David Byrne, niente reunion dei Talking Heads: “Sono felice così, molto felice….”
David Byrne esclude per l’ennesima volta una possibile reunion dei Talking Heads che sarebbe richiestissima ma annuncia un nuovo album e conferma numerosi concerti che includono anche l’Italia
Cinquant’anni dopo la nascita dei Talking Heads, proprio in occasione di un anniversario attesissimo dai fan, qualsiasi giornalista abbia modo di avvicinare David Byrne propone un’unica domanda. C’è ancora spazio per rivedere insieme la band…?
E da sempre Byrne risponde nella stessa identica maniera. Cosa che ha ribadito anche ieri, parlando del suo nuovo album solista Who is the Sky: “Non ho alcun interesse a fare in modo che la band si riunisca. Sono molto sereno, felice e appagato così” ha tagliato corto. Chiudendo a qualsiasi reunion.
David Byrne senza Talking Heads
…E dire che ancora poche settimane fa la questione era tornata d’attualità in considerazione della ripubblicazione di dischi e video. I membri della band avevano promosso sui propri canali individuali le varie iniziative. E qualcuno forse si era illuso che si trattasse di un segnale di apertura nei confronti di una potenziale reunion.
E invece David Byrne, in diverse interviste con numerose testate internazionali, ha definito l’idea di una reunion “un’impresa da illusi”. Per il cantautore oggi 73enne, il tempo non può essere riavvolto: “Quando si è giovani e si ascolta un certo tipo di musica, essa diventa formativa e legata a un periodo irripetibile. Non si può ricreare quel sentimento su un palco decenni dopo”, ha spiegato il cantante.
Lo scioglimento dei Talking Heads
La band si sciolse ufficialmente nel 1991, con un’unica eccezione: la breve esibizione per l’induzione del gruppo nella Rock & Roll Hall of Fame undici anni dopo. Da allora David Byrne ha proseguito una carriera solista ricca di esperimenti, collaborazioni e contaminazioni, spesso lontane dalle sonorità originali del gruppo. Eppure, ogni anniversario e ogni re-release – come quella recente di Stop Making Sense – riaccende puntualmente le speranze dei fan, che il musicista ha però gelato anche questa volta.
Un nuovo album e un tour mondiale
Se i Talking Heads restano nel passato, il presente di David Byrne è invece segnato da un’intensa attività creativa. Il nuovo album Who Is the Sky? arriverà a settembre, portando con sé atmosfere sospese tra sperimentazione e introspezione.
Lo stesso Byrne lo ha definito un disco che offre “sensazioni di speranza e umanità, mi piace definirlo un album terapeutico rispetto al momento difficile che stiamo vivendo. C’è bisogno di bellezza, di calma e di cose positive. Addirittura di ottimismo, se ne siamo capaci”.
Accanto al disco, è stato annunciato anche un lungo tour mondiale che prenderà il via il 21 settembre dagli USA e si estenderà fino alla primavera 2026. È la prima tournée di questa portata dopo gli exploit teatrali di American Utopia, e si preannuncia come un viaggio che alternerà i nuovi brani a rivisitazioni del repertorio più amato, inclusi alcuni classici dei Talking Heads.
Le date italiane
I fan italiani potranno finalmente rivedere Byrne dal vivo: il tour farà tappa anche nel nostro Paese con due appuntamenti speciali. Il 21 e 22 febbraio 2026 l’artista sarà al Teatro degli Arcimboldi di Milano con due date già esaurite. Disponibili solo i VIP Package da 330 euro. Le altre date sono divise tra Germania, Belgio, Olanda, Svizzera, Francia e un segmento di qualche data in più nel Regno Unito. Tutte in teatri molto piccoli rispetto a quelle che sono le richieste dei fan.
Tra passato e futuro
Byrne ha dichiarato di voler bilanciare le scalette, evitando di trasformarsi in un artista “legacy” che si limita a riproporre i successi del passato. “C’è sempre il rischio di scavarsi una buca: se fai troppi brani vecchi diventi subito un’attrazione nostalgica. Io preferisco mescolarli con ciò che sto facendo ora”, ha detto.
Cosa suonerà David Byrne (anche dei Talking Heads)
La scelta di non riunire i Talking Heads, pur lasciando un velo di malinconia, ribadisce il percorso indipendente di Byrne, che negli anni ha spaziato dalla world music al teatro musicale, fino alle sperimentazioni visive.
Con questo nuovo tour mondiale e le due date italiane, dimostra di non aver perso lo spirito avventuroso che lo ha reso uno degli artisti più innovativi e influenti degli ultimi cinquant’anni. Byrne nel corso degli ultimi tour ha sempre proposto alcune canzoni dei Talkking Heads, ma senza esagerare.
Il suo ultimo tour per American Utopia, ormai tre anni fa, lo vide proporre una scaletta di 100 minuti esatti e 21 canzoni. Non una di più: e propose tra gli altri This must be the place, Don’t Worry About the Government, I Zimbra, Slippery People, Once in a Lifetime, Burning Down the House per chiudere con Road to Nowhere.