Concerti all’aperto, vaccini, tamponi e variante Delta: il parere degli esperti sul caso “Lollapalooza”

In America preoccupa il festival all’aperto Lollapalooza: circa 100.000 persone presenti. Il parere degli esperti tra vaccini e variante Delta

I concerti all’aperto, in questa estate 2021, come accaduto lo scorso anno, sono una boccata d’ossigeno per il settore dei lavoratori dello spettacolo e per permettere alla musica live di esistere, di vivere o, purtroppo, sopravvivere. E’ necessario tornare, con tutte le dovute sicurezze e controlli, ad una sorta di quella citata “normalità che fu”. Con i vaccini, il Green Pass e i tamponi, si tenta di arginare o limitare il più possibile l’aumento di casi positivo e dell’espansione del virus. A complicare, in parte, questo panorama già non così semplice, è arrivata anche la discussa variante Delta, alla quale ci si riferisce parlando spesso di maggiore contagiosità. Qua, in Italia, le condizioni per i concerti e Festival all’aperto sono molto rigide e permettono un controllo accuratissimo del pubblico presente. Diversamente, avviene in America. E il caso Lollapalooza è sotto attenta sorveglianza (a posteriori…).

Le preoccupazioni per il Festival all’aperto Lollapalooza di Chicago

Lollapalooza

Pochi giorni fa, ad esempio, il festival di musica all’aperto Lollapalooza ha portato migliaia di persone al Grant Park di Chicago. Da mercoledì a domenica, grandi gruppi di spettatori senza mascherina sono stati immortalati da video e foto mentre applaudono e si godono i live. Gli organizzatori non hanno rilasciato numeri ufficiali di partecipazione, ma si parla di oltre 100.000 persone presenti. Anche in quel caso, c’erano precise regole da seguire: il festival richiedeva ai partecipanti di presentare la loro tessera di vaccinazione indicando che erano completamente o parzialmente vaccinati oppure un tampone Covid negativo entro 72 ore dalla presenza e indossare la mascherina.

In quel caso, a preoccupare, è l’elevato numero di persone. Circa 100.000 presenze in pochi giorni, senza distanze di sicurezza, sebbene all’aperto. Una realtà da noi ancora fantascienza.

A prendere parole, oltreoceano, su quanto avvenuto, ci ha pensato il dottor Jorge Parada, direttore medico del programma di controllo delle infezioni di Loyola Medicine: “Più il posto è affollato, più è probabile che accada”.

Festival musicali, contagi e variante Delta: il commento e il parere di alcuni esperti americani

Lollapalooza contagi

Vi avevamo anche parlato di un altro caso, qualche settimana fa, ricordate? A luglio, il festival all’aperto Verknipt nei Paesi Bassi ha seguito regole simili a Lollapalooza (i partecipanti dovevano mostrare un codice QR che dimostrasse che erano completamente vaccinati, prova di un test Covid negativo o infezione recente), ma alla fine, più di 1.000 persone sono risultate positive a seguito dell’evento.

Mercedes Carnethon, vicepresidente di medicina preventiva presso la Northwestern University Feinberg School of Medicine, è piuttosto scettica perché teme, già alla base, tentativi per bluffare e ingannare le misure di sicurezza: finti responsi di tamponi, modificati ad hoc o vaccinazioni esibite ma contraffatte.

“Quando le tue misure di sicurezza si basano sull’onestà delle persone, è un po’ difficile fare affidamento. Penso che la stragrande maggioranza delle persone cercherà di fare la cosa giusta, ma alcuni non lo faranno”.

Ad essere problematica è anche quanto emerso, che anche le persone vaccinate possono essere infettate e trasmettere la variante delta, sebbene sia più rara. Nonostante i casi rivoluzionari negli individui vaccinati tendano ad essere più lievi, possono comunque diffondere Covid a persone che non sono vaccinate o che sono vulnerabili a gravi malattie.

Chicago stava “andando abbastanza bene” con i tassi di vaccinazione, arrivato intorno al 60%:

“Ma invitare persone da tutto il paese in città per il festival [Lollapalooza], che si rivolge in gran parte alla fascia di età che ha meno probabilità di essere vaccinata, ha certamente comportato dei rischi”

Per Carnethon, il rischio è anche legato proprio al viaggio per raggiungere questi luoghi di eventi: alloggiare in un hotel affollato o prendere i mezzi pubblici come treni e bus navetta per andare e tornare dagli spettacoli. Tutte condizioni che potrebbe essere fonte di contagio.

“Quindi, anche se il CDC non richiede alle persone completamente vaccinate di indossare una maschera all’aperto, dato l’ambiente affollato di un concerto e il fatto che molte persone urleranno o acclameranno, è una buona idea tenere la mascherina in mezzo ad una folla. Indossa una mascherina per ogni incontro in cui ti trovi in ​​uno spazio piccolo e ristretto. Ad esempio, usando i bagni portatili, aspettando in fila per un drink o stando in piedi in uno spazio in cui le persone sono schiacciate molto vicino a te. Quello che stiamo imparando su questa particolare variante è che i carichi virali sono inizialmente più alti, quindi il tempo di esposizione è più breve

Il consiglio comune degli esperti è uno: dopo aver partecipato a un festival, è consigliabile monitorare i sintomi di Covid 10-14 giorni dopo. In genere, i picchi si verificano due settimane dopo un evento.

Parada aggiunge:

“Siamo tutti un po’ incerti su cosa farà Lollapalooza per quanto riguarda l’essere un potenziale importante evento di diffusione del Covid”

Quell’incertezza che, purtroppo, regna ancora…