Dua Lipa rompe con il manager David Leavy: “Divergenze su Gaza”
La popstar, da tempo schierata per i diritti dei palestinesi, avrebbe chiuso il rapporto dopo la lettera che chiedeva l’esclusione dei Kneecap dal festival di Glastonbury
Archiviata la sontuosa parentesi di quattro date al Madison Square Garden di New York, Dua Lipa avrebbe preso una decisione clamorosa. La cantante di origine albanese infatti avrebbe interrotto con effetto immediato la collaborazione con il suo manager e agente, il potente David Leavy.
Dua Lipa licenzia il suo agente storico
Alla base della decisione di Dua Lipa, secondo le ricostruzioni della stampa britannica, ci sarebbero divergenze insanabili sul conflitto israelo-palestinese e, in particolare, la lettera indirizzata da Leavy a Michael Eavis, il fondatore del festival di Glastonbury, con cui l’agente chiedeva l’esclusione dal cartellone dei Kneecap, controverso trio rap irlandese dichiaratamente filopalestinese.
Leavy risulta tra i firmatari del documento. I Kneecap, che attualmente sono in tour negli Stati Uniti nonostante un gran numero di cancellazioni proprio a causa delle loro posizioni politiche estremamente esplicite, nonostante le pressioni si erano poi esibiti regolarmente al festival.
Dua Lipa, cosa è successo
Fonti vicine all’artista sostengono che Dua Lipa — da tempo pubblicamente solidale con la causa palestinese — abbia percepito la firma del suo manager come un allineamento a posizioni considerate favorevoli rispetto alla politica bellica di Israele su Gaza. Da qui la rottura.
La cantante non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali nel merito: ma la notizia, circolata su quotidiani e media di spettacolo, viene data per scontata e avrebbe avuto riscontri non ufficiali anche nello staff della pop star.
Dua Lipa e il caso Kneecap
Inutile sottolineare che la questione è immediatamente rimbalzata sui social con reazioni contrastanti. Anche per via del coinvolgimento dei Kneecap, band ormai da tempo al centro di polemiche ricorrenti. In passato uno dei membri – Mo Chara – è finito sotto accusa nel Regno Unito per l’esposizione di una bandiera di Hezbollah durante un live, attualmente è sotto processo.
Il Canada ha negato loro l’ingresso citando ragioni legate al sostegno alla violenza politica islamista e diverse città americane hanno negato i permessi necessari per il loro show.
I Kneecap ribadiscono la propria posizione politica ma negano ogni vicinanza attiva a 0gruppi terroristici. In parallelo poi l’adesione della band alla campagna “No Music for Genocide” (oltre 400 firme tra artisti ed etichette) ha spinto alcune piattaforme israeliane a rimuovere tracce del gruppo.

Una frattura insanabile
La frattura tra Dua Lipa e Leavy evidenzia quanto il crinale politico incida oggi nelle scelte industriali della musica pop: linee editoriali, booking e partnership sono sempre più valutati anche alla luce delle posizioni pubbliche su conflitti e diritti umani.
Un tema sensibile per un’artista globale che, nel pieno del tour di Radical Optimism, ha più volte inserito omaggi e gesti simbolici nei propri show sottolineando la propria vicinanza al popolo palestinese.
Tra musica e politica
Resta da capire come verrà riorganizzato il management della popstar se arriveranno note ufficiali, conferme o meno, dalle parti coinvolte. Di certo il caso si inserisce in un clima culturale ormai fortemente polarizzato, in cui la libertà artistica e il perimetro del dissenso continuano a ridefinire i confini tra palco, attivismo e industria.