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Hulk Hogan e la Musica: un percorso tra rock, band e inni leggendari

Non solo lottatore: Hulk Hogan ha sempre avuto un legame profondo con la musica offrendo numerose collaborazioni a band. Musicista dilettante aveva anche tentato la strada del successo nel mondo del rock. Ma alla fine tutti lo ricordano per la sua entry music – Real American – che in realtà non era sua.

25 Luglio 2025 13:00

“Non sono un musicista… ma è bello che qualcuno si ricordi che la prima volta che mi sono trovato al centro della scena fu con il mio basso al collo”.  

Lo rivelò Hulk Hogan, scomparso venerdì mattina nella sua casa in Florida, probabilmente stroncato da un attacco cardiaco: ed era assolutamente vera.

Hulk Hogan e la musica

Prima di diventare una superstar del wrestling, Hogan faceva parte di una local band di Tampa, la città dove la sua famiglia si era trasferita quando lui aveva appena un anno e mezzo. È proprio qui che Hogan comincia ad appassionarsi alla musica, iniziando a far parte di alcuni gruppi musicali a scuola.

Il suo primo gruppo si chiama Ruckus e lo vede suonare un basso fretless: “Volevamo essere i Van Halen – ha ricordato in una intervista all’American Songwriter – e siccome all’epoca ero già appassionato di body building e andavo spesso ad allenarmi in una palestra dove c’erano anche molti lottatori, la nostra band cominciò ad attirare l’attenzione dei wrestler locali. Suonavamo cover e qualche pezzo originale. Non eravamo granché ma facevamo un discreto baccano…” 

Prima di Real American

La narrativa di ogni wrestler prevede la cosiddetta entry music che accompagna il lottatore dall’ingresso in arena fino al ring. Ci sono personaggi che hanno legato la loro fortuna a una musica ben precisa: e ci sono band che hanno avuto successo proprio perché una delle loro canzoni è diventata entry music di un lottatore famoso. Gli esempi si sprecano.

Le prime tracce registrate di Hogan lo vedono lottare da free-lance in Giappone; il suo ruolo – da americano – lo ha visto prima avversario e poi alleato degli idoli locali, Antonio Inoki e Tatsumi Fujinami. La sua prima entry music, strumentale è un funky depositato da una band di Miami con fiati e trombe, mai commercializzato sul quale Hogan ballava, imitando quello che sarebbe diventato il suo personaggio di Thunderlips in Rocky.

“Real American”: l’inno che ha definito un’era

Prima di entrare in WWE Hogan era stato annunciato da Ege of the Tiger dei Survivor, colonna sonora di Rocky e per un breve periodo da un brano strumentale scritto dal tastierista di Bonnie Tyler, che poi se lo riprese per inciderlo insieme alla cantante.

Il brano forse più legato al suo nome è “Real American”, scritto da Rick Derringer e Bernard Kenny nel 1984 e originariamente destinato al tag team U.S. Express (Barry Windham e Mike Rotunda). I due autori lavoravano praticamente in esclusiva per la WWE che commissionava loro le entry music esclusive più importanti.

Dopo il loro abbandono, la canzone fu affidata a Hogan: un match perfetto tra testo patriottico e pubblico entusiasta, tra Hulkamania e Guerra Fredda.

Secondo Derringer, il brano fu scritto con l’ambizione di diventare “l’inno patriottico per eccellenza” ma non fu mai pubblicato come singolo. “Real American” che non era cantata da Hogan ma da Derringer, divenne un simbolo culturale. Fu adottata da politici (Obama, Bill e Hilary Clinton, Trump) ed è rimasta la sua colonna sonora per tutto il periodo in WWE fino al 2003 e poi, dopo il suo rientro, fino a oggi.

Hulk Hogan e la Musica
Hulk Hogan, scomparso a 71 anni, grande protagonista anche in ambito musicale – Credits WWE Press Office (Soundsblog.it)

Altre theme songs: Hollywood Hogan e la metamorfosi musicale

Con il passaggio alla WCW (1994) e l’ingresso nel gruppo nWo, Hogan cambiò pelle anche musicalmente. Non potendo più usare “Real American” che era una esclusiva WWE e adottò “American Made”, scritta dall’iconico promoter Jimmy Hart.

Quando si tramutò definitivamente nel villain Hollywood Hogan (1996–97), la sua theme fu “Voodoo Child (Slight Return)”, un classico di Jimi Hendrix. La scelta fu curata da Eric Bischoff, altro promoter popolarisismo, che pagò 100mila dollari  per la licenza agli eredi del chitarrista, ritenendo che quel sound oscuro e potente incarnasse perfettamente la sua nuova identità. Una scelta che al pubblico piacque relativamente e che non convinse mai. Un po’ come il suo ruolo da cattivo.

Hulk Rules! e la Wrestling Boot Band

Nel 1995 Hulk Hogan lanciò Hulk Rules!, unico album della Wrestling Boot Band da lui fondata insieme al manager-musicale Jimmy Hart, da sua moglie Linda – che cantava – e da altri musicisti professionisti. L’idea di Hogan, che era tornato a suonare il suo basso con grande entusiasmo, era quella di lanciare la carriera di cantante della moglie. Avrebbe tentato di fare la stessa cosa anche con la figlia Brooke qualche anno più tardi sfruttando la popolarità del suo format televisivo Hogan Knows Best

L’album andò discretamente arrivando al n.12 della Billboard Top Kid Audio, un risultato sorprendente per un prodotto così curioso. Il disco mischiava spoken word, rock leggero e brani strumentali. Song come “American Made” e “Hulkster in Heaven” che divennero cult tra i fan.

Cameo e collaborazioni speciali

Nel 1995 Hogan fece un duetto con i Green Jelly in “I’m the Leader of the Gang (I Am)”, un classico di Gary Glitter. Poi apparve nel video musicale di Dolly Parton per la canzone “Headlock on My Heart”. Altre apparizioni nel video “Pressure” di Belly featuring Ginuwine, affiancato dalla figlia Brooke la cui carriera musicale non decollò mai.

Hogan amava la musica e non sopportava l’idea che la gente pensava che suonasse per finta. Anche durante la produzione di “Real American”, il batterista Jimmy Bralower ha ricordato il suo approccio professionale: “Era l’unico brano eseguito da musicisti veri, non dai wrestler. Lui l’avrebbe suonata live sempre, con il suo basso. Ma il suo ruolo di wrestler ne avrebbe perso e lo convinsero a non farlo”. Hogan lanciò la canzone come un prodotto cross-mediale, producendo anche videoclip e merchandising: la sua maglietta gialla e rossa Real American è a oggi una delle più vendute…

Nel 2023 con la nascita della Real American Beer e della federazione sportiva Real American Freestyle, Hogan ha rilanciato anche il singolo che definisce piuù di ogni altro la sua leggendaria identità pubblica.

Hulk Hogan, musica e wrestling

In un’era in cui wrestler e musicisti spesso collaboravano (pensiamo a Motörhead per Triple H, Bad Bunny o più indietro a Cyndi Lauper), Hogan si è confermato un pioniere. Dai Ruckus a “Real American”, fino al crossover rock con la Wrestling Boot Band, Hogan ha sempre capito il potere della musica nel rafforzare la sua leggenda. Le sue entrate sul ring, con brani memorabili, hanno trasformato momenti sportivi in veri eventi mediatici.

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