Joe Ely, si spegne a 78 anni il pioniere del progressive country
È morto a 78 anni Joe Ely, figura chiave della scena texana e dell’evoluzione dell’Americana, movimento capace di unire country, rock e attitudine punk.
“Ma non avete voglia ogni tanto di alzare la voce? Beh, io sono quello che non sta zitto e se necessario urlo. Solo lo faccio con la mia musica…”
Joe Ely, country spruzzato di punk
Lo aveva dichiarato Joe Ely per spiegare le sue influenze davvero singolari in un genere istituzionale per l’America come il country che lui aveva spruzzato con venature punk e rock and roll, lasciandosi influenzare molto anche nella realizzazione di testi decisamente fuori dalla tradizione più rassicurante del tenere. Joe Ely se n’è andato ieri a 78 anni, lasciando un vuoto profondo nella storia della musica americana.
Nato ad Amarillo e cresciuto a Lubbock, Ely è stato uno dei protagonisti assoluti di quella generazione di artisti che negli anni Settanta ha trasformato Austin in una capitale musicale alternativa, lontana dai canoni più rigidi e intransigenti di Nashville dove il country era soprattutto omologazione. Il country di Ely era aperto, contaminato, elettrico, capace di dialogare con il rock, il folk e persino con l’energia del punk.
Aprì per Clash e Rolling Stones
Insieme a Jimmie Dale Gilmore e Butch Hancock, Ely fu tra i fondatori dei Flatlanders, formazione seminale che avrebbe influenzato profondamente la scena roots americana. Da solista, seppe però ampliare ulteriormente i confini del genere, contribuendo in modo decisivo alla nascita di quello che oggi chiamiamo Americana.
La carriera di Joe Ely è stata segnata da incontri che raccontano meglio di qualsiasi definizione la sua natura trasversale. Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta aprì i concerti dei Clash, prima in Texas e poi nel Regno Unito durante il leggendario tour di London Calling, portando il country su palchi e davanti a pubblici impensabili fino a quel momento. Poco dopo arrivò anche l’esperienza con i Rolling Stones, per cui aprì diverse date nel 1981.
Un percorso che dimostra quanto la sua musica fosse percepita come autentica e credibile anche fuori dagli Stati Uniti.

Austin City Limits
Album come Musta Notta Gotta Lotta e Love and Danger hanno segnato tappe importanti, così come brani diventati simbolici, tra cui la sua versione di The Road Goes on Forever.
Joe Ely è stato anche un formidabile performer dal vivo, capace di una intensità che gli valse paragoni illustri, non ultimi quelli con Bruce Springsteen. Non a caso, nel 2022 era stato inserito nella Austin City Limits Hall of Fame, consacrazione definitiva di una carriera lunga e sempre molto ispirata e coerente.
Colpito negli ultimi anni da una grave malattia neurodegenerativa, Ely è morto in New Mexico per complicazioni legate a una condizione che nelle ultime settimane si era fatta gravissima. Gli sopravvivono la moglie Sharon e la figlia Marie.