Ritorno alle origini per Ghali: nella sua vecchia scuola svela un ricordo che commuove
Nell’istituto di Baggio che lo ha visto crescere, il rapper ha parlato di diversità, sacrificio e del valore della scuola, emozionando gli studenti con un ricordo personale
La storia di Ghali è una storia fatta di momenti difficili, di passione, di voglia di farcela, quella di un ragazzo di strada dei primi anni Duemila che alla fine ce l’ha fatta davvero. E proprio il trapper milanese recentemente ha voluto rivivere quei luoghi che hanno segnato la sua infanzia. Quelle radici che non ha mai spezzato e che lo legheranno per sempre al “quartiere”.
Il quartiere Baggio, per l’appunto, alla periferia di Milano, che ha visto Ghali prima bambino, poi crescere e spiccare il volo. Ed è qui, che è tornato il cantante, visitando la scuola media che ha frequentato e aprendo il suo cuore agli studenti che lo hanno accolto con grande emozione.
“È capitato anche a me di aver vissuto la scuola come uno sbattimento, ma ho capito da subito quanto la scuola fosse una fortuna. Ci sono bambini che farebbero di tutto per andare a scuola, famiglie che farebbero di tutto per mandarci i loro figli. La scuola ci insegna cos’è la vita, che bisogna fare sacrifici, che bisogna impegnarsi.” Le sue parole.
Quel ricordo che segna un cambiamento profondo
L’incontro du Ghali con gli studenti è stato molto più di un appuntamento istituzionale: si è trasformato in un dialogo sincero, intimo, fatto di ricordi personali e riflessioni che hanno toccato i presenti. L’artista che ama raccontare l’identità multiculturale della nuova generazione italiana, ha voluto condividere con i più giovani la sua esperienza di bambino che cresceva tra sogni, difficoltà e voglia di emergere.

L’atmosfera è stata calorosa: con lui, a moderare la conversazione, Jonathan Bazzi, anch’egli legato al quartiere. Ghali ha voluto sottolineare quanto fosse diversa la scuola ai suoi tempi. “Quando frequentavo queste classi eravamo pochissimi ragazzi di origine straniera”, ha ricordato, guardando con emozione la platea oggi molto più variegata. Quell’immagine, ha poi spiegato, è il segno concreto di come il quartiere e la città si siano trasformati, aprendosi a culture e tradizioni differenti. Una diversità che per lui rappresenta una ricchezza e che da sempre nutre la sua musica.
Il rapper non si è limitato a un ricordo malinconico: ha voluto anche trasmettere un messaggio forte. “La scuola ci aiuta a sviluppare quelle capacità che ci rimarranno per tutta la vita, e ci insegna a relazionarci con altre persone. A volte durante l’anno – ha ricordato il cantante di “Casa Mia” – scoppiavano nuove amicizie con compagni di classe con cui non avrei mai immaginato di legare: questa cosa mi è rimasta nel tempo, è una cosa speciale che la classe ti regala”. Parole semplici, che sicuramente hanno toccato corde profonde, soprattutto per quegli adolescenti che oggi, come lui allora, vedono la scuola come una fatica quotidiana.
Prima di salutare, Ghali ha lasciato un invito speciale: quello a partecipare al suo ultimo concerto dell’anno, in programma il 20 settembre a Fiera Milano: “Sarà il mio ultimo concerto per quest’anno, per me è la conclusione di un ciclo e l’inizio di un nuovo periodo. Stiamo realizzando una cosa completamente nuova, nella città per me più importante e sarà una sorpresa per tutti, con alcuni spoiler di nuova musica: il Gran teatro sarà il primo passo verso un nuovo immaginario e l’inizio del disco nuovo che uscirà nel 2026.”