“Ho finito le parole”: Ivano Fossati si racconta tra nuovi orizzonti musicali e sguardo sul presente
Con una lunga intervista firmata da Walter Veltroni sul Corriere della Sera, Ivano Fossati sembra chiudere qualsiasi prospettiva alla realizzazione di nuovi album: “Sto scrivendo solo musica – spiega il cantautore genovese – le parole sono finite”
Ivano Fossati torna a parlare di sé, del presente e della musica in una lunga conversazione con Walter Veltroni sulle pagine del Corriere della Sera.
Ivano Fossati, il buon ritiro
Non un addio, ma il racconto consapevole di un passaggio di fase che potrebbe anche non vedere nuove pubblicazioni: “Quello che potevo dire l’ho detto – spiega Fossati in uno dei suoi passaggi chiave – oggi scrivo solo musica, le mie parole sono finite”.
Dunque niente canzoni nuove, dunque, ma composizioni per pianoforte “tematiche e con una notevole sperimentazione elettronica”, con la chitarra elettrica e il blues che restano un modo di espressione… Le pubblicherà? “La musica si fa per gli altri… prima o poi può essere che le pubblicherò ma senza assilli: sono libero, non ho vincoli. Diciamo che io sono il committente di me stesso”.
La musica che gira intorno
Certo, il momento attuale della scena musicale non è molto incoraggiante: “La musica è stata svuotata di contenuti – dice – oggi prevale la superficialità, non si vuole più nemmeno fare lo sforzo della sintesi. Ma non voglio fare la morale a nessuno. Non voglio diventare come i nostri vecchi… voglio semplicemente capire. Quanto a farmela piacere per forza… beh, quella è un’altra cosa”.
Il ritiro dalla forma-canzone, deciso dopo l’album con Mina del 2019, è vissuto da Fossati come una conquista: “Quella scelta può essere un trauma… Nel mio caso è stata la scoperta di serenità”.
C’è poi lo sguardo civile: “La manipolazione sta prendendo il sopravvento su tutto. È l’intelligenza artificiale del pensiero”. Tuttavia una certa reazione che intravede nelle piazze lo ha scosso: “La gente c’è, il pensiero c’è… vederlo nei ragazzi mi ha emozionato”. In controluce, la ferita personale per la scomparsa della madre nel 2022, durante il Covid: “È un segno profondo, porto un peso sulla coscienza gigantesco”.

Ivano Fossati, nulla da dire
Il lascito agli interpreti? Non nuove parole, ma un patrimonio da riscoprire: “Non ho intenzione di scrivere cose nuove. Ma ci sono canzoni mie che sono rimaste in ombra. Chi vuole si può prendere quelle”.
Tuttavia almeno in questo momento Ivano Fossati non promette ritorni, anche se non il suo ciclo, non ufficialmente per lo meno: “Non si può mai dire”.
Chi è Ivano Fossati
Ivano Fossati, 74 anni, ha prodotto in tutto 22 album. Dall’esordio con i Delirium e Jesahel a Sanremo – era il 1972– a Mina Fossati, pubblicato nel 2019. Il suo ultimo album in definitiva è Decadancing, che risale ormai a 14 anni fa. Il maggior successo commerciale resta La Mia Banda Suona il Rock: ma in tutto questo la sua vena ha offerto capolavori assoluti: Panama e Dintorni, Le città di Frontiera, Discanto, La Pianta del Tè. Anche la colonna sonora de Il Toro.
Quattro i libri. Sei targhe Tenco, un David di Donatello e un Nastro d’Argento per L’Amore Trasparente inserito in Caos Calmo di Antonello Grimaldi – altra colonna sonora che ha composto. Firma ancheil miglior testo di Sanremo del 1972 (Jesahel) il secondo posto assoluto del 1978 (Un’emozione da poco della Oxa) e il premio della critica per E non finisce mica il cielo cantata da Mia Martini nel 1982.