Mercury Prize 2025 debutti eccellenti nella prima volta a Newcastle | Tutti i candidati
Il Mercury Prize 2025 cambia casa e e per la prima volta in 33 anni la cerimonia si terrà fuori Londra, all’Utilita Arena di Newcastle il 16 ottobre. Molti esordienti nella lista dei candidati al premio più importante
Il Mercury Prize è la versione inglese del Grammy Award e da ormai oltre trent’anni rappresenta il momento più alto dell’industria discografica e musicale, uno dei motori portanti dell’economia britannica.
Mercury Prize, perché a Newcastle
Quella di puntare su Newcastle, città che in passato ha dato i natali a moltissime superstar, prime fra tutte Sting e i Police, è una scelta simbolica che punta a decentrarsi e a valorizzare il fermento musicale del Nord‑Est inglese – proprio dove è nato uno dei favoriti, Sam Fender. L’evento prevede set dal vivo di (quasi) tutti i candidati e verrà coperto dalla Bbc su tv, radio e online.
La dozzina di artisti in corsa fotografa molto bene un anno variegato per Regno Unito e Irlanda. L’Irlanda per esempio piazza i Fontaines D.C. con “Romance”, un passaggio a toni sfumati colori più saturi dopo primi dischi molto ruvidi. L’album ha già capitalizzato festival e premi e li ritrova qui da veterani.
A fianco, l’icona dell’alt‑pop FKA twigs con “Eusexua”, lavoro concettuale sullo smarrimento e la trascendenza in pista; e PinkPantheress, che spinge la forma “mixtape” al limite della durata con “Fancy That”, un brano di oltre 20 minuti che ha colonizzato le playlist estive.
Mercury Prize, veterani e novità assolute
Nel capitolo degli artisti storici: i Pulp tornano con “More”, primo album in oltre vent’anni che riaccende la penna tagliente di Jarvis Cocker. I Wolf Alice entrano nel libro dei record del premio perché “The Clearing” vale la loro quarta nomination in quattro album: nessuno, finora, aveva mantenuto un filotto simile. Tra i primati anche quello anagrafico: a 84 anni Martin Carthy, leggenda del folk britannico, diventa il candidato più anziano di sempre con “Transform Me Then Into A Fish”.
Dall’altra parte dello spettro, spazio ai debuttanti: lo scozzese Jacob Alon porta in shortlist il fragile intimismo di “In Limerence”, mentre il pianista gallese Joe Webb, con “Hamstrings & Hurricanes”, piega il jazz alle malinconie britpop. Emma‑Jean Thackray firma “Weirdo”, un lavoro catartico nato dal lutto e dalla volontà di celebrare la propria neurodivergenza, e il rapper anglo‑gambiano Pa Salieu torna con “Afrikan Alien”, riflessione identitaria dopo le vicende giudiziarie degli ultimi anni.

Il caso di CMAT, Sam Fender profeta in patria
Tra i possibili casi atipici c’è CMAT, al secondo centro consecutivo: “Euro‑Country” conferma una scrittura pop spigolosa e teatrale che ha scalato le classifiche britanniche. E poi, ovviamente, c’è Sam Fender: “People Watching” ha avuto l’apertura più forte dell’anno nel Regno Unito e l’effetto “casa” di Newcastle può pesare, al netto dell’indipendenza dei giurati.
Il premio – nato nel 1992 e orgogliosamente allergico alle quote di genere o al peso commerciale delle case discografiche – quest’anno è stato selezionato da una giuria trasversale di critici, dj e musicisti. Come sempre, il criterio è uno: l’album “dell’anno” per ambizione artistica, coerenza e impatto culturale, non per numero di stream.
Mercury Prize, tutti i candidati
Di seguito, la lista completa dei dodici dischi in gara per il premio dell’anno
CMAT – Euro‑Country
Emma‑Jean Thackray – Weirdo
FKA twigs – Eusexua
Fontaines D.C. – Romance
Jacob Alon – In Limerence
Joe Webb – Hamstrings & Hurricanes
Martin Carthy – Transform Me Then Into A Fish
Pa Salieu – Afrikan Alien
PinkPantheress – Fancy That
Pulp – More
Sam Fender – People Watching
Wolf Alice – The Clearing