Donald Trump contro Beyonce, Oprah e Kamala Harris: accuse senza prove scuotono musica e politica
In un acceso post sul suo social Truth, Donald Trump ha chiesto l’apertura di indagini su presunti pagamenti illegali per endorsement durante la campagna di Kamala Harris, prendendo di mira anche Beyoncé, accesa sostenitrice della sua avversaria, e la popolarissima conduttrice televisiva Oprah Winfrey oltre a diversi altri nomi celebri.
Non si spegne la fortissima spinta politica del presidente USA Donald Trump contro numerose stelle del mondo della musica, del cinema e dell’intrattenimento radiotelevisivo – su tutrte Beyonce – che si erano schierati apertamente contro la sua rielezione alla Casa Bianca.
Secondo Trump, l’ex vicepresidente Kamala Harris – la sua ultima avversaria nelle elezioni presidenziali dello scorso anno – avrebbe speso diversi milioni di dollari per ottenere sostegno sociale e politico da numerose celebrità attaccando direttamente anche come Beyoncé.
Trump contro Beyonce: l’accusa
Il presidente americano ha parlato di almeno 11 milioni di dollari pagati a Beyoncé, altri 3 milioni versato alla popolarissima giornalista e conduttrice TV Oprah Winfrey affermando che questi pagamenti sarebbero in realtà vere e proprie consulenze illegittime, camuffate da compensi leciti come rimborso spese a fronte di eventi pubblici.
Secondo le leggi americane la pratica del cosiddetto endorsement, ovvero, finanziare personalità per ottenere il loro appoggio politico pubblico, è considerata illegale.
Trump contro Beyonce: i fatti
Tuttavia, secondo i registri della Federal Election Commission, Beyoncé sarebbe stata rimborsata soltanto per alcuni costi di produzione (circa 165mila dollari), e Oprah per poco meno di un milione, rimborsi legittimi e destinati a coprire i costi organizzativi di eventi organizzate dalle due superstar.
La vicenda è stata verificata anche da alcuni analisti di siti autorevoli come FactCheck.org e PolitiFact che tuttavia avrebbero smentito l’ipotesi di qualsiasi pagamenti illegali.
Il pensiero di Beyonce e Oprah Winfrey su Trump
Interpellate sulla questione sia Beyoncé che Oprah Winfrey hanno negato qualsiasi compenso personale. La madre di Beyoncé, che è anche una delle agenti della popolarissima cantante, ha definito la cifra di 11 milioni “una bugia tanto clamorosa quanto assurda”. Mentre Oprah ha spiegato la sua posizione in una intervista in TV: “Non ho ricevuto un soldo. Mi sono fatta rimborsare i costi di produzione di un evento pubblico. E dunque come luci, microfoni, staff. Tutto regolarmente fatturato e certificato”.

Non solo Beyonce: l’attacco di Trump a Springsteen
Questo attacco si inserisce in una strategia che ormai da qualche tempo vede Trump attaccare in modo molto personale e diretto cantanti, attori e influencer che si sono apertamente schierati contro la sua seconda elezione alla Casa Bianca. Uno dei primi a finire sotto il mirino del presidente fu Bruce Springsteen che da tempo apre i suoi concerti con un lungo discorso nel quale parla di Trump come di un pericolo concreto per la democrazia di quella che una volta veniva definita la terra dei liberi. Contro Trump si erano espresse duramente anche Celine Dion che aveva espressamente vietato l’utilizzo delle sue canzoni durante i comizi del ptresidente, e Lana Del Rey.
La reazione di Trump non si è fatta attendere: “Springsteen è un miracolato, un musicista con poco talento e pochissime idee che si è fatto grande solo grazie ad appoggi importanti. Non lo stimo assolutamente…” aveva dichiarato poco dopo la sua elezione il capo di stato nei confronti del Boss.
Si parla di una nuova legge
Il clamore mediatico intorno alla questione resta alto. A Washington si parla di un possibile ricorso a una indagine formale sull’uso di figure pubbliche durante le campagne elettorali. Anche se al momento non sono state avviate azioni concrete, l’eco delle accuse arricchisce il terreno di scontro politico prima di un’elezione cruciale.