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Neil Young annuncia l’addio ad Amazon e una nuova battaglia contro Big Tech

Il cantautore canadese avverte i fan, presto la sua musica non sarà più su Amazon. Un appello a comprare locale e a “dimenticare i big” segna il nuovo capitolo del suo attivismo.

12 Ottobre 2025 21:30

“La time is here. Forget Amazon.” Con poche righe pubblicate sulla sua bacheca dei Neil Young Archives, il cantautore ha indicato la rotta: presto la sua musica non sarà più su Amazon.

Non è la prima volta che Young usa il proprio catalogo come leva di pressione: nel 2022 tolse le sue canzoni da Spotify per protesta contro la disinformazione sul Covid. Ora, l’obiettivo è più ampio: la critica alle grandi piattaforme e al loro peso economico e politico.

Neil Young lascia Amazon

Nel suo messaggio, Neil Young collega la decisione a una presa di posizione anti‑corporate. Invita i fan a “comprare locale”, a sostenere i negozi di quartiere e “a non tornare ai grandi conglomerati che hanno venduto l’America”.

Tra le ragioni cita il sostegno attribuito a Jeff Bezos all’attuale governo statunitense e all’impasse politica che, a suo dire, colpisce redditi, sicurezza e welfare dei cittadini. L’argomento è quello di sempre nella sua poetica civile: la resistenza culturale contro l’“età del controllo aziendale”.

Precedenti e possibili scenari

Neil Young non ha ancora specificato se la rimozione riguarderà solo lo streaming, e dunque la piattaforma Amazon Music, o anche la vendita di supporti fisici e merchandising su quello che al momento è il marketplace globale per eccellenza.

In passato, i suoi atti di protesta sono stati netti e coerenti: l’uscita da Spotify durò fino alla rinegoziazione di condizioni ritenute accettabili. Ma poi anche dai social (Twitter, Facebook, Instagram), dai quali si è spesso allontanato per ragioni etiche.

Lo schema, quindi, è chiaro: usare il valore del catalogo per aprire una discussione pubblica. Per gli utenti finali, gli effetti dipenderanno dalla capillarità dell’operazione: scomparsa dai cataloghi digitali? limitazioni territoriali? esclusioni temporanee? Sono variabili che l’artista potrebbe definire nelle prossime ore.

Neil Young
Neil Young, appena chiuso il tour con i Chrome Hearts – Credits Instagram @neilyoungarchive (Spoundsblog.it)

Impatto per mercato e fanbase

La mossa arriva in un momento di iper‑frammentazione dell’ascolto: tra streaming, edizioni fisiche da collezione e piattaforme d’autore, le carriere “legacy” come quella di Neil Young possono permettersi scelte forti senza perdere contatto con il pubblico. L’appello a comprare locale intercetta una tendenza post‑pandemica che ha riportato in auge negozi di dischi e vinile, ma si scontra con l’abitudine alla comodità dei marketplace.

Per i fan, il messaggio è anche un invito a ripensare la filiera del valore: a chi vanno i ricavi? qual è il costo sociale di un ascolto “a portata di click”? Young trasforma ancora una volta il rapporto tra musica e mercato in uncampo di battaglia culturale, chiedendo a ciascuno di scegliere da che parte stare.

Resta da vedere quale sarà l’adesione del pubblico: il cantautore intanto ha appena concluso il suo tour americano con i Chrome Hearts e si appresta a un breve periodo di riposo, in vacanza con la sua ultima moglie, l’attrice Daryl Hannah. Ci sono voci insistenti di un tour che potrebbe portarlo in Europa, e anche in Italia, a primavera. Ma per ora i programmi non sono ancora stati ufficializzati né confermati.

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