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Claudio Baglioni, addio alla musica? L’annuncio del cantante

Il cantautore romano con La Vita è Adesso GrandTour scrive l’ultimo capitolo della sua lunga carriera musicale che ha rappresentato la colonna sonora di un’intera generazione.

7 Giugno 2025 07:00

La notizia suona come una nota dolente per tutti i fan di Claudio Baglioni che con la sua musica sono cresciuti e hanno vissuto, magari, i momenti più belli della loro vita. Dopo oltre mezzo secolo di successi, il cantautore romano sembra davvero pronto a scrivere l’ultima pagina del suo romanzo musicale.

Classe 1951, Baglioni ha venduto più di 60 milioni di dischi. Tra i suoi successi più noti c’è Questo piccolo grande amore, premiata come “Canzone del secolo” al Festival di Sanremo nel 1985. Il suo doppio album Oltre (1990), considerato il suo capolavoro dalla critica, ha dato inizio alla cosiddetta “Trilogia del tempo”, completata con Io sono qui (1995) e Viaggiatore sulla coda del tempo (1999).

Baglioni è stato protagonista di oltre 2.000 concerti, molti dei quali entrati nella storia per innovazione e partecipazione. Tra questi: il concerto del 1985 trasmesso in diretta TV, il tour Assolo del 1986 in cui si esibiva completamente da solo con strumentazione elettronica, il concerto allo Stadio Flaminio del 1991 premiato da Billboard, e quello del 1998 allo Stadio Olimpico di Roma, con oltre 88.000 spettatori, record nazionale. Indimenticabile anche l’evento di fine millennio in Piazza San Pietro alla presenza del Papa.

Mille giorni per chiudere una straordinaria carriera

Negli ultimi mesi, le apparizioni pubbliche di Claudio Baglioni si sono caricate di una nuova intensità. Ogni concerto, ogni parola pronunciata dal palco, ogni brano interpretato sembra avere un peso diverso, più profondo. Nel corso della sua lunghissima carriera, Baglioni ha saputo reinventarsi molte volte, senza mai perdere la sua identità.

Caludio Baglioni pubblico
Caludio Baglioni saluta tutto il suo pubblico – Fb@Claudio Baglioni-soundsblog

È considerato un poeta urbano, cantastorie sentimentale, anche architetto delle emozioni. Ma ora ha deciso di fare spazio al silenzio. Un silenzio che non arriva per mancanza di ispirazione, ma per una scelta precisa, quasi filosofica. “Meglio chiudere in bellezza”, sembra dire con il suo solito garbo. Il suo addio sarà un gesto artistico, non una resa. A confermare tutto, è stato lo stesso Baglioni che, durante una recente conferenza stampa a Roma, ha ribadito quanto già annunciato nel gennaio 2024: entro la fine del 2026, dirà addio alle scene.

Nessun dietrofront, nessuna incertezza. “Confermo quello che ho detto, saranno gli ultimi mille giorni. Nessun ripensamento. Appena l’ho annunciato ho pensato di aver fatto una cosa insensata. Poi ho capito di aver preso la decisione giusta. Mille, ovviamente, è una cifra simbolica, potrei sforare un po”, ha affermato con fermezza sulla Terrazza degli Aranci dell’Hotel Hilton di Roma, lasciando intendere che il conto alla rovescia è ormai iniziato.

E sebbene il numero dei giorni sia simbolico, l’intenzione è concreta. Il momento dell’uscita di scena è stato pianificato con cura, come un’ultima opera da costruire passo dopo passo. Un piccolo spiraglio di speranza si era acceso quando, durante un’esibizione a Firenze a maggio, il cantante aveva lasciato intendere un’eventuale voglia di tornare in studio per un nuovo album. “Forse dovrei fare un nuovo disco.” Una frase pronunciata sul filo dell’emozione, accolta con speranza dai suoi sostenitori. Ma la realtà è un’altra: Baglioni ha confermato di voler chiudere con coerenza, senza prolungare oltre il suo viaggio artistico.

L’occasione perfetta per questo congedo sarà il tour celebrativo “La Vita è Adesso GrandTour”, previsto per l’estate del 2026, con 40 date nei principali teatri e arene d’Italia. Un tributo speciale a uno dei suoi dischi più amati, La vita è adesso, uscito per la prima volta nel 1985. Per l’occasione, l’album è stato completamente risuonato e ricantato, senza artifici, in presa diretta nei leggendari Forum Studios, con una nuova formazione di 21 musicisti. Tra i brani, spicca anche un inedito: Il sogno è sempre, registrato con l’Orchestra Italiana del Cinema e il Coro Giuseppe Verdi, che rappresenta un ideale saluto in musica a quel pubblico che per decenni lo ha seguito, applaudito e amato.

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