Home Interviste Bring Me The Horizon a Blogo: “Dopo Wembley inizia una nuova fase della nostra carriera”

Bring Me The Horizon a Blogo: “Dopo Wembley inizia una nuova fase della nostra carriera”

Oliver Sykes e Jordan Fish ci raccontano qualcosa in più sul nuovo album in uscita, “That’s The Spirit”

pubblicato 10 Settembre 2015 aggiornato 29 Agosto 2020 02:10

C’è davvero moltissima attesa intorno a “That’s The Spirit”, il nuovo disco dei Bring Me The Horizon che esce domani, 11 settembre 2015. Anche perchè per Oliver ‘Oli’ Sykes e Jordan Fish, rispettivamente cantante e tastierista, è stata una prima volta molto importante: quella dietro il bancone del mixer in qualità di produttori.

Una sfida, ma anche un importante traguardo: li abbiamo incontrati a Londra, e ci hanno raccontato che

“Quando sei tu quello che ha in mente quello che il disco dovrà essere è molto più facile. Negli altri casi eravamo noi magari a dare dei suggerimenti al produttore mentre in questo disco ci siamo occupati di tutto in prima persona, senza compromessi”

Secondo Jordan poi

“Quando sei anche il produttore vesti due ruoli: c’è il tuo lato musicale, quello creativo, e poi c’è l’aspetto della produzione, in cui ti focalizzi su quello che vuoi ottenere, su quali aspetti del brano vuoi enfatizzare per essere il più efficace possibile, per comunicare nel migliore dei modi”

E’ stato insomma un lavoro certosino iniziato con la scelta degli studi in cui registrare: i Black Rock Studios di Santorini, in Grecia. Scelta decisamente inusuale, ben lontana dalla Svezia di “Suicide Season” o da Banbury (dove è stato registrato il già citato “Sempiternal”).

“Principalmente volevamo un posto che fosse all’estero e fosse bello, prima non avevamo mai avuto la possibilità di farlo. E’ stato un lungo processo, abbiamo lavorato molto a questo disco e andare a Santorini ci ha dato la possibilità di staccare. Eravamo in un’isola molto piccola, potevamo vedere il mare…quando siamo arrivati in studio avevamo i pezzi già un po’ lavorati, c’erano solo un paio di canzoni che dovevano essere finite. Quello lo abbiamo fatto lì”

Non si può proprio dire che lo scenario abbia ispirato il disco quindi:

“Però, grazie alla situazione e all’ambiente, il fatto di essere andati lì ci ha dato la possibilità di concentrarci molto di più sulla musica. Non c’era nulla di esterno che ci stressava”

Da quello che abbiamo avuto modo di ascoltare – oltre ai tre singoli estratti “Happy Song”, “Throne” e “True Friends” di cui tra l’altro si trova un breve ‘Commentary’ su Spotify – sarà un disco dal sound decisamente imponente rispetto ai lavori del passato, confermando allo stesso tempo la linea che la band di Sheffield ha già iniziato a tracciare con il fortunato “Sempiternal”. E i fan sono già in trepidante attesa:

“Pensiamo che sia normale che ci siano molte aspettative, soprattutto dopo ‘Sempiternal’, che è stato il disco che ha segnato un passo davvero importante per la band. Ma da questo punto di vista siamo tranquilli, è un aspetto che non influenza il nostro lavoro. Il nostro intento è sempre stato quello di fare il miglior album possibile. I nostri fan saranno ovviamente curiosi di conoscere il percorso che abbiamo intrapreso musicalmente”

Un percorso che l’anno scorso ha visto il suo culmine in una delle arene più importanti del mondo, Wembley (dal cui concerto sarà tratto un DVD di prossima uscita):

“Quando abbiamo iniziato, suonare a Wembley era solo una visione. E’ stato un momento davvero importante della nostra carriera, in un certo senso ha chiuso una fase per aprirne una completamente nuova”

Interviste