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Claudio Ambrosini e il Concorso Farulli: la sfida dei giovani quartetti d’archi

La sesta edizione del concorso internazionale di composizione per quartetti d’archi junior Piero Farulli ha ricevuto 96 partiture da 5 continenti. Scopri i vincitori e il

4 Novembre 2026 22:07

Novantasei partiture arrivate da Europa, Asia, Africa, Nord e Sud America: sono i numeri della sesta edizione del Concorso Internazionale di Composizione Piero Farulli, dedicato ai quartetti d’archi per giovani musicisti, che confermano come questo appuntamento si sia ritagliato uno spazio preciso nel panorama della musica contemporanea. Tra i giurati chiamati a valutare quel volume di materiale c’era anche Claudio Ambrosini, compositore e direttore veneziano classe 1948, vincitore del Prix de Rome nel 1985 e figura di riferimento nella composizione italiana degli ultimi decenni.

Chi ha vinto la sesta edizione del Farulli

I vincitori della sesta edizione sono Giacomo Minazzi e Giordano De Nisi. In particolare, Minazzi si è aggiudicato il primo posto nella sezione A — quella riservata alle composizioni per quartetti d’archi di giovanissimi — con un verdetto unanime della giuria. La motivazione ufficiale cita la sua vocazione didattica e l’attenzione alle nuove tecniche esecutive: due elementi che, in un concorso pensato esplicitamente per la formazione musicale dei più giovani, contano quanto la qualità compositiva in senso stretto.

Nella stessa sezione sono stati menzionati anche Benjamin Zucker (USA) e Zhanming Hu (Cina), a conferma di quanto il Farulli abbia ormai una proiezione internazionale autentica, non di facciata. Novantasei partiture da cinque continenti non sono un dato scontato per un concorso dedicato alla scrittura per quartetto d’archi junior.

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La giuria: Battistelli presidente, Ambrosini tra i componenti

La giuria della sesta edizione era presieduta da Giorgio Battistelli e composta da Lucia Ronchetti, Claudio Ambrosini, Hristina Susak e Daniel Herrera. Un panel che mescola generazioni e provenienze geografiche diverse, coerente con la natura internazionale del concorso.

Ambrosini, nato a Venezia il 9 aprile 1948, porta in giuria un’esperienza compositiva lunga oltre cinquant’anni e una prospettiva precisa su come la scrittura per archi si sia trasformata nel tempo. La sua presenza non è decorativa: il Prix de Rome del 1985 e una carriera costruita tra commissioni, orchestre e istituzioni europee lo collocano in una posizione da cui osservare le partiture dei giovani compositori con occhi che sanno distinguere l’originalità dall’imitazione.

Il concorso di composizione per quartetti d’archi: struttura e organizzatori

Il concorso di composizione per quartetti d’archi intitolato a Piero Farulli è organizzato dall’Associazione Piero Farulli in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra della Toscana e Ricordi Universal. La combinazione di questi partner non è casuale: l’Accademia porta il peso istituzionale e la tradizione, l’Orchestra della Toscana il radicamento territoriale e la vocazione alla musica contemporanea, Ricordi Universal la connessione diretta con l’industria editoriale musicale.

Il fatto che una delle principali case editrici musicali al mondo partecipi all’organizzazione dice qualcosa di concreto sulla posta in gioco per i vincitori: non si tratta solo di un riconoscimento simbolico, ma di un potenziale ingresso in un circuito professionale reale. Per un giovane compositore, vedersi pubblicato o distribuito da Ricordi Universal significa avere accesso a orchestre, ensemble e programmatori che altrimenti sarebbero difficili da raggiungere.

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Perché il quartetto d’archi rimane una forma centrale per la formazione

Il quartetto d’archi è una delle forme più esigenti della scrittura cameristica: quattro voci, nessun elemento percussivo o armonico esterno, nessuna possibilità di nascondersi dietro la massa orchestrale. Per un compositore giovane, misurarsi con questa forma significa fare i conti con la trasparenza totale della scrittura. Ogni scelta di voicing, ogni distribuzione delle linee melodiche, ogni gestione del silenzio è immediatamente leggibile — e giudicabile.

Non è un caso che il Farulli abbia scelto proprio questa formazione come campo di lavoro per i compositori junior. La sezione A, quella vinta da Minazzi, aggiunge un ulteriore livello di complessità: scrivere per quartetti d’archi composti da giovanissimi musicisti richiede di calibrare le difficoltà tecniche senza rinunciare alla qualità compositiva. La giuria ha premiato esplicitamente chi ha saputo tenere insieme questi due piani, la vocazione didattica e l’innovazione nelle tecniche esecutive.

La presenza di compositori da Cina, USA e da tutto il continente europeo tra i partecipanti suggerisce che questa tensione tra accessibilità e ricerca sia percepita come stimolante, non come un limite. Il quartetto d’archi junior non è una categoria minore: è un banco di prova che mette alla prova la maturità compositiva in modo diverso, ma non meno rigoroso, rispetto alla scrittura per ensemble professionale.

Con la sesta edizione alle spalle e un bacino di partecipanti che continua ad allargarsi geograficamente, il concorso di composizione per quartetti d’archi dedicato a Piero Farulli si conferma come uno degli osservatori più utili per capire dove sta andando la nuova generazione di compositori — e quali strumenti, tecnici e concettuali, porta con sé. Il fatto che figure come Ambrosini e Battistelli scelgano di sedersi in giuria non è un dettaglio di protocollo: è un segnale di quanto questo spazio venga considerato rilevante da chi la musica contemporanea la pratica da decenni. Per approfondire il profilo del concorso e i suoi vincitori, il riferimento diretto è il sito dell’Associazione Piero Farulli.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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