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Gorillaz, nuovo capitolo: arriva “The Mountain”, nono album della band a suon di folk | Annunciato un tour

I Gorillaz, la band animata di Damon Albarn e Jamie Hewlett ha tolto il velo su “The Mountain”, nono album in studio in arrivo il 20 marzo 2026 e primo titolo pubblicato sulla nuova etichetta di casa, KONG. L’annuncio arriva all’indomani della mini‑residency londinese alla Copper Box Arena

13 Settembre 2025 09:30

I concerti che i Gorillaz hanno tenuto in un grandissimo entusiasmo di fan e di pubblico a Londra hanno ovviamente portato i risultati sperati. E la musica ascoltata in anteprima — concerti a capienza limitata e con i telefoni sigillati — ora è diventata un disco: il nono dell’antologia della band creata da Damon Albarn, voce e frontman dei Blur insieme a Jamie Hewlett.

I Gorillaz: The Mountain è il nono album

Per un gruppo “nato per scherzo e per noia” – così come lo aveva definito in un primo momento Albarn, forse anche con il gusto della provocazione nei confronti dei giornalisti che gli chiedevano perché fondare una band virtuale, di cartoni animati – il bilancio è davvero entusiasmante.

I dischi continuano ad avere un notevole riscontro in streaming e ogni volta che il nome dei Gorillaz rimbalza sulle pagine di attualità il riscontro dei fan è immediato.

Alla Copper Box Arena il nuovo album The Mountain è stato suonato integralmente per la prima volta, trasformando l’anteprima in un rito collettivo. E insieme all’album, è arrivato anche il primo assaggio ufficiale: “The Happy Dictator”, un duetto teatrale con gli Sparks che reca un manifesto programmatico fin dalla linea di apertura, “No more bad news, so you can sleep well at night…”.

The Mountain, folk e sperimentazioni pop

Più che una semplice pubblicazione, “The Mountain” si presenta come un viaggio visionario. Nella nuova storyline i quattro avatar — Murdoc, Russel, 2D e Noodle — spostano l’asse narrativo verso l’India e si lasciano alle spalle i riflettori del pop internazionale per concentrarsi su musica folk di valore più mistico e spirituale.

Il risultato è un mosaico linguistico e sonoro che s’intreccia tra arabo, inglese, hindi, spagnolo e yoruba, con strumenti, scale e trame ritmiche importate e reinventate: tabla e sitar si fondono con chitarre jangly, synth e percussioni afrobeat che da anni gioca sullo sfondo della band.

Gorillaz, ospiti d’eccezione

Il parterre degli ospiti è, come da tradizione, un’enciclopedia ambulante: dall’eloquenza di Black Thought all’ululato desertico di Omar Souleyman, passando per l’archetto ipnotico di Anoushka Shankar, le icone Asha Bhosle e Asha Puthli, ma anche le chitarre assolutamente british di Johnny Marr (The Smiths) e Paul Simonon (Clash), fino alla furia post‑punk di Joe Talbot (IDLES) e all’inconfondibile teatralità degli Sparks.

Il disco propone anche campioni e materiali d’archivio che richiamano compagni di viaggio scomparsi — da Bobby Womack a Tony Allen — riportati qui come fantasmi benevoli, memoria viva di una storia venticinquennale.

Gorillaz, un’ ulteriore evoluzione

“The Happy Dictator” è un esercizio bizzarro: cori da operetta pop, fiati che irrompono come squilli di parata, pianoforti pronti a cambiare scena e un confronto tra Albarn e i fratelli Mael che rendono l’idea dello spettacolo come strumento di controllo. È un pezzo che sembra nato per il palcoscenico e per l’animazione: grottesco e accattivante, ironico e sinistro, come spesso accade quando i Gorillaz indossano maschere nuove per parlare del presente.

Attorno al disco, l’ecosistema si allarga. Dopo la mostra‑parco giochi “House of KONG”, che ha celebrato i 25 anni del progetto tra installazioni e rarità, il collettivo ha annunciato il rilancio di Kong Studios in forma di videogioco online, estendendo l’esperienza dalla musica al gameplay. E la dimensione live riparte con un giro tra arena e stadio nel Regno Unito e in Irlanda tra marzo e aprile, fino al grande evento estivo a Londra: un cartellone che porta on the road la nuova fase cromatica della band, con ospiti come Sparks e il rapper argentino Trueno su date selezionate. In attesa che magari li si possa vedere anche nel continente.

Gorillaz, la copertina The Mountain
Gorillaz, la copertina The Mountain – Credits Gorillaz Official (Soundsblog.it)

Dopo il disco un tour

“The Mountain” arriva a tre anni da “Cracker Island” e, più che chiudere un cerchio, sembra aprirne uno nuovo: l’indipendenza produttiva dell’etichetta KONG, l’ibridazione geografica e culturale spinta fino alle estreme conseguenze, il ritorno di una scrittura che alterna slogan e confessioni, cartoon e carne. È il modo in cui Albarn e Hewlett raccontano un mondo in cui i confini sfumano e i personaggi — reali o disegnati — possono ancora perdersi, ritrovarsi e mettere in scena un’altra rivoluzione pop. In vetta a “The Mountain”, il panorama promette di essere vasto, contraddittorio e luminoso: proprio come la storia dei Gorillaz quando decide di ricominciare.

La band è attesissima per la prossima settimana, sabato 20, a Madrid. Ma per ora di date in Italia ancora non si parla…

Queste le prossime date del tour dei Gorillaz

The Mountain Tour 2026

21 marzo 2026 — Manchester, UK — Co‑op Live

22 marzo 2026 — Birmingham, UK — bp pulse LIVE

24 marzo 2026 — Glasgow, UK — OVO Hydro

25 marzo 2026 — Leeds, UK — First Direct Arena

27 marzo 2026 — Cardiff, UK — Utilita Arena

28 marzo 2026 — Nottingham, UK — Motorpoint Arena

29 marzo 2026 — Liverpool, UK — M&S Bank Arena

31 marzo 2026 — Belfast, UK — SSE Arena

1 aprile 2026 — Dublino, IE — 3Arena

20 giugno 2026 — Londra, UK — Tottenham Hotspur Stadium

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