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Freddy Mercury e la figlia segreta: il pensiero di Mary Austin in un dibattito che divide amici e fan

Una donna sostiene di essere la figlia di Freddie Mercury. Mary Austin e altri amici storici restano scettici.

12 Agosto 2025 18:30

A quasi 34 anni dalla morte di Freddie Mercury, un libro in uscita a settembre ha scatenato un acceso dibattito tra fan, amici e familiari del leggendario frontman dei Queen.

A suscitare la discussione le anticipazioni di “Love, Freddie: Freddie Mercury’s Secret Life and Love” che racconterebbe dalle parole della diretta protagonista la storia di una donna conosciuta fino a oggi solo come “B”, che sostiene di essere la figlia segreta del cantante, nata nel 1976 da una relazione tra Mercury e la moglie di un suo amico.

Freddy Mercury: esiste davvero una figlia segreta?

La donna, oggi 48enne, afferma di aver basato il libro su 17 diari scritti a mano che Mercury le avrebbe consegnato poco prima di morire, nel 1991. Secondo la sua versione, il legame con il padre sarebbe stato profondo e affettuoso: “Mi trattava come un tesoro prezioso”, racconta B. Il cui racconto, ovviamente, è oggi sotto la lente di ingrandimento di tutti gli amici e i collaboratori più stretti del cantante. Non senza molto scetticismo.

Il pensiero di Mary Austin

Mary Austin, storica compagna e amica inseparabile di Mercury, che ereditò gran parte della sua eredità, ha espresso forti dubbi. In un’intervista al Sunday Times, ha dichiarato di non aver mai saputo dell’esistenza di una figlia, né di questi presunti diari.

“Freddie era un uomo molto diretto e amava raccontare tutto di sé a chi come noi gli stava vicenda. E nell’ultimo periodo della sua vita ha raccontato moltissimo di sé, lasciando disposizioni estremamente precise che riguardavano il suo lascito, la band, i suoi amici e la sua famiglia. Ma di questo nessuno ha mai saputo niente, e non posso immaginare che avrebbe potuto o voluto mantenere un segreto simile fino alla morte” ha detto la donna, ricordando come un evento del genere avrebbe portato gioia non solo a lui, ma anche alla sua famiglia.

Love of my life

Mary, per cui Freddy, all’epoca della loro relazione scrisse successi come Love of my Life, è stata l’ultima persona insieme alla sorella Kashmira e ai genitori, ammessi alla villa di Garden Lodge fino al giorno della morte di Mercury. E sarebbe stata l’unica a vedere il cantante nei suoi ultimi due mesi di sofferenza, presente quasi tutti i giorni: “Vivevo di fronte a lui, in una casa che mi aveva lasciato a disposizione anche dopo la mia decisione di sposarmi e avere dei figli. A volte mi chiamava, per un tè o una chiacchierata. E scendevo da lui”.

A fare eco allo scetticismo di Austin, anche Anita Dobson, attrice e moglie del chitarrista Brian May, che ha tranciato la vicenda definendola “l’ennesima fake news”. Brian May, invece, ha scelto una posizione di neutralità, evitando di esprimere un giudizio diretto.

Queen, Freddie Mercury
La statua di bronzo di Freddy Mercury a Montreux, sul lago di Ginevra, vicino alla sua ultima abitazione – Credits Instagram @freddiemercury (Soundsblog.it)

La prova del DNA

Le parole di Austin hanno ferito profondamente “B”, che in un’intervista al Daily Mail si è detta “devastata” dalle dichiarazioni. La donna sostiene di non aver mai voluto condividere il padre con il mondo intero e di aver vissuto con difficoltà il lutto privato, mentre milioni di fan piangevano l’icona Mercury.

Co-autrice del libro, la scrittrice Lesley-Ann Jones ha dichiarato che le affermazioni sarebbero supportate da verifiche legali e da un test del DNA, senza però fornire dettagli pubblici per ragioni di privacy. Anche perché la donna, che oggi sarebbe un medico, non ha in alcun modo voluto rendere nota la sua identità. Una posizione che, se da un lato alimenta la curiosità, dall’altro lascia spazio a dubbi e congetture.

Attesa per il libro in uscita a settembre

Il caso si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso biografie e rivelazioni postume sulle grandi icone della musica. La figura di Freddie Mercury, già soggetta a interpretazioni e “licenze artistiche” come nel film Bohemian Rhapsody, rischia di diventare terreno di scontro tra la tutela della memoria privata e l’interesse commerciale.

Se confermata, la notizia avrebbe un impatto enorme sull’eredità culturale ed emotiva di Mercury, aggiungendo un capitolo inedito alla sua vita. Se smentita, resterebbe come una delle tante leggende nate attorno alla sua figura, simbolo della fascinazione senza tempo che il suo nome continua a suscitare.

Per ora, la verità rimane sospesa tra pagine di diario, testimonianze contrastanti e l’attesa che la pubblicazione del libro possa, almeno in parte, fare chiarezza.

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