Home Notizie David Bowie, l’ultimo segreto: il musical settecentesco rimasto incompiuto

David Bowie, l’ultimo segreto: il musical settecentesco rimasto incompiuto

Poco prima di morire David Bowie stava lavoravando a The Spectator, un musical sulla Londra del XVIII secolo: un progetto molto complesso e ambizioso che è stato svelato dal V&A Museum.

6 Settembre 2025 06:30

David Bowie non smette di sorprendere, nemmeno dopo la sua morte avvenuta nel gennaio 2016. A distanza di quasi dieci anni, emerge un tassello inedito della sua eredità artistica: un musical incompiuto ambientato nella Londra del XVIII secolo, intitolato The Spectator.

Il musical di David Bowie

A rivelarlo è stato il V&A Museum di Londra, che dal 13 settembre 2025 esporrà per la prima volta al pubblico gli appunti e i materiali di lavoro dell’artista custoditi nel suo studio privato di New York. Si tratta di quaderni, note adesive e schizzi lasciati sulle pareti, rimasti intatti dalla sua scomparsa e ora raccolti nel nuovo David Bowie Centre a Hackney Wick.

The Spectator: tra cronaca e teatro

Il titolo del progetto non è casuale: Bowie si era ispirato al periodico The Spectator, pubblicato tra il 1711 e il 1712 e noto per raccontare con taglio satirico i costumi della società londinese. Nelle sue note, l’artista immaginava un intreccio teatrale popolato da figure realmente esistite, come Jack Sheppard, il ladro gentiluomo idolatrato dal popolo, e Jonathan Wild, l’uomo che ne decretò la condanna. Non mancavano riferimenti ai Mohocks, giovani aristocratici che terrorizzavano le strade della capitale con aggressioni notturne.

Era una Londra gotica nella quale convivevano emozioni fortissime e contrapposte e che ospitava molto spesso crimini orrendi in una città che si espandeva a macchia d’olio con notevoli problemi di sanità, igiene e ordine pubblico.

Perché David Bowie amava il teatro

David Bowie era affascinato proprio da questo contrasto tra alto e basso, virtù e criminalità, e dal modo in cui il teatro dell’epoca usava il linguaggio musicale per fare anche satira politica. In una delle sue annotazioni, rifletteva sul potere dell’arte di incidere sul presente, proprio come la satira illuminista aveva scosso la Londra georgiana.

Che David Bowie fosse attratto dal teatro non è una novità. Dalla formazione con Lindsay Kemp fino alle dichiarazioni del 2002 alla BBC, in cui confessava il desiderio di scrivere per il palcoscenico, il legame con le arti performative è stato costante. In gioventù aveva persino dichiarato di voler diventare attore prima ancora che musicista, e non aveva mai abbandonato l’idea di un progetto scenico da sviluppare in teatro.

Al mondo del teatro si era rivolto per alcune delle sue parti cinematografiche: da Absolute Beginners, a Labyrinth, a Furyo con interpretazioni che gli sono valsi riconoscimenti e premi.

The Spectator sarebbe stato il coronamento di quel sogno, pensato per un pubblico ampio, mescolando musica, dramma e riferimenti storici.

David Bowie
David Bowie in una foto promozionale del David Bowie Center – Credits David Bowie Archive (Soundsblog.it)

L’eredità al V&A

Il musical The Spectator rimasto incompiuto, testimonia il desiderio di Bowie di continuare a sperimentare anche negli ultimi anni, spingendosi oltre il linguaggio del rock per entrare nel territorio del teatro musicale.

Con l’apertura del David Bowie Centre, che raccoglie tutto quello che l’artista britannico ha lavora in oltre cinquant’anni di carriera, i fan avranno accesso non solo a questo progetto segreto ma a un archivio monumentale: oltre 90.000 oggetti tra testi, strumenti, costumi, setlist manoscritte e opere d’arte. Circa 200 pezzi saranno esposti permanentemente, mentre studiosi e appassionati potranno richiedere di consultare materiali specifici che saranno custoditi in modo più riservato

L’iniziativa si inserisce nell’ambito di David Bowie Is, la mostra del 2013 al V&A che divenne la più visitata nella storia del museo. Ora, con The Spectator e un patrimonio creativo senza precedenti, Bowie continua a parlare al futuro, offrendo ispirazione a nuove generazioni di artisti.

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