Powerwolf e Dragonforce a Milano: il power metal fatto bene, nel foto-racconto del concerto del 24 Novembre 2022

Powerwolf e Dragonforce hanno portato a Milano musica epica, cori memorabili, vocalizzi esaltanti, assoli al fulmicotone, scenografie spettacolari.

Cosa serve, oggi, per fare un buon concerto Power Metal? Musica a livello epico, ma questo lo diamo per scontato, così come una voce affascinante. Cori memorabili. Dischi su dischi con ottime canzoni – non un paio di pezzi virali e il resto mediocre, ma una ventina di brani da far venire gli occhi lucidi. Se ci sono assoli al fulmicotone, tanto meglio. Se ci sono delle tastiere di grande atmosfera, ottimo.
E poi diciamocelo: siamo nel 2022, e per un concerto power metal memorabile servono anche una presenza scenica impressionate e scenografie imponenti.
Tutto questo, e a palate, è stato fornito da Powerwolf e Dragonforce nel loro concerto milanese (anche dai Warkings in apertura, ma purtroppo non ho foto a dimostrarlo).

Ci sono tantissimi dettagli nei quali ci si può perdere, nella descrizione del proprio concerto power metal ideale, ma riguardo alle due band che hanno suonato all’Alcatraz stasera, va aggiunta una nota di merito: nonostante i gruppi siano in giro da circa 20 anni, sono riusciti a compiere il salto generazionale e attirare una marea di giovani. Un trucco non facile, e che a pochi riesce – non sono band “giovani”, però suonano più per giovani che per le vecchie leve del pubblico metal: l’età media è sui 20-25 anni, e a quell’età ci si sente ancora più coinvolti quando si urlano tutti insieme dei cori inneggianti alla furia delle tempeste o alle armate di spiriti combattivi romeni. Ulteriore prova del legame instaurato fra i giovani e la band, è la colossale quantità di merchandising venduto: la fila per portarsi a casa un ricordo da indossare è pressoché continua, anche durante i concerti, e non ricordo da quanti anni non vedevo una tale ressa al banchetto del merch.

Snocciolati tutti questi dettagli, serve parlare del concerto? Basterà sapere che i gruppi sono ancora al massimo della loro forma, che le voci dei cantanti erano piene e hanno retto fino in fondo, e che il carisma dei singoli membri della band si emanava dal palco fino al pubblico di un Alcatraz ai limiti del tutto esaurito. I Dragonforce ci hanno portato in un mondo di musica velocissima e ispirata dai videogiochi (i due enormi cabinati coin-op sul palco erano ipnotici, con le immagini di retrogaming sugli schermi), e d’altronde la loro canzone finale è considerata un cardine di Guitar Hero. I Powerwolf hanno suonato fra le macerie di una chiesa crollata, con un immaginario religioso raro e interessante, comprensivo di una benedizione con “incenso Heavy Metal” impartita da un misterioso frate.
Si possono fare tanti discorsi sulle setlist, sul power metal suonato bene, su scenografie, ma alla fine rimane solo una cosa, nelle orecchie di chi c’è stato: i cori, tanto delle band quanto del pubblico. Agevoliamo un filmato, perché non servono altre parole.

Il Power Metal è anche esaltazione, ed è bello lasciarsi andare alla foga del metallo insieme ad anime affini.

Dragonforce a Milano: foto e setlist

Highway to Oblivion
Three Hammers
Fury of the Storm
The Last Dragonborn
My Heart Will Go On (Céline Dion cover)
Cry Thunder
Through the Fire and Flames

Powerwolf a Milano: foto e setlist

Faster Than the Flame
Incense & Iron
Cardinal Sin
Amen & Attack
Dancing With the Dead
Armata Strigoi
Beast of Gévaudan
Stossgebet
Demons Are a Girl’s Best Friend
Fire and Forgive
Where the Wild Wolves Have Gone
Sainted by the Storm
Army of the Night
Blood for Blood (Faoladh)
Let There Be Night
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Sanctified With Dynamite
We Drink Your Blood
Werewolves of Armenia