Matia Bazar, scontro social tra Antonella Ruggiero e Piero Cassano: il passato che non passa
Vecchie ferite e nuove accuse tra due grandi protagonisti della storica band genovese dei Matia Bazar che si sono affrontati con alcune dichiarazioni che hanno avuto enorme peso sui social tra i fan della band.
Sono passati esattamente cinquant’anni. I Matia Bazar, che ancora non si chiamavano così ma erano i Jet, si riunivano a Genova in una piccola sala prove nel centro storico, a poca distanza da uno dei luoghi pulsanti della cultura musicale genovese che tanto aveva dato all’immagine della città. Il negozio di pianoforti dei fratelli Gaggero. Da qui erano passati De André, Tenco e Paoli, ma anche Ricchi e Poveri, Lauzi e Paolo Conte, astigiano adottato dalla riviera.
Le origini dei Matia Bazar
Antonella Ruggiero è una cantante giovanissima con una voce potentissima di impostazione classica. Vive a Pegli in una famiglia che la educa all’arte: la chimica non mente mai, bastano pochi minuti ai fondatori dei Jet – Piero Cassano, Carlo Marrale e Aldo Stellita – per capire che quella voce è il loro punto di svolta. La band cambia nome e diventa Matia Bazar. Perché Antonella ha una personalità forte – “un po’ matta, certo” dirà di lei qualche anno dopo Carlo Marrale, ma soprattutto perché Matia Bazar è un nome unisex e di sapore internazionale. E il gruppo sogna in grande: anche di suonare in Sudamerica, Inghilterra, Stati Uniti.
Matia Bazar, caleidoscopio di talenti
Una band che è un vero caleidoscopio di talenti. Piero Cassano è un pianista e compositore di ispirazione classica. Carlo Marrale – ancora oggi soprannominato ‘Bimbo’ un chitarrista straordinario che ascolta funky e jazz dilettandosi con bossanova e ritmi latini. Aldo Stellita sembra uscito da una band blues: adora i Fleetwood Mac, si ispira a Jaco Pastorius, ha i capelli lunghi come un indiano navajo e suona un basso dal manico lunghissimo.
La band esplode in un paio di singoli: irrompe in radio e tocca con mano i suoi sogni. Sulla band piovono un sacco di soldi, tantissimi: tour in tutto il mondo. Russia, Giappone, Corea: il gruppo rischia di autodistruggersi. Il loro manager li riporta alle origini, a Genova: prende una piccola palazzina e i cinque vivono tutti insieme in una sorta di comunità protetta, suonando e ricompattandosi per realizzare l’ennesimo capolavoro. C’è tutto un mondo intorno.
“Avevamo perso la brocca – spiegherà Carlo Marrale qualche anno dopo – tanto successo così tutto insieme, per noi ancora così giovani poteva essere l’inizio della fine. E invece ci siamo ritrovati. Ed è andata ancora meglio di prima”.

Matia Bazar, unioni e separazioni
Da lì separazioni traumatiche e definitive – quando nel 1989 Antonella lascia la band senza mai esprimere il desiderio di una reunion che i fan invece vorrebbero disperatamente – altre temporanee con Piero Cassano che lascia il gruppo per poi rientrare e andarsene di nuovo – gli innesti prima di Laura Valente, poi di Silvia Mezzanotte, quindi di Roberta Faccani, tutte presenti almeno una volta con la band a Sanremo – poi il ritorno di Silvia e infine la versione attuale che non coinvolge nessuno dei fondatori.
L’erede del progetto è Fabio Perversi, polistrumentista portato nella band da Cassano quasi trent’anni fa e oggi depositario di una delle eredità musicali più inestimabili della musica italiana.
Matia Bazar, una storia unica
Difficile sintetizzare in poche righe una storia incredibile che meriterebbe una fiction e che è appassionante quanto un romanzo d’appendice. Che di tanto in tanto torna ad appassionare e che in questi giorni fa parlare per un’aspra polemica trapelata sui social e che coinvolge due volti storici del gruppo, Antonella Ruggiero e Piero Cassano, che si ritrovano protagonisti di un acceso botta e risposta. Una recente intervista rilasciata da Ruggiero al Corriere della Sera ha riacceso i riflettori su un addio, quello della cantante nel 1989, mai del tutto metabolizzato.
Nelle sue dichiarazioni, Antonella-Matia ha ricordato di aver lasciato il gruppo con largo anticipo, spiegando che la decisione era stata difficile ma inevitabile. E che la band non solo non aveva accettato, ma non aveva nemmeno Si era legata a un nuovo compagno, voleva un figlio e una carriera solista. Anche se il suo primo attesissimo album – intitolato in modo anche un po’ polemico Libera – bisognerà aspettare quasi dieci anni.
Antonella Ruggiero nell’intervista sottolinea con poco entusiasmo di aver rivisto gli ex compagni soltanto “ai funerali di due di loro”, riferendosi senza nominarli a Giancarlo Golzi e Aldo Stellita. Parole che hanno suscitato la reazione indignata di Cassano.

La replica di Cassano: “Manca rispetto”
Il tastierista e fondatore dei Matia Bazar ha affidato a un lungo post su Facebook la sua risposta, accusando Ruggiero di irriconoscenza e di mancanza di rispetto verso i colleghi scomparsi. Cassano ha ricordato – contraddicendola – che fu proprio lui, nel 1975, a insistere perché la cantante entrasse nella band, e che il successo di Antonella era il frutto di un lavoro corale e di squadra, in cui ogni componente aveva dato un contributo decisivo. Antonella invece racconta di essere stata presentata alla band da alcuni componenti della PFM.
Indipendentemente da ricordi più o meno corretti esplode la polemica. “Non ti fa onore non nominare con rispetto Giancarlo e Aldo” – ha scritto Cassano, citando anche altri ex membri come Carlo Marrale, ma anche Mauro Sabbione e Sergio Cossu, che presero il suo posto alle tastiere. Cassano Hha ricordato inoltre di aver scritto con Stellita il primo singolo da solista della Ruggiero nel 1974, prima ancora dell’avventura nei Matia Bazar. Pochi sanno che Aldo e Antonella furono legati da un lungo amore, che si concluse prima della decisione della cantante di lasciare definitivamente la band.
La controreplica della cantante
La risposta di Ruggiero non si è fatta attendere: con un post sui social, ha liquidato la questione parlando di “gente che parla di cose che non sa”, senza entrare nei dettagli delle accuse e senza nominare Cassano. Un commento che ha ulteriormente inasprito i toni, spingendo il tastierista a un’ulteriore replica ironica e piccata: “Guarda io non sono gente, sono Piero Cassano e so molte cose…”
Un dibattito che divide i fan
Il confronto tra i due ha rapidamente fatto il giro del web, dividendo il pubblico. Alcuni fan difendono Antonella Ruggiero, sostenendo che le sue parole siano state estrapolate e travisate, altri si schierano con Piero Cassano, rimarcando l’importanza di ricordare con rispetto chi non c’è più e sottolineando una certa mancanza di umiltà da parte di Antonella.
In realtà la Ruggiero, che continua a esibirsi cantando dal vivo i classici della band che lei stessa aveva portato al successo, nel suo repertorio ha un brano toccante – “Non ti dimentico (se non ci fossero le nuvole)” – scritto e prodotto dal marito Roberto Colombo, dedicato proprio ad Aldo Stellita e pubblicato poche settimane dopo la scomparsa del bassista. Il brano conquistò la seconda posizione a Sanremo, la seconda di fila dopo Amore Lontanissimo, nel 1999.

Matia Mazar, una eredità immensa
Al di là delle polemiche, la vicenda ha riportato al centro dell’attenzione la storia e l’eredità artistica dei Matia Bazar, una formazione capace di attraversare decenni di musica italiana con successi iconici come Vacanze Romane, Ti sento e Solo tu. Ma ha anche dimostrato come, a distanza di anni, certe ferite interne a un gruppo possano riaprirsi inaspettatamente, soprattutto quando la memoria del passato si intreccia con il vissuto personale dei suoi protagonisti.
Matia Bazar, reunion impossibile
Purtroppo il sogno di moltissimi fan di rivedere quello che resta del nucleo originario della band – Ruggiero, Cassano e Marrale – proprio per festeggiare i cinquant’anni di vita della band e del loro primo grande successo “Stasera che sera” pubblicato nel settembre 1975 – sembra essere destinato a restare tale: ormai irrealizzabile.