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Soundsblog chiacchiera con Enrico Silvestrin (Parte 1)

Pubblicato: 26 nov 2007 da Kaos

Enrico SilvestrinNo, non è stata una banale intervista questa avuta qualche giorno fa con Enrico Silvestrin, vj, dj di grande competenza musicale e poliedricità artistica anche nelle vesti di attore. E’ stata una piacevole chiacchierata che abbiamo deciso con lui di condividere con voi lettori.

Ragionamenti sulla musica, una storia che parte dalla volontà di fare un botta risposta, intento che si è trasformato invece in qualcosa di molto più interessante e che credo ripeteremo anche in altre occasioni con altri personaggi addetti ai lavori e non.

Ve la riporto, a parte alcuni fronzoli, in via integrale. Ancora una volta Soundsblog si dimostra un piccolo epicentro dove la musica nel senso generale del termine è l’oggetto vero e centrale del nostro lavoro.

Buongiorno Enrico, sono Kaos di Soundsblog.it. Ci piacerebbe poterti intervistare per parlare un po’ di te e della tua musica. Aspetto notizie e grazie per la lettura della mail.

Grazie Kaos, ma prima voglio spiegarti cosa penso della musica così che possa capire meglio il mio “no”. La musica che sento è una cosa mia, il rapporto con essa idem. Privato. Non pubblico, non da diffondere. Gli anni in cui parlavo di musica sono finiti, lascia stare il Festivalbar dove si parla si di musica ma non della musica che a me piace, o che vorrei diffondere.

A me piace così, per le mie cuffie e basta. E non c’è modo migliore per capire cosa ascolto che ascoltare la playlist sul mio space…oppure ascoltare un mio dj set. Ma ho perso la voglia di scriverne, parlarne, o spiegarne l’efficacia degli uni sugli altri (parlo degli artisti).

La musica andrebbe ascoltata e mai spiegata, diffusa forse, consigliata solo agli intimi, mai alle masse. Sarò old and grumpy ma questo è il mio pensiero.

Nessun problema Enrico. Permettimi di dire la mia. Oggi la musica che ascoltiamo viene tendenzialmente imposta. Solo pochi hanno oggi la capacità (non la voglia, la capacità) di cercarsi la musica, visitare i negozi, usare i tanti mezzi a disposizione per scoprire il bello della musica che di certo non si trova a Festivalbar o a Mtv Trl. Allora ci sono due soluzioni per chi fa giornalismo musicale. La prima cosa è quella che fanno tutti: seguire gli uffici stampa e le grosse major e parlare della musica che fa successo solo perchè c’è del bel marketing dietro.

Oppure cercare la via social, nel nostro caso web. Oggi parliamo di Britney, certo, ma aprendo fin da subito gli occhi sul fatto che è forse la musica vera è altro. Parliamo di lei e cerchiamo nel contempo di spiegare con grande semplicità che bisogna allargare le prospettive. I blog sono solo la forma allargata (non massificata) del dare quei consigli da amico ad amico di cui parlavi, senza interessi dietro, senza marchette pilotate.

Tu immagino che sappia perfettamente che la tua competenza musicale è stata spesso religiosamente ascoltata e seguita, anche dal ragazzino che muore dietro all’ultimo fenomeno musicale senza valore. Perchè hai un bel personaggio e sai quello che stai dicendo. E sei uno dei pochi in giro a livello televisivo che ha così tanta autorevolezza.

Alle volte parlare di musica non significa sponsorizzare artisti, ma creare le condizioni perchè si possa imparare ad allargare le prospettive. E se non lo fa ogni tanto chi ne sa a pacchi come te, il risultato è che continueremo a vedere giornalisti che fanno marchetta solo al peggio della musica.

Ovviamente questo prescinde dal tuo rifiuto, comprensibilissimo (potevi persino non rispondermi). Dico solo che capisco il tuo ragionamento, ma credo non ci sia nulla di male e di insano nel dire la propria quando non la si sta dicendo a sproposito spesso accade.

Già (se ci pensi) le tue parole rappresentano in parte quello che stavo cercando.

A domani per la risposta di Enrico Silvestrin.

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Masamune

    Masamune

    26 nov 2007 - 13:46 - #1
    0 punti
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    …ci tenete sulle spine eh?

    comunque davvero bell’idea :D

  • Coxinator

    26 nov 2007 - 20:46 - #2
    0 punti
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    Mi è sempre stato simpatico, ma questa volta dico:-Mah…-
    Vorrei ricordare a Enrico che è proprio grazie a quella musica che non si sogna di cosigliare che è arrivato dov’è adesso; per la serie:-Non fate come me, io posso, ma voi non fate come me…-
    Io non riesco a capire perchè se agli occhi di un adolescente cresciuto con MTV ascolti quella musica sei “figo”, se uno è più adulto ti dice che sei patetico; la stessa cosa si può dire ribaltando la frase: l’adolescente ti da del patetico se ascolti artisti più complessi come musica e testi; e il “vecchio” ti dice she sei uno dei “giusti”…
    Ma perchè dobbiamo sempre farte le caste sociali per ogni cosa? Perchè?
    Io ascolto di tutto, dalla musica per le masse a quella più d’autore, se mi piace mi piace a prescindere da chi l’ha scritta, ma se non mi piace non sarà certo uno dei tipi che ho nominato più sopra a farmi cambiare idea.

  • Profilo di SUPERMANN

    SUPERMANN

    27 nov 2007 - 01:37 - #3
    1 punto
    Up Down

    bravo Coxinator !

    leggo un po’ di puzza sotto il naso nelle sue parole..

    e poi da uno che è uscito da Mtv come fa a criticare la musica di massa?

    “old and grumpy” ti si addice Enrico…
    io ho quasi la tua età ma non mi vergogno a dire di ascoltare Britney Spears a volte… non è che ci sia stata questa gran musica negli anni 80 e soprattutto 90.

    se hai della buona musica da proporre producila con i proventi della fiction!

  • […] Pubblichiamo oggi la seconda e ultima parte della chiacchierata con Enrico Silvestrin. Per chi non avesse letto ancora la prima parte pubblicata ieri, ecco il link. Ecco ora il contributo conclusivo. Ringraziamo Enrico per la disponibilità e per gli innumerevoli spunti di riflessione proposti. Il punto è che la cosiddetta divulgazione, volontaria o meno, avendolo fatto per esuberanza emotiva (scopri qualcosa e vorresti condividerlo, fino a qualche anno fa il mio carattere era questo, condivisione sempre, in ogni campo culturale), è stata la base del mio mestiere per 12 anni, e in questo lungo periodo molte cose mi sono diventate sempre più chiare, e proprio da qui è nato il mio impulso verso la “privatizzazione” della musica. […]

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