Home Notizie Intervista esclusiva, Alessandro Gaetano, la nuova vita di E io ci sto e l’eredità di Rino Gaetano: “Canzoni quanto mai attuali e drammaticamente vere”

Intervista esclusiva, Alessandro Gaetano, la nuova vita di E io ci sto e l’eredità di Rino Gaetano: “Canzoni quanto mai attuali e drammaticamente vere”

A distanza di 44 anni dalla drammatica morte di Rino Gaetano, la musica del grande cantautore calabrese torna d’attualità con la riedizione di E io ci sto e l’inedito Un film a colori. Ma ci sono anche un film e l’incessante lavoro del nipote Alessandro e della sua band per custodire – un messaggio quanto mai attuale

pubblicato 9 Dicembre 2025 aggiornato 10 Dicembre 2025 04:14

Il 29 ottobre avrebbe festeggiato 75 anni. Ne sono in realtà passati già quasi 45 dalla sua drammatica morte avvenuta il 2 giugno 1981 quando la sua auto si schiantò sulla Nomentana ponendo fine a una carriera che avrebbe potuto dire ancora moltissimo.

Rino Gaetano, quanto mai attuale

Voce straordinariamente vivace di una scena d’autore italiana che stava vivendo una profonda trasformazione ma anche di involuzione, Rino Gaetano rappresenta qualcosa che ancora oggi va interpretato, capito e soprattutto approfondito per l’incisività dei suoi testi e per quella sferzante ironia con la quale aveva spietatamente anticipato temi oggi attualissimi.

Di conseguenza l’opportunità di incontrare suo nipote Alessandro, leader della Rino Gaetano Band, è significativa. Anche in considerazione della riedizione di E io ci sto che torna 45 anni dopo con le tracce originali rimasterizzate e una bonus track inedita, Un film a colori.

Si tratta uno degli album più iconici di Rino, un lavoro che ha sintetizzato come pochi la sua libertà artistica e la capacità di fotografare l’Italia a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, in un certo qual modo una greve anticipazione di quanto viviamo oggi.

E io ci sto…

“E io ci sto è una satira del mondo dello spettacolo, una critica al conformismospiega Alessandro Gaetano quasi tutti i brani scritti così tanto tempo fa sembrano fissati solo da pochi giorni per quanto quei testi suonino oggi quasi profetici, decisamente attuali. Con Sony abbiamo un rapporto di grande sinergia: ci siamo detti che era il momento giusto per ristampare l’album, anche perché c’era questo inedito fantastico, Un film a colori che meritava davvero di essere ascoltato e diffuso”.

Una riedizione che non vuole essere solo un’operazione celebrativa. È un modo per riportare al centro un disco che, nella memoria collettiva, è rimasto quasi schiacciato dal mito dei singoli più famosi che ancora oggi risuonano in contesti che forse Rino non avrebbe mai immaginato: “Non so se mio zio si aspettasse che Gianna sarebbe stata intonata dagli studenti in gita scolastica sul pullman, da ragazzi che non lo hanno mai conosciuto, o che Il Cielo sempre più blu sarebbe risuonata negli stadi, nei cortei. Forse non se lo sarebbe immaginato, ma oggi ne sarebbe felice. Le sue musiche e le sue parole sono ancora freschissime, sembrano scritte ieri… anzi, direi che guardano al domani”.

Rino Gaetano
Rino Gaetano sul palco in concerto – Credits Sudovest Produzioni (Soundsblog.it)

Il manoscritto, il video e Roma vista dagli occhi di Rino

Accanto all’album, c’è un altro tassello fondamentale di questa nuova stagione: il video di E io ci sto firmato da Nicolò Bassetto. Un film d’arte girato interamente in pellicola che parte da un manoscritto ritrovato, uno script in cui Rino immaginava un videoclip tra le strade di Roma e il tramonto di Capri.

Alessandro Gaetano racconta la genesi di un progetto affascinante: “Tutto nasce da un manoscritto, era la bozza che Rino scrisse per quello che doveva diventare il video di E io ci sto. Dunque ci siamo chiesti, perché non realizzarlo insieme al disco? È un documento bellissimo, scritto di suo pugno, era proprio quello che lui avrebbe voluto illustrare. E abbiamo cercato di rispettare scrupolosamente quelle che erano le sue indicazioni. Da quelle note è nato il lavoro del regista, il casting, l’idea di trasformare quella suggestione mai realizzata e rimasta inespressa per decenni in un racconto visivo che potesse parlare anche a chi incontra Rino per la prima volta”.

Nel video c’è anche Alessandro… “Non volevo esserne il protagonista, ma sono felicissimo di essere in quei frammenti tra le idee che Rino aveva immaginato e che non ha fatto in tempo a concretizzare”.

Uno scorcio di attualità

Bellissima la fotografia del girato, tra immagini di Roma attuali ma che sembrano d’epoca al termine delle quali Rino compare su un vecchio cartellone, con una frase riportata d’attualità da un banner dei tifosi della Sampdoria, ‘colpevoli’ di aver dato per prima nuova vita a Il cielo è sempre più blu, cantata dalla loro gradinata negli stadi ormai da almeno venti anni… “Se mai qualcuno capirà sarà un altro come me” dice il memo listato di blucerchiato.

Un brano davvero molto attuale: “Quando Rino andò ospite da Baudo disse semplicemente se c’è qualcosa da fare per cambiare qualcosa di meglio del nostro paese, io alla mia maniera, ci sto”.

Persino i bimbi oggi cantano Rino Gaetano. Com’è possibile? “Io credo che molto dipenda da quello che mio zio è riuscito a lasciare alla sua generazione e da chi è diventato genitore e ha riscoperto questi testi da adulto estendendoli ai loro figli, alla loro cerchia. Sono canzoni che ti consentono di aggrapparti a qualcosa di positivo, qualcosa che dà sicurezza”.

Un film a colori

Ma la sorpresa di questa riedizione è arrivata con Un film a colori (Jet Set), una canzone riemersa dalle tracce del master: “Sony ha aperto i nastri originali di E io ci sto e guardando i led sul mixer si sono accorti che nascosta tra le tracce c’era una voce in più – spiega Alessandro – così è riemersa questa perla. Probabilmente era un appunto per quella che sarebbe dovuta diventare una canzone d’amore, forse una versione alternativa all’originale . Ancora oggi non sappiamo se Rino volesse davvero parlare d’amore in quel testo o che uso ne volesse fare.”

Il brano, che gioca su una melodia nota – quella di Jet Set – ma con un testo diverso, e aggiunge una sfumatura più intima al catalogo di Rino, rimanendo però fedele al suo modo di spostare continuamente il baricentro tra ironia e vulnerabilità.

Alessandro mette a fuoco la canzone sotto un aspetto nuovo: “In casa avevamo da sempre il testo scritto a mano con un titolo provvisorio, Un film a colori. Cosa che mi ha sempre dato l’idea di un gioco, di un’idea nata per scherzo. Ritrovarla così, incisa, è stato bellissimo e inaspettato.”

Non è un caso che il brano compaia anche nel film Rino Gaetano – Sempre più blu di Giorgio Verdelli, dove si intrecciano materiali d’archivio, interviste e racconti: un altro tassello di questo mosaico che riporta la voce di Rino al centro del dibattito culturale di oggi.

Rino Gaetano
Rino Gaetano, scomparso tragicamente a 29 anni, nel 1981 – Credits Sudovest Produzioni (Soundsblog.it)

Custode di un patrimonio di famiglia

Dietro ogni scelta – una ristampa, un video, un documentario – c’è un lavoro quotidiano che Alessandro porta avanti insieme alla madre Anna, la sorella di Rino: “Con mia madre lavoriamo a 360 gradi su tutto ciò che riguarda Rino: dall’etichetta ai progetti paralleli alle serate dedicate alla sua musica. È un patrimonio, ma anche una grande responsabilità. Bisogna fare le cose bene, con senso ed etica. Una cosa è parlare per me stesso, un’altra è rappresentare una persona che non c’è più. Servono attenzione, dedizione e molto rispetto.”

Zio Rino

Fin da bambino, Rino non è stato solo lo zio famoso: è stato una figura quasi paterna, un riferimento affettivo prima ancora che artistico. E questo rende ogni decisione doppiamente delicata: “Rino raccontava ciò che siamo e lo faceva in modo sorprendentemente ispirato. Non mi sorprende che la gente ancora oggi si riconosca nelle sue canzoni perché se le leggiamo con attenzione parlano di noi e del nostro paese, della sua evoluzione”.

Com’era Rino? Era davvero quello raccontato nella serie Rai di qualche anno fa? Così tormentato e insicuro? “No, assolutamente…. Senza nulla togliere all’interpretazione di Claudio Santamaria che è stato gigantesco in quello sceneggiato, quella fu una storia troppo romanzata e volutamente sofferta. Rino era una persona positiva, divertente, che ci faceva scherzi di continuo”.

È esistito un erede di Rino Gaetano? Ci sarebbe spazio per un talento come il suo oggi? “Sono esistiti negli anni moltissimi autori che si sono ispirati a lui. Più recentemente Lucio Corsi, ma prima Samuele Bersani, Daniele Silvestri, Max Gazzé. Rino oggi probabilmente avrebbe fatto più fatica ma non si sarebbe mai omologato. Avrebbe ancora una volta rilanciato i suoi temi e le sue battaglie, in particolare quelle dalla parte dei più deboli e degli inascoltati…”

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