Ian Gillan, preoccupazione per la salute del mito dei Deep Purple che pensa al ritiro
La leggendaria voce dei Deep Purple Ian Gillan rivela di aver perso gran parte della vista e ammette che il ritiro non sia lontano: ma il cantante ha parlato del suo futuro con ironia e lucidità… “nessuno è eterno, nemmeno io….”
“Nessuno è eterno, nemmeno io”… lo dice sorridendo Ian Gillan, ottant’anni suonati, a fronte di continue richieste di concerti e di tour che fino a oggi il leggendario cantante dei Deep Purple ha affrontato senza risparmiarsi.
Ian Gillan, addio imminente
Eppure, per sua stessa ammissione, il momento del ritiro sarebbe imminente. In una nuova intervista rilasciata a Uncut, il frontman dei Deep Purple ha raccontato di aver perso circa il 70 per cento della vista e di riuscire ormai a lavorare al computer se non usando la visione periferica. Una condizione che non può migliorare e che sta cambiando in profondità la sua quotidianità.
Gillan lo ha affrontato con la sua consueta ironia: “È una cosa misteriosa. Per leggere devo guardare lo schermo di lato. Ma ci si adatta. Ci rido sopra, perché invecchiare è buffo. Anche se a volte non mi diverto affatto. Cammino, sento un rumore e penso che di aver perso un altro pezzo per strada….”
Una battuta che nasconde però una consapevolezza più amara: l’energia di una volta non c’è più, e lui stesso ammette di non voler diventare motivo di imbarazzo per nessuno.

Tra tour imminenti e un futuro incerto
Tuttavia i Deep Purple hanno ancora alcuni impegni dal vivo: i concerti di Tbilisi, Dubai e Kuala Lumpur chiuderanno 2025 e c’è già una tournée europea fissata tra giugno e luglio 2026 incluse due date in Italia, il 16 luglio a Pisa, in piazza dei Cavalieri, e il 17 luglio al Castello Carrarese di Este
Tuttavia Gillan, con onestà disarmante, non sa se e per quanto riuscirà a reggere ritmi e responsabilità: “Devo essere onesto, se perdo l’energia sul palco, mi fermo, non sarebbe serio”. Una frase che, letta nel contesto della sua condizione di salute, suona come un indizio pesante sul futuro della band.
È un sentimento che arriva in un momento quasi simbolico: pochi giorni fa David Coverdale, che fu la voce dei Deep Purple tra il 1973 e il 1976 per poi fondare gli Whitesnake, ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dalle scene. Una generazione di rocker che saluta, una alla volta.
Una carriera immensa, un’eredità che non si spegne
Il 2024 aveva visto la pubblicazione di =1, il ventitreesimo album dei Deep Purple, con singoli come Lazy Sod, Portable Door e Pictures of You che hanno dimostrato come la band sapesse ancora divertirsi e sorprendere. Ma oggi il quadro è diverso. Gillan parla senza drammi né autocommiserazione, ma con quella saggezza scanzonata che è sempre stata parte del suo fascino. Se la vista cala, la lucidità resta intatta.