Home Notizie Young Thug in aula per sostenere Metro Boomin: a Los Angeles chiesto l’annullamento per vizio di forma

Young Thug in aula per sostenere Metro Boomin: a Los Angeles chiesto l’annullamento per vizio di forma

C’era grande attesa in tribunale a Los Angeles per la convocazione del rapper Young chiamato a testimoniare al processo per violenza sessuale che vede sotto accusa il suo amico produttore Metro Boomin

25 Settembre 2025 21:30

Alla vigilia dell’uscita del suo nuovo progetto discografico, Young Thug ha dovuto effettuare una deviazione sulla sua agenda per recarsi al tribunale federale di Los Angeles per sostenere l’amico e collaboratore di lunga data Metro Boomin, all’anagrave Leland Wayne.

Young Thug in tribunale

Il rapper è stato riconosciuto nei corridoi dell’edificio dalla cronista giudiziaria Meghann Cuniff, che ha documentato la sua presenza chiedendogli una dichiarazione, ma senza ottenere alcuna risposta. La comparsata di Young Thug, pur senza dichiarazioni ufficiali in aula, ha acceso i riflettori su un procedimento ad altissimo profilo mediatico.

Le accuse: Young Thug è testimone della difesa

Il caso è approdato in aula questa settimana con l’avvio del processo civile intentato da Vanessa LeMaistre, che accusa Metro Boomin di violenza sessuale per alcuni fatti risalenti al 2016.

Subito dopo le arringhe iniziali, i legali della querelante hanno presentato istanza di irregolarità processuali, contestando alla difesa di aver citato elementi di vita personale e sessuale della vittima in violazione delle regole che limitano l’uso di tali riferimenti nelle dichiarazioni di apertura di un processo.

Il giudice ha sospeso l’udienza e si è riservato di valutare l’istanza, mentre il dibattimento prosegue tra udienze molto seguite anche dalla stampa di settore.

Le accuse del 2016 e la linea difensiva di Metro

Secondo la ricostruzione di Vanessa LeMaistre, artista che avrebbe voluto essere prodotto da Metro Boomin e che in curriculum all’epoca dei fatti vantava alcune collaborazioni cinematografiche, la presunta aggressione sarebbe avvenuta durante una sessione di registrazione nello studio del produttore, in un contesto in cui lei si sarebbe trovata sotto l’effetto combinato di alcol e ansiolitici, perdendo coscienza e risvegliandosi dopo che la violenza era ormai avvenuta.

La causa, depositata nel 2024, parla anche di gravi conseguenze psicologiche derivate dall’episodio e di una gravidanza successiva all’episodio. Metro Boomin dal canto suo ha respinto fermamente le accuse parlando di rapporto consensuale e definendo l’azione legale un “classico tentativo di estorsione ai danni di una celebrità”. In aula, il produttore ha ribadito di non aver mai compiuto alcuna violenza.

Young Thug
Una delle foto promozionali del rapper che, curiosamente, lo vede ritratto in un’aula di tribunale Credits Young Thug Official (Soundsblog.it)

Gli sviluppi del processo

Sul tavolo del giudice resta la richiesta di annullamento; in parallelo, la corte ha già tracciato paletti probatori stringenti su ciò che potrà essere discusso davanti alla giuria e al giudice. Al di là del clamore attorno alla presenza di Young Thug, il nodo resta probatorio e giuridico: consenso, attendibilità delle parti, limiti all’uso di informazioni sensibili.

In attesa del verdetto, il caso mette ancora una volta a confronto l’industria musicale con la gestione pubblica delle accuse di violenza, tra diritti delle presunte vittime, presunzione d’innocenza e la pressione di un dibattito che si consuma anche fuori dall’aula.

Young Thug,  34 anni, ha al suo attivo tre album di grande successo il primo dei quali – Punk – ha debuttato direttamente al vertice della classifica americana di Billboard.

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