciale: alla Fabbrica del Vapore, ospiti di Capital Jam – il format di Radio Capital che porta sul palco la musica dal vivo fra jam session e talk – ci saranno Venerus ed Eugenio Finardi. L’appuntamento è alle ore 21: a moderare la parte di talk Luca De Gennaro, ad accompagnare gli artisti una band di sette elementi diretta da Vittorio Cosma.
Eugenio Finardi sul palco della Milano Music Week
Finardi era ieri ospite del Discomane, storico negozio di album e vinili che si affaccia sul Naviglio per incontrare il suo pubblico che ordinatamente si è messo in coda per una foto e quattro chiacchiere.
Finardi, 73 anni, è una vera istituzione del patrimonio musicale milanese: 31 album, 20 di inediti, centinaia di concerti con alcuni eventi storici che lo videro esordire su una scena vivacissima che portò agli happening del Re Nudo, che proprio in queste settimane sta rinascendo in piccolo con un live club dal panorama molto interessante, e al leggendario evento live del Parco Lambro.
Tutto
Quest’anno ha pubblicato quest’anno Tutto, album splendido, il primo dopo undici anni. Un vero e proprio caso, perché in modo inatteso e quasi silenzioso il disco è stato un successo: “C’è voluto tempo e anche un po’ di coraggio, ma ero convinto delle cose che avevo scritto e delle canzoni. Ho prodotto tutto io. E alla fine la Warner si è offerta di distribuirlo. Siamo sorprendentemente entrati in classifica, è stata una grande soddisfazione soprattutto la sorpresa generale di fronte a un’impresa che non era messa in preventivo, e nemmeno probabile”.
La gioia del palco
Tutto è costato otto mesi di lavoro. Finardi lo ha prodotto con Giovanni ‘Giuvazza’ Maggiore, autore con lui di tutte le undici canzoni della tracklist. CD e vinili sono stati messi sul mercato personalmente da Finardi che ne ha autografate centinaia di copie. Canzoni profonde e deliziose, in perfetto stile Finardi ma con uno sguardo ovviamente disincantato rispetto agli esordi. La Facoltà dello stupore è una delle cose più belle che il cantautore abbia scritto. In Futuro si interroga se davvero quello che ci aspetta, tra intelligenza artificiale e rapporti sempre più frettolosi, isolati e lontani, è quello che si definisce progresso. Togliendosi la soddisfazione di una citazione al suo stesso repertorio, a Extraterrestre…
“Sono estremamente contento di quello che ho realizzato, anche se c’è voluto del tempo. Tornare sul palco e presentare le mie nuove canzoni è splendido. Raramente mi sono sentito così sereno e appagato: sono davvero felice di cantare e suonare”.

Senza l’aiuto di nessuno
Cosa sempre più difficile, almeno quanto proporre musica: “È un momento di profonda trasformazione, non necessariamente positiva. Oggi gli artisti sono chiamati anche a un atto di coraggio se vogliono pubblicare quello che scrivono. Si può fare, io l’ho fatto. Oggi forse non è nemmeno necessario avere una casa discografica alle spalle. Ormai investono solo in promozione e marketing ma su chi vogliono loro. I senior non interessano. Ma alla fine quando ho cominciato a proporre il mio disco nessuno sembrava essere interessato. Si sono dovuti ricredere…”
Se la sua carriera iniziasse oggi cosa succederebbe? Le idee di Musica Ribelle, di Extraterrestre, sarebbero arrivate al grande pubblico? Una etichetta come la Cramps, quella che pubblicò i suoi primi lavori, sopravviverebbe oggi? “Sinceramente non lo so – dice Finardi – so che quando abbiamo iniziato noi c’era un’atmosfera di straordinaria eccitazione, di iniziativa. C’erano tante idee, c’erano tantissimi spazi. E la connessione tra i musicisti era forte. In pochi anni è davvero cambiato tutto. Meglio, peggio…. È cambiato tutto. Io continuo ad avere voglia non solo di scrivere canzoni, ma di comporre album. Che è una cosa completamente diversa”.
Cosmo e Sleep Token
Cosa ascolta oggi Eugenio Finardi? “Mi piace molto Cosmo e poi continuo ad ascoltare con curiosità un po’ tutto quello che capita a volte sorprendendomi. Adesso per esempio sto ascoltando una band una band metal che alterna suoni prog e ambient in modo davvero interessante. Sono duri, ma con stile e hanno una base tecnica nella composizione davvero notevole”.
Finardi in Tour
Dopo la data con Eugenio Finardi e Venerus, a Capital Jam sono attesi Enrico Ruggeri e Filippo Graziani il 17 dicembre e poi ancora Daniele Silvestri, Le Vibrazioni, Franco126, Frah Quintale, Irene Grandi, Tropico e Anna Castiglia.
Queste invece le date di Finardi del Tutto Tour 75-95
28 novembre – Trecate (No), Teatro Silvio Pellico
19 dicembre – Reggio Calabria, Teatro Cilea
21 dicembre – Messina, Auditorium Palacultura
22 dicembre – Palermo, Teatro Golden
16 gennaio – Aosta, Teatro Splendor
21 febbraio – Lonigo (Vi), Teatro Comunale
2 marzo – Roma, Teatro Olimpico
9 aprile – Bologna, Teatro Duse