Edoardo Bennato, mistero sul malore: salta i concerti in Sicilia dopo il ricovero a Taormina
Il cantautore napoletano annulla le tappe siciliane del tour dopo un ricovero a Taormina: dieci giorni di riposo prima di tornare sul palco.
Un imprevisto ha interrotto il tour estivo di Edoardo Bennato, che nelle ultime settimane stava portando in giro per l’Italia la sua musica, accompagnata dai grandi successi che hanno segnato la carriera. La notizia ha sorpreso i fan, abituati a vederlo sul palco instancabile, con la sua chitarra e la fisarmonica iconiche.
Il concerto previsto a Viagrande il 24 agosto scorso, in provincia di Catania, non si è tenuto e la cancellazione anche le tappe successive, come quella di Borgia, in Calabria. I motivi sono legati a un problema di salute che ha imposto al cantautore un periodo di riposo assoluto. La decisione è stata presa in accordo con i medici dell’ospedale San Vincenzo di Taormina, che hanno consigliato a Bennato di fermarsi almeno dieci giorni per tutelare la propria voce e il benessere generale.
Tra ansia e preoccupazione, i fan si interrogano sullo stato di salute di Bennato, ma dagli ambienti vicini al cantante arrivano messaggi di rassicurazione: niente di grave, solo la necessità di concedersi una pausa per ricaricare energie e riprendere il tour nelle migliori condizioni possibili.
Il tour sospeso e i prossimi appuntamenti
Il tour, intitolato “Sono solo canzonette”, è partito ad aprile da Salerno e ha visto Bennato esibirsi in molte città italiane, tra cui la Reggia di Caserta, dove ha registrato un sold out memorabile a fine luglio. La tournée, che celebra la sua carriera e i brani più iconici, avrebbe dovuto toccare in questi giorni la Sicilia e la Calabria, ma le tappe del 24 agosto a Viagrande e del 26 agosto a Borgia sono state annullate.

Il calendario riprenderà con le date di settembre: il 5 settembre a Piacenza, il 7 a San Marino, il 12 a Roma, il 20 a Macerata e la conclusione il 24 a Verona. Gli organizzatori hanno già rassicurato il pubblico che gli altri appuntamenti si terranno regolarmente, e che Bennato tornerà sul palco in piena forma.
Edoardo Bennato mette sempre anima e corpo in ogni esibizione: la sua energia contagiosa, gli occhiali da sole sempre presenti e la capacità di coinvolgere il pubblico rendono ogni concerto un’esperienza unica. Per questo motivo, la decisione di fermarsi per riposo non sarà stata semplice, ma necessaria per garantire la qualità delle performance future.
Nato a Napoli il 23 luglio 1946, è uno dei più importanti cantautori e polistrumentisti italiani, considerato un pioniere del rock nel nostro Paese. Fin dai primi anni si avvicina alla musica grazie alla famiglia: insieme ai fratelli forma il Trio Bennato, esibendosi in vari locali e in programmi televisivi già alla fine degli anni Cinquanta. Influenzato da star internazionali come Elvis Presley, Chuck Berry e Neil Sedaka, Bennato sviluppa uno stile originale che fonde rock, blues, folk e successivamente elementi di musica classica.
Dopo il diploma al liceo artistico e un breve periodo di studi di architettura a Milano, inizia la carriera discografica con i primi 45 giri e collaborazioni con cantautori come Herbert Pagani. Negli anni Settanta ottiene maggiore notorietà grazie agli album come I buoni e i cattivi, Io che non sono l’imperatore e La torre di Babele, in cui fonde ironia, critica sociale e sperimentazione musicale. È anche uno dei primi cantanti italiani a portare il rock nei festival internazionali e a esibirsi come one-man-band a Londra, affinando il suo stile unico.
Il successo di pubblico arriva con Sono solo canzonette e Uffà! Uffà! nel 1980, accompagnato da concerti storici come quello del 19 luglio 1980 allo stadio San Siro di Milano, primo italiano a superare i 70.000 spettatori in uno stadio. Tra i suoi brani più celebri si ricordano L’isola che non c’è, Un giorno credi e Burattino senza fili, che rappresentano il suo impegno nel coniugare messaggi sociali, ironia e talento musicale. Nel corso della carriera, Bennato ha continuato a innovare, integrando strumenti tradizionali e arrangiamenti orchestrali, diventando un simbolo del rock e della musica italiana.