Matia Bazar, ieri e oggi: cosa fanno adesso i protagonisti della storica band genovese
Dai successi internazionali alle carriere soliste e ultimamente numerose incomprensioni, i Matia Bazar sono una delle band più longeve nella storia della musica italiana anche se dei cinque fondatori originari nessuno oggi fa parte del gruppo che festeggerà a settembre 50 anni di attività
Nati a Genova nel 1975, i Matia Bazar hanno scritto pagine indimenticabili di musica italiana, fondendo pop ed elettronica, sperimentazione e melodia in un’identità unica.
La loro biografia parla di 44 album in circa cinquant’anni di attività, 23 di brani inediti con numerose raccolte – alcune delle quali gigantesche e suddivise nelle varie epoche della band contraddistinte da ben cinque voci soliste – tutte femminili – e centinaia e centinaia di concerti riassunti in alcuni riusciti album dal vivo. Perché per anni i Matia Bazar non solo sono stati uno dei gruppi più prolifici ma anche più attivi dal vivo.
La storia dei Matia Bazar
Ridurre in pochi paragrafi una storia complessa come quella dei Matia Bazar è impossibile: cinque fondatori, numerosi elementi distintivi che si sono alternati alla produzione artistica, ma soprattutto cinque cantanti: Antonella Ruggiero, indimenticabile voce della prima era della band, dal 1975 al 1989 e undici album di inediti, dall’eponimo Matia Bazar 1 a Red Corner.
Dopo di lei Laura Valente, moglie di Mango e mamma di Angelina, che raccolse la non facile eredità della Ruggiero svoltando verso un pop più immediato e meno sperimentale, a cominciare dai testi. Quindi Silvia Mezzanotte, entrata con Piero Cassano nel 1998, due volte voce solista della band lasciata una prima volta nel 2004, sostituita da Roberta Faccani, e rientrata nel 2010 per uscire definitivamente nel 2016.
Tre tastieristi storici: il fondatore Piero Cassano, Mauro Sabbione, geniale appassionato di musica tecnologica e new wave protagonista di una svolta elettronica e molto sperimentale della band, e Sergio Cossu, protagonista del periodo di maggiore successo commerciale in assoluto.
I Matia Bazar oggi
Al momento la band è composta da Fabio Perversi, polistrumentista chiamato a far parte del progetto da Piero Cassano nel 1998 dopo l’uscita di scena di Laura Valente e del tastierista Sergio Cossu. Perversi, ha partecipato alla produzione di sei album di inediti l’ultimo dei quali – Conseguenza Logica – risale ormai a 15 anni fa, quando la voce solista era Silvia Mezzanotte. Lo affiancano Silvia Luna Dragonieri, voce solista dal 2017, Piercarlo Tanzi (batteria), Gino Zandonà (chitarre) e Silvio Melloni (basso). La band non ha inciso inediti ma è molto attiva e sta trascorrendo una estate tra live e concerti riproponendo tutti i classici storici della band con la nuova formazione.
Matia Bazar, cosa fanno adesso
Quanto a tutti gli altri componenti storici, tra riavvicinamenti e discussioni, i Matia Bazar sembrano sempre più distanti da quello che i fan storici della band si augurano da ormai 35 anni. E dunque un riavvicinamento dei tre membri fondatori ancora attivi ma lontani e impegnati da anni in attività artistiche individuali. Una eventualità resa ancora meno probabile dagli ultimi screzi social.

Antonella Ruggiero
Voce inconfondibile e volto simbolo della prima fase dei Matia Bazar, Antonella Ruggiero lasciò la band nel 1989 per intraprendere un percorso artistico indipendente ma soprattutto per mettere su famiglia. Negli anni si è dedicata a un lungo percorso di ricerca tra musica sacra, sperimentazione vocale, studi orientali e progetti di respiro internazionale.
Da anni vive lontano dall’Italia con il marito Roberto Colombo, che ha prodotto e scritto quasi tutti i suoi lavori solisti, e il figlio. Da Berlino torna per pochi concerti esclusivi, spesso con ensemble classici o jazz, reinterpretando alcuni dei suoi successi in chiave nuova ma anche numerosi classici della musica italiana. Gli appassionati la considerano la miglior voce italiana contemporanea, insieme forse soltanto a Mina. Nonostante non abbia mai amato Sanremo – ha deciso che non parteciperà più al festival – è uno dei simboli della rassegna dei fiori.
Paradossalmente vinse con una delle canzoni meno note del gruppo: E dirsi ciao. Ma tutti la ricordano per un esordio funky dal ritmo quasi sudamericano (Ma perché) e con le meravigliose Vacanze Romane e Souvenir da sempre inserite nel novero delle migliori canzoni del festival.
La sua carriera solista resta attiva e costellata di collaborazioni con musicisti di altissimo livello. Antonella, 73 anni a novembre, vanta decine di collaborazioni straordinarie: dai Subsonica al Gnù Quartet, da Garbo a Battiato, da Morricone a Bob Sinclar. Da solista ha realizzato sedici dischi di ampio respiro e ispirazione molto variegata.
Piero Cassano
Fondatore, tastierista e autore della prima era della band, Piero Cassano (76 anni) ha lasciato e poi ritrovato in almeno due occasioni la band. Se ne andò una prima volta nel 1983, quando il gruppo decide di svoltare verso sonorità meno pop. Lui si consacra come produttore assoluto, tiene a battesimo la carriera di Eros Ramazzotti scrivendo tutti i primi grandi successi del cantante romano per intraprendere una lunga carriera di autore di grande successo. Rientra nella band e se ne va definitivamente nel 2017 annunciando di fatto il suo ritiro dalle scene dopo la morte di Giancarlo Golzi.
Sue sono Stasera che sera, Per un’ora d’amore e Solo Tu ma soprattutto Cavallo Bianco, uno dei primi singoli della band, un autentico manifesto artistico di quello che era la band che contrariamente a tutte le leggi commerciali dell’epoca crea una piccola opera rock nella quale la voce di Antonella Ruggiero e le tastiere giocano un incredibile dualismo di livello veramente assoluto. Dopo la decisione di uscire definitivamente dalla band affida il repertorio del gruppo a Fabio Perversi.

Carlo Marrale
Chitarrista e cofondatore, Carlo Marrale è stato autore di molte hit del gruppo. Ancora oggi è soprannominato Bimbo a dispetto dei suoi 73 anni compiuti ad aprile. Musicista estremamente ispirato e versatile, Marrale ha scritto alcuni capolavori pop per la band distinguendosi anche per un approccio giocoso che trapela in alcuni classici come Solo Tu o Mister Mandarino, sigla di chiusura di enorme successo di una edizione di Domenica In di molti anni fa.
Era legatissimo ad Antonella Ruggiero e fino all’ultimo ha tentato in tutti i modi di convincerla a non lasciare la band. Che lui saluterà definitivamente cinque anni dopo per partecipare a Sanremo (L’Ascensore) vivendo tra Italia e Spagna e dedicandosi alle sue due grandi passioni: pittura – è un artista molto quotato – e fotografia. Due soli album solisti. Ma da molto tempo si propone live e unplugged insieme a Silvia Mezzanotte sempre con i successi dei Matia Bazar.
Aldo Stellita
Storico bassista e paroliere della band, Aldo Stellita è scomparso nel 1998 a causa di una breve malattia, molto aggressiva. La sua figura rimane centrale nella storia dei Matia Bazar: autore di testi visionari e raffinati, contribuì a definire lo stile lirico del gruppo, soprattutto nel periodo di svolta elettronica degli anni ’80.
Era indubbiamente un leader all’interno della band, pronto a mettere in riga gli altri componenti con un atteggiamento forte, ma mai impositivo. Famosi erano i suoi momenti dopo il spund-check quando controllava ogni angolo del palco: “Tutto in ordine, tutto pulito nel nostro ufficio…” diceva spesso riprendendo bonariamente gli altri componenti del gruppo.
Legato sentimentalmente ad Antonella Ruggiero per diversi anni, rimase fino all’ultimo nella band anche dopo l’uscita della cantante, quando ormai si erano lasciati, firmando l’album Benvenuti a Sausalito ma rinunciando al tour promozionale del disco quando la malattia nel 1997 purtroppo prese il sopravvento.
Giancarlo Golzi
Sanremese di nascita e genovese di adozione, batterista, considerato a tutti gli effetti uno dei membri fondatori dei Matia Bazar, Giancarlo Golzi ha accompagnato la band fino alla sua morte nel 2015. In realtà entra a far parte del gruppo dopo la pubblicazione del suo primo singolo, Stasera che sera, uscendo dalla sua band, i Museo Rosembach, molto noti nella scena prog e sperimentale. E da allora non lascerà più il gruppo, ammortizzando i diversi cambi di formazione e una evoluzione artistica a volte anche estremamente repentina.
Golzi ha firmato diverse canzoni della band come co-autore. Appassionato di culture orientali e arabe. Sua la voce recitante in Sulla Scia – testo di Stellita, musica di Marrale – nella quale recita alcuni versi in arabo su un tempo velocissimo, pubblicato in Aristocratica nel 1984. Con il tour del 40ennale della band in corso Golzi muore improvvisamente stroncato da un infarto nella sua casa di Bordighera. Esattamente dieci anni fa. Aveva 63 anni. Come per Stellita non verrà mai sostituito ufficialmente: il suo posto dietro ai tamburi è affidato a turnisti.

Silvia Mezzanotte
Subentrata alla voce solista nel 1999, Silvia Mezzanotte ha guidato i Matia Bazar verso una nuova stagione di successi, vincendo Sanremo 2002 con Messaggio d’amore. Ha lasciato il gruppo due volte, nel 2004 e nel 2016, per dedicarsi a una carriera solista.
Oggi è attiva in tour in tutta Italia, con spettacoli solisti che la vedono spaziare tra repertorio proprio – tre gli album pubblicati – e classici dalla musica leggera italiana e stranieri con numerosi omaggi a grandi interpreti come Aretha Franklin e Barbra Streisand. Di grande successo anche il suo progetto teatrale Le Mie Regine in cui canta numerosi classici al femminile riproponendo classici di Mia Martini, Giuni Russo, Mina.
Laura Valente
Cantante e moglie del compianto Mango (mamma di Angelina), Laura Valente entrò nei Matia Bazar nel 1990, dopo l’uscita di Antonella Ruggiero, portando la band verso sonorità più pop-rock. Restò fino al 1998, anno della morte di Stellita. Anche lei è legata a due presenze sanremesi di grande successo, Dedicato a te e Piccoli Giganti. Ma dopo la parentesi con il gruppo, pur collaborando con Mango e partecipando a progetti musicali selezionati, decide di mantenere un profilo più defilato rispetto agli altri ex membri della band.
Sergio Cossu
Tastierista e arrangiatore, Sergio Cossu ha fatto parte del gruppo dal 1981 al 1998, contribuendo al periodo elettronico e a brani di enorme successo come Ti Sento, Noi e Stringimi in cui le tastiere avevano un ruolo dominante. Otto gli album al suo attivo. Dopo la sua uscita dalla band, ha proseguito l’attività di musicista e produttore, collaborando con numerosi artisti e lavorando nel campo della produzione musicale per televisione, documentari, spot pubblicitari e teatro.
Mauro Sabbione
Entrato nel 1981, Sabbione – dotatissimo tastierista classico diplomato al conservatorio di Genova – è stato il protagonista della prima svolta della band verso una sperimentazione elettronica e new wave, contribuendo in modo decisivo agli album Berlino, Parigi, Londra e Tango. Teatrale, di grande impatto scenico anche nei primi video della band traghetta i Matia Bazar verso una svolta inattesa e sorprendente che accompagnerà il gruppo verso i grandi successi di Artistocratica e Melancholia che non lo vedono tra le firme ufficiali ma che risentono ancora della sua impronta.
Dopo il breve passaggio nel gruppo, si dedica a progetti musicali d’avanguardia, spesso legati al teatro e alle arti visive in particolare con i Melodrama. Scomparso nel 2022 dopo una breve malattia, Sabbione è rimasto un personaggio di culto per gli appassionati del synth-pop italiano, un vero innovatore.