Tragico incidente in moto, muore Brent Hinds, chitarrista dei Mastodon: aveva 51 anni
Il co-fondatore dei Mastodon, Brent Hinds, è morto a 51 anni in un drammatico incidente con la sua moto ad Atlanta, in Georgia: aveva 51 anni
Brent Hinds, storico chitarrista e co-fondatore dei Mastodon, è morto a 51 anni la notte scorsa ad Atlanta, in Georgia, in seguito a un drammatico incidente stradale.
Secondo quanto riportato dai media locali, il musicista era alla guida della sua Harley Davidson quando si è scontrato con un SUV BMW a un incrocio. Da chiarire le dinamiche dell’incidente: nulla da fare per Hinds nonostante soccorsi molto tempestivi. Le autorità hanno confermato il decesso, certificato dall’ufficio del coroner della Fulton County.
Mastodon, la tragica morte di Brent Hinds
La notizia ha scosso il mondo del metal internazionale. Poche ore dopo, i Mastodon hanno ufficializzato la notizia in un comunicato sofferto e doloroso: “Siamo in uno stato di infinita tristezza e di sgomento… Brent ci ha lasciati in seguito a un tragico incidente. Siamo devastati, ancora incapaci di realizzare la perdita di una forza creativa con cui abbiamo condiviso trionfi, momenti storici e la creazione di una musica che ha toccato il cuore di tantissimi fan in ogni parte del mondo. I nostri pensieri vanno alla sua famiglia, ai suoi amici e ai fan”.
Dalla fondazione dei Mastodon al successo mondiale
Brent Hinds aveva fondato i Mastodon all’inizio degli anni Duemila ad Atlanta insieme a Troy Sanders, Bill Kelliher e Brann Dailor. Con loro aveva dato vita a uno dei gruppi più influenti della scena metal contemporanea, capaci di fondere metal progressivo, sludge e influenze psichedeliche.
Originario dell’Alabama raccontava spesso di avere dormito per anni sul sedile posteriore di un pick-up insieme alla sua chitarra, accontentandosi di quello che raggranellava sulla strada.
Metal e atmosfere psichedeliche
Chitarrista dotatissimo Hinds non aveva mai nascosto la sua grande passione per chitarristi lontani dalla scena metal che però lo avevano fortemente influenzato: come David Gilmour dei Pink Floyd, Sting e i Police, ma anche Joe Frusciante dei Red Hot Chili Peppers. Era cresciuto da ragazzo ascoltando moltissima musica inglese anni ’70: Iron Butterfly, su tutti ma anche Jethro Tull, e i classici del prog inglese.
Ed era proprio in questa direzione che il chitarrista sembrava volersi muovere dopo la decisione non facilissima di lasciare la band, ufficializzata nel marzo scorso, per incentivare alcune collaborazioni che negli ultimi anni lo avevano coinvolto molto.
Brent Hinds e il lavoro con i Mastodon
Ai Mastodon aveva dedicato le sue idee più ‘forti’ e rumorose dando un contributo fondamentale ad album come Leviathan (2004), Blood Mountain (2006) e Crack the Skye (2009) che hanno finito per imporre la band come punto di riferimento assoluto del genere.
Lo stile chitarristico di Hinds era unico: capace di alternare riff potenti e complessi a linee melodiche intrise di blues, country con atmosfere oniriche e psichedeliche, uno stile che contribuito in modo decisivo a definire l’identità sonora davvero singolare dei Mastodon. Oltre a suonare, era anche cantante e autore, firmando brani iconici come Megalodon, Colony of Birchmen e Once More ’Round the Sun.
La separazione dal gruppo e le polemiche
Nel marzo 2025, dopo 25 anni insieme, i Mastodon avevano confermato la separazione da Hinds, definendola “una decisione concorde”. La band aveva rassicurato i fan sulla prosecuzione delle attività, ma l’uscita del chitarrista non era stata priva di tensioni.
Tuttavia in diverse interviste, Brent Hinds aveva lasciato intendere che non si fosse trattato di una scelta condivisa, accusando i compagni di averlo escluso contro la sua volontà perché la sua intenzione era quella di proseguire verso strade meno metal e più evolute.
Questa frattura aveva alimentato il dibattito tra i fan, molti dei quali faticavano a immaginare i Mastodon senza il contributo di uno dei loro pilastri creativi.
Un’eredità artistica indelebile
Oltre ai Mastodon, Hinds aveva portato avanti diversi progetti paralleli, tra cui West End Motel e Fiend Without a Face, in cui esprimeva la sua vena più sperimentale e irriverente. Negli ultimi anni aveva lavorato molto con la Giraffe Tongue Orchestra insieme a Eric Avery dei Jane’s Addiction e al batterista dei Mars Volta, gruppo alternativo che Hinds amava moltissimo, Thomas Pridgen.
Altra band che lo aveva accolto con progetti alternativi erano i Legend of the Seagullmen che aveva fondato con Danny Carey dei Tool.
Il suo approccio alla chitarra e alla scrittura musicale aveva influenzato un’intera generazione di musicisti, rendendolo una figura rispettata non solo nel metal ma anche in ambiti musicali trasversali.
Una carriera in evoluzione
La sua morte improvvisa interrompe una carriera che, anche dopo la rottura con i Mastodon, appariva destinata a nuove direzioni. Rimane l’eredità di un artista che aveva saputo innovare, contaminare e spingersi oltre i confini del genere.
Mastodon, il cordoglio dei fan e del mondo musicale
La notizia del decesso ha subito scatenato un’ondata di messaggi di cordoglio sui social. Musicisti, fan e addetti ai lavori hanno ricordato Brent Hinds come un chitarrista eccezionale forte anche di una personalità carismatica. Il suo contributo ai Mastodon è stato paragonato a quello dei grandi innovatori del rock e del metal, capace di lasciare un segno profondo nella musica degli ultimi due decenni.
I Mastodon hanno una ottima fanbase in Italia dove la band aveva suonato una trentina di concerti, l’ultimo dei quali nel 2022 al Castello Scaligero di Villafranca di Verona per il festival Rock the Castle. Dalla loro prima data italiana nel piccolo Transilvania di Milano, di fronte a circa 200 persone, fino al Gods of Metal dove presentarono Leviathan per arrivare al grande pubblico in particolare con il tour dei Metallica Death Magnetic che aprirono nel 2009 ottenendo un grande riscontro.
Un’altra grave perdita per il mondo del rock internazionale