Home Interviste David Gilmour parla: “Mai più con Waters: 80 anni? Non sono un puritano…”

David Gilmour parla: “Mai più con Waters: 80 anni? Non sono un puritano…”

In occasione della celebrazione dei 50 anni di Wish You Were Here, David Gilmour concede pochissime interviste e tratteggia bilanci e nuove sfide alla soglia degli 80 anni

pubblicato 13 Settembre 2025 aggiornato 14 Settembre 2025 11:13

Sono giornate di festeggiamenti e di lavoro per i Pink Floyd, o meglio, per quello che resta della band. Dopo la scomparsa di Richard Wright e l’uscita di scena turbolenta di Roger Waters, al momento la band si riduce al batterista Andy Mason e a David Gilmour, che pur essendo la mentre creativa di tutti degli album degli ultimi 40 anni riconosce sempre di “essere arrivato dopo”.

Dopo Syd Barrett, l’amico che sostituì quando disagio mentale e droghe costrinsero la band ad andare avanti senza il suo fondatore.

David Gilmour: “Mai più con Gilmour”

Sono giornate in cui persino David Gilmour, educatissimo ma schivo, estremamente controllato in tutte le sue dichiarazioni, accetta di parlare. In Italia esce una intervista con il Corriere della Sera, in Inghilterra sono addirittura un paio le sue confidenze con giornalisti amici, confidenti.

Inevitabile che la prima questione sia la solita. La divisione con Gilmour che non si è mai più accomodata: “Con Roger Waters non suonerò più – conferma in modo secco e diretto senza lasciare spiragli – confermo le stesse identiche parole che ho già detto anche ora. Non suonerò mai più con chi sostiene i dittatori come Putin e Maduro”.

Agli Oasis invece fa i complimenti: “Sono contento siano tornati insieme, era una divisione stupida. Devono lavorare insieme. Noel e Liam sono splendidamente complementari…”

Impossibile rivedere i Pink Floyd così come erano durante The Wall, o Dark Side of the Moon? “Perché no? Se fatta bene, con l’Intelligenza Artificiale mi piacerebbe vedermi ai tempi dei Pink Floyd seduto tra il pubblico.”

“Sono ancora arrabbiato con il Comune di Venezia”

Gli show al Circo Massimo gli hanno lasciato addosso una calma speciale: “Pensare di esibirsi in questi luoghi vivi da 2.000 anni mi dà un senso di pace, lo preferisco di gran lunga all’impersonalità degli stadi.”

Il rovescio della medaglia resta Venezia 1989: “Sono ancora molto arrabbiato con il Comune di Venezia. Avevamo fatto degli accordi che non vennero rispettati: centomila persone senza bagni, abbandonate a loro stesse. E alla fine accusarono noi… quanto alla polemica di avere danneggiato dei monumenti sono state assurde. Eravamo ancorati su piattaforme al largo della laguna: come avremmo potuto danneggiarli?”

“Wish You Were Here”, Syd e l’istante di Abbey Road

In questi giorni si festeggiano i 50 anni di Wish You Were Here che tra qualche settimana sarà ripubblicato con una edizione speciale. Ma Gilmour, a un giornalista americano, precisa: “È vero che c’è molto dell’assenza di Syd in quel disco. Diciamo che è stato uno dei punti di partenza, una delle scintille creative perché in quei giorni tra di noi non dicevamo altro. Come sarebbe se, come sarebbe stato se ci fosse stato anche lui. Di qui anche il titolo: che molti generalizzando hanno pensato fosse interamente dedicato a Barrett. In realtà quel disco parla di assenze, di mancanze: di cose che dovrebbero esserci e non ci sono. Anche se è più un’assenza di anime e di pensieri”.

La leggenda dell’incontro ad Abbey Road, con Barrett che arriva, irriconoscibile, in studio viene ancora una volta confermata: “Fu un momento surreale. E un po’ triste. È vero che all’inizio nessuno di noi lo riconobbe. E quando realizzammo che era lui ci siamo resi conto che forse era lui a non essere completamente lucido su dove e con chi fosse. Da tempo viveva nel suo mondo…”

David Gilmour, dal vivo al Circo Massimo
David Gilmour, dal vivo al Circo Massimo anche nei cinema dal 17 settembre – Credits David Gilmour Official (Soundsblog.it)

David Gilmour, di nuovo primo in classifica

Dopo molti anni Luch and Strange lo riporta ai vertici delle classifiche: “È bello ed è anche inatteso. Parliamo di un disco attuale ma che è nato durante la pandemia. È un disco che parte da riflessioni non facili e forse un po’ grige, ombrose. Credo che la gente si sia riconosciuta in quelle atmosfere e in quelle sensazioni”.

Il disco vede la collaborazione della moglie Polly e di sua figlia Romany sempre più interessata a seguire le ombre del papà: “Per la verità avrebbe voluto fare l’attrice. Poi ha scoperto altro e ha dimostrato un certo talento. Ci sta lavorando. Vuole scrivere e suonare”.

David Gilmour, tempo ed età

C’è un Gilmour privatissimo che parla di età e misura: “L’anno prossimo compirò 80 anni. Sono sereno, non ci arrivo da puritano, bevo il mio bicchiere di vino o la mia birra. Ma ammetto che rispetto a quando pensavo che non sarei né invecchiato né morto mi sono un po’ evoluto. Con il tempo ho capito che quando si hanno troppe cose non si apprezzano”.

Il live del Circo Massimo sarà proiettato nei cinema in contemporanea in tutto il mondo – con tecnologia IMAX – mercoledì prossimo, 17 settembre.

Interviste