Com’è morto Ozzy Osbourne, arriva il certificato medico: le cause del decesso
Il certificato medico chiarisce le cause della morte della leggenda del rock. Il Principe delle Tenebre rimane nel cuore dei fan
Ozzy Osbourne è scomparso il 22 luglio scorso, lasciando dietro di sé un vuoto immenso nel mondo del rock. La notizia della sua morte ha fatto il giro del mondo in poche ore, generando una valanga di tributi da parte di fan e colleghi, ma anche alimentando indiscrezioni e speculazioni sulle circostanze della sua scomparsa.
Il frontman dei Black Sabbath, soprannominato “The Prince of Darkness”, ha contribuito in maniera incisiva all’ evoluzione dell’heavy metal, non tanto per la sua voce inconfondibile quanto per la sua esistenza fuori dagli schemi.
Nei giorni successivi alla sua morte, non sono mancate le ipotesi più bizzarre: qualcuno ha parlato di una fine assistita, qualcun altro ha evocato misteriose complicazioni cliniche. Le interviste rilasciate da Osbourne negli ultimi mesi della sua vita, cariche di consapevolezza e malinconia, hanno aggiunto un alone di drammaticità al suo addio.
Arriva la verità sulla morte di Ozzy
Come succede con le grandi Star che lasciano questo mondo, anche per Ozzy si sono accumulate congetture da “leggende metropolitane”. Il concerto tributo del 5 luglio a Birmingham, nel suo quartiere d’origine, sembrava quasi un congedo annunciato: in quell’occasione, Ozzy era riuscito a esibirsi, anche se visibilmente provato, accanto ai compagni storici della band che lo ha reso immortale.

Ora, però, a dissipare ogni dubbio ci pensa il certificato medico ufficiale, che chiarisce in maniera definitiva le cause della sua morte. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, Osbourne è deceduto a seguito di un infarto improvviso che ha portato a un arresto cardiaco. Non si è trattato quindi di una fine misteriosa o di una decisione pianificata, come alcuni avevano ipotizzato senza neanche basi solide. Il documento rilasciato dalle autorità sanitarie inglesi esclude scenari alternativi e attribuisce la morte a un evento acuto legato alla sua già compromessa condizione fisica.
Nel certificato si fa riferimento anche a una grave patologia coronarica e a un peggioramento generale dovuto alla malattia di Parkinson, diagnosticata al musicista nel 2019. Un percorso doloroso e complesso, che negli ultimi anni lo aveva costretto a ritirarsi sempre più dalle scene, ma che non aveva scalfito la sua voglia di comunicare con il pubblico. Alla voce “professione”, i medici hanno scritto: “leggenda del rock, autore e performer”. Tre parole che racchiudono una carriera lunga oltre cinquant’anni. Le sue condizioni di salute erano andate progressivamente peggiorando. Dopo una vita vissuta a cento all’ora tra eccessi e trionfi, Ozzy era diventato consapevole della propria fragilità. In diverse interviste aveva ammesso di sentirsi vicino alla fine, ma senza mai rinunciare alla sua ironia pungente e a una certa autoironia che lo ha sempre distinto dagli altri rocker della sua generazione.
L’ultimo addio è stato degno della sua statura: prima una processione pubblica a Birmingham, affollata da fan di ogni età, poi una cerimonia privata nel Buckinghamshire, riservata ai familiari e ad amici stretti. Tra i presenti, nomi illustri del mondo della musica come Elton John, James Hetfield e Yungblud.