Sue, la voce che apre Re Nudo Live: tra identità, ferite e resistenza artistica
Il ritorno di Sue sul palco inaugura la rassegna di Re Nudo Live Music Club, un viaggio tra autoproduzione, estetica e una Milano che vive tra mille difficoltà l’ambizione orgogliosa dell’indie più autentico.
C’è un filo rosso che unisce Milano, la sua provincia e quel sottobosco musicale che da anni prova a ritagliarsi uno spazio lontano dal rumore del mainstream. È dentro questo orizzonte che nasce un club cui guardiamo con affetto e simpatia: il Re Nudo Live Music Club, che in una moltitudine di locali che mascherano cover band e karaoke da serate di live si ostinerà a offrire un palco e un ascolto a musicisti indipendenti che spesso non trovano né uno né l’altro. Benvenuto Re Nudo. Davvero…
Sue apre il Re Nudo Live Music Club
A inaugurare la prima rassegna ufficiale, cinque concerti, arriva Sue, cantautrice interessantissima passata ostinatamente da una miriade di iniziative di qualità. Da Arezzo Wave a Sanremo Giovani e concerto del Primo Maggio con una integrità e una onestà intellettuale rara.
Sue, all’anagrafe Susanna Cisini, si è data del tempo per girare l’Italia con le sue canzoni, in particolare con un album molto interessante – Come luce – che propone con alcune scelte da sottolineare: “Sono reduce da una serie di serate in Sicilia che mi hanno riempito il cuore – racconta – sono partita senza band. Solo con le mie canzoni. E i musicisti li ho trovati sul posto tra rete, amicizie, messaggi. Ho scoperto che si può far musica anche così, ed è bellissimo. Perché le mie canzoni in ogni città, su ogni palco, assumeranno una fisionomia e una forma diversa”.
Una operazione che vuole riproporre anche altrove: “Ovunque sarà possibile. Almeno fino a maggio, giugno. Anche a Carugate sarò accompagnato dal mio chitarrista ma anche da due musicisti che hanno sentito due canzoni in particolare. E mi hanno chiesto di suonarle con me dal vivo”.
E pensare che altrove i pub…
A Genova si è esibita nella bottega del Liutaio Sussone, una vera istituzione: “Una persona incredibile, che apre il suo laboratorio agli appassionati, agli studenti, ai musicisti. Ogni angolo può essere palco: ho suonato di fronte a un pubblico vastissimo, e disattento. Che forse non ricorderà nemmeno chi sono. Non sopporto più l’idea di suonare in un pub. È giusto che la gente che vuole bere e mangiare lo faccia, ma io ho bisogno di capire in che modo la mia musica arriva alle persone che la vogliono ascoltare”.
Assurdo. Nel Regno Unito alcune delle più grandi band del mondo sono nate e continuano a nascere nei club, e qui? “E qui servono impegno e coraggio. Servono piccoli investimenti che creino spazi adatti a musicisti indipendenti che possano godere di un ambiente intimo, di un’atmosfera quasi casalinga. E magari in questi ambienti può nascere davvero un grandissimo artista. La cosa peggiore per un artista è un pubblico distratto. Può essere davvero avvilente”.
Autoproduzione e resistenza
Sue è una di quelle artiste che riconosci dopo pochi secondi: voce sottile ma tagliente, estetica nitida, un senso di vulnerabilità che impone forza a testi mai banali. Cantautrice milanese cresciuta tra piccoli locali, open mic e produzioni bedroom-pop, sta costruendo passo dopo passo un immaginario molto personale, fatto di elettronica minimale, testi intimi e una forte componente visiva. Il nuovo video — presentato come una dichiarazione d’intenti — segna per lei una fase più matura, più consapevole, dove la fragilità diventa finalmente racconto e non più difesa.
L’autoproduzione diventa una risorsa necessaria: “Non conosco altro modo di fare le cose. Cerco di coinvolgere quelle poche persone che mi possano dare una mano, alzo il telefono, mi propongo, viaggio e se vado – com’è successo – in Sicilia mi fermo il più possibile, suonando ovunque sia possibile, con chiunque abbia voglia di vivere questa esperienza con me. La stessa cosa sto cercando di farla un po’ ovunque. Razionalizzazione dei costi, certo, ma anche apertura a tutte le opportunità che si creano. Con gli anni suonare in questo modo mi ha consentito di aprire altri aspetti della mia creatività”.

(Soundsblog.it)
Come Luce
In un mondo che l’algoritmo ci costringe a pensare enormemente grande, e sempre frettolosamente, che spazio c’è per un disco artigianale e pensato come Come Luce? “Ho imparato a vivere la mia musica con passione indipendentemente da dove sono. Come Luce parla si quelle zone di ombra e di visibilità che ci percorrono e che soprattutto percorrono me, attraverso esperienze non sempre felici, a volte traumatiche. La luce sono anche le persone care che non ci sono più. La luce sono foto istantanee. Il mio modo di scrivere non è cambiato molto rispetto al mio primo progetto, Strane intuizioni. Disco della maturità non lo so, sicuramente un album più consapevole, forse più ironico. Ho scoperto che di fronte ad alcuni disastri l’ironia è una corazza fondamentale”.
Oggetti, foto e persone
Il disco è davvero molto bello. Con alcune pagine superlative. Non è tempo è una riflessione spietata sulla vita che ci scappa dalle mani nascondendoci le cose più belle quando siamo costretti a inseguirne molte inutili. Non ti volevo fare male, parla di una esperienza professionale fortemente sociale, ma anche formativa come educatrice nel campo della disabilità.
Quasi tutti i titoli o gli oggetti o i personaggi raccontati nelle canzoni di Sue sono molto fotografici. La dimensione live in questo senso diventa fondamentale: “Riparto dalle cose semplici, da persone – magari poche – ma interessate davvero. Da chi posso vedere in faccia e salutare alla fine della mia esibizione. Sono ripartita da me, senza band, senza rete, senza sentire la necessità di locali in cui il rumore sovrasta le parole. Ho scoperto che forse è quella di suonare con tante persone nuove, appena conosciute, città per città, è la mia nuova comfort zone”.
La serata di Sue inizierà alle ore 21.30. E mentre la cantautrice proseguirà il suo viaggio le serate del Re Nudo continueranno con il cantautore Le Rose E Il Deserto. (12 dicembre) i Guignol, storica band milanese (16 gennaio), le Shamals, originale quintetto femminile dalla proposta musicale innovativa (20 febbraio) per chiudersi il 13 marzo con Mike Orange.