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Planet Funk: “Li facciamo ballare, ma ci piace anche farci ascoltare”

Incontrare i Planet Funk a distanza di venti anni dall’ultima chiacchierata di persona è emozionante. Forse anche per il momento decisamente particolare nel quale la band italiana si trova proprio in questo periodo. Sono in tour insieme alle due voci che hanno caratterizzato il loro progetto, il lussemburghese Alex Uhlmann e il britannico Dan Black.

10 Luglio 2025 17:00

Incontrare i Planet Funk a distanza di venti anni dall’ultima chiacchierata di persona è emozionante. Forse anche per il momento decisamente particolare nel quale la band italiana si trova proprio in questo periodo. Sono in tour insieme alle due voci che hanno caratterizzato il loro progetto, il lussemburghese Alex Uhlmann e il britannico Dan Black.

Il gruppo di lavoro, che ama definirsi ‘progetto’ più che band vera e propria, si appoggia oggi solo su Marco Baroni e Alex Neri, oggi 55 anni, partiti con vinili e campionatore da Sarzana e capaci di creare un’alchimia veramente molto rara nel mondo della dance. Perché far ballare la gente non è facile. Ma farla ballare puntando su linee melodiche e atmosfere è estremamente complicato.

I Planet Funk oggi

Oggi i Planet Funk sono in piena attività. Hanno appena lanciato il singolo I Get a Rush, decisamente bello, lavorano alla promozione di un nuovo album che dovrebbe uscire a ottobre, suonano dal vivo insieme ad Alex e Dan e si ostinano a produrre musica suonando. Nonostante da poche settimane abbiano perso dopo Sergio Della Monica, polistrumentista morto sette anni fa, anche Domenico GG Canu, chitarrista stroncato da una malattia che fino all’ultimo è rimasto legatissimo alla sua creatura musicale.

Alex e Marco hanno pensato di ricordarlo nel modo migliore possibile, suonando: “GG era una persona straordinariamente creativa, vitale, passionale – dice Alex Neridotata di un non comune senso dell’ironia ma anche di un senso della vita molto profondo. Non posso dimenticare le prime cose che abbiamo fatto insieme, era capace di rendere semplice e percorribile anche la strada più complicata. Oggi più che mai sappiamo che senza di lui non saremmo mai riusciti a fare quello che abbiamo fatto”.

A Sanremo

Le ultime presenze sul palco sono state le più difficili, ma anche le più intense: “Quando ci hanno chiesto di essere a Sanremo non ci abbiamo pensato due volte. Ma senza GG forse non saremmo saliti a suonare né saremmo mai arrivati alla popolarità che siamo riusciti a ottenere – ammette Marco Baroni – oggi manca infinitamente….”

I Get a Rush

Il nuovo singolo ritrova Dan Black, voce inconfondibile che ha dato molto ai Planet Funk facendoli sterzare dalla dance raffinata a un progetto che sembrava quasi puntare alla new wave più sperimentale… “Ci sono così tante cose che ci hanno influenzato e che ci sono piaciute nel corso degli anni – dice Alex Neri – ho sempre suonato quello che mi piaceva e ho sempre cercato di produrre non tanto quello che pensavo sarebbe piaciuto, ma soprattutto quello che volevo piacesse a me. Con GG e Sergio le nostre idee diventavano spartito e dunque prendevano una forma musicale che ci piaceva pensare definitiva. Il DJ, l’uomo della consolle, di solito non è considerato un musicista ma uno che sfrutta la musica degli altri. Loro ci hanno consentito di colmare questo gap…”

In realtà Alex suona le tastiere sul serio, e ha studiato pianoforte: “È stato tanti anni fa – ammette – utile ma anche un po’ noioso. La musica che suono oggi mi ha consentito di viaggiare molto, di guadagnare bene, di conoscere gente incredibile, di assistere a una rivoluzione culturale pacifica che ha una forza pazzesca e una lingua comune”.

Planet Funk, Dan Black
Dan Black, uno dei cantanti coinvolti nel progetto – Credits Instagram @planetfunkband (Soundsblog.it)

La rivoluzione del dancefloor

I locali sono cambiati tanto. Oggi ha ancora senso produrre musica bella per gente che vuole solo ballare e cui basta l’unz-unz-unz ? Marco Baroni ride: “Se ci dovessimo chiudere in studio e dire, ora facciamo qualcosa di brutto ma che la gente balla e che ci faccia fare bella figura probabilmente usciremmo dopo due minuti delusi. Intendiamoci, io non sono Mozart e lui non mi sembra Ciajkovskij – dice guardando Alex, che se la ride anche lui – ma la musica è arte o quanto meno espressione creativa. Per noi per lo meno. Quindi gli strumenti vanno suonati e quando non siamo capaci a farlo o impariamo a farlo bene o ci circondiamo di persone che sanno farlo meglio di noi. Io e Alex non cantiamo. Ma chi ha ascoltato un disco dei Planet Funk forse lo ha ballato almeno quanto lo ha ascoltato. Magari ha addirittura ascoltato le parole”.

Sul cambiamento dei locali e nei locali Alex ammette di non sentirsi demodé: “Continuiamo con la stessa passione e curiosità di sempre. E con la stessa attitudine. Metterci davanti a una pagina bianca e riempirla di suoni e di emozioni. A volte tutto esce all’improvviso e in modo quasi esplosivo. E bisogna mettere ordine, organizzare: in questo GG mancherà terribilmente. Ma devo dire che ci ha anche insegnato tanto. In qualche altra occasione i brani subiscono una evoluzione. A volte ci sorprendiamo a scoprire da cosa eravamo partiti e dove siamo arrivati”.

Planet Funk, gente che esce e che torna

Non c’è un musicista che abbia lavorato con loro, uno su tutti Jim Kerr dei Simple Minds, ma anche Giuliano Sangiorgi dei Nagramaro, o Raiz degli Almamegretta che parli entusiasticamente dei Planet Funk. Hanno convinto persino Cecilia Chailly a suonare l’arpa in un disco… “Per essere sinceri non è stato complicato – spiega Alex Neri – Cecilia ha collaborato con tanti musicisti profondamente diversi e non bisogna interpretarla come una musicista classica in senso stretto. Anzi, è curiosa, versatile. La musica è collaborazione, contaminazione, noi lo sappiamo più di chiunque altro. È per questo che ci piace definirci un progetto: gente che entra, che si affaccia, poi torna”.

Come Dan Black: “Dobbiamo molto a Dan, non solo in termini di voce – conclude Marco Baroni – è una personalità spiccata, divertente, il suo muoversi sul palco non passa mai inosservato. È un performer assoluto. Ha scritto i testi di Switch, di Who Said che posso garantire non sono assolutamente banali. Averlo di nuovo sul palco ci dà leggerezza ma anche spessore”.

Sul palco

Quanto al palco… I Planet Funk li abbiamo visti a Bergamo, festa gratuita che come al solito porta davanti al palco tanti curiosi e magari pochi fan. Alla band completata da Alex Uhlmann e da Dan Black sono bastate quattro canzoni a riempire il vuoto e portare le persone non solo a ballare. Ma ad ascoltare.

La loro dimensione live è straordinaria. Di gran lunga superiore a qualsiasi aspettativa di chi pensa di andare a sentire “quelli che fanno dance”.

Alla fine del concerto, due ore abbondanti, la gente era spalmata per terra, tutti dalla loro parte. Anche chi non li conosceva, anche chi andava su Shazam a capire di chi fosse quel brano ascoltato qualche volta distrattamente per radio. Concerto splendido che ha avuto come picco assoluto alla fine una versione delirante di Who Said, otto minuti: una bomba…

Le date dei Planet Funk

25 luglio         BARBERINO DI MUGELLO (FI), Summer Vibes
26 luglio         FRIGENTO (AV), People Involvement Festival
8 agosto         GIOVINAZZO (BA), Levante Arena
9 agosto         PESCARA, Zoo Music Fest
11 agosto       ARZACHENA (SS), Tenax goes to Vesper Beach Club
24 agosto       ROMANO D’EZZELINO (VI), Ama Music Festival
5 settembre    CASTIGLIONE DELLA PESCAIA (GR), Popcast Sound Festival
13 settembre  FIRENZE, Firenze Jazz Festival

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