Claudio Baglioni a Lampedusa, anteprima dell’ultimo tour: festa, polemiche e tutte le cifre
L’anteprima zero di Claudio Baglioni a Lampedusa accende entusiasmo ma anche molte discussioni soprattutto sui costi e l’impegno – notevole – di risorse pubbliche
Claudio Baglioni ha scelto Lampedusa per l’anteprima zero del suo ultimo viaggio live, il “Grand tour La vita è adesso”. Non un luogo qualunque: per dieci anni l’artista ha legato il proprio nome all’isola con il festival O’ Scià, portando musica e attenzione su un territorio simbolo del Mediterraneo.
Claudio Baglioni a Lampedusa
La data è 27 settembre, allo stadio comunale dell’isola: uno show gratuito per il pubblico che anticipa un progetto più ampio, destinato a trasformarsi nel 2026 in un tour che porterà il cantautore romano in decine di città italiane per quella che di fatto sarà la sua ultima grande cavalcata di live in vista della conclusione della sua attività artistica, già annunciata lo scorso anno.
Nel cuore del set, l’omaggio ai 40 anni di La vita è adesso, album-racconto di un’epoca che Baglioni ha voluto rilavorare e riregistrare per l’anniversario, riportandolo in scena con arrangiamenti attuali e una band allargata.

Claudio Baglioni, l’evento dentro una tre giorni per i giovani
Il concerto non vive isolato: fa parte infatti della più ampia manifestazione pubblica “L’isola, i giovani e il futuro”, una tre giorni (dal 25 al 27 settembre) di attività, incontri, laboratori e momenti di spettacolo dedicati alla valorizzazione di Lampedusa ma soprattutto al coinvolgimento dei giovanissimi. L’artista, spesso a Lampedusa in vacanza, molto legato all’isola anche da un punto di vista personale, è ospite d’eccezione del programma e, oltre allo show, è atteso in alcuni momenti di dialogo con i giovani.
L’obiettivo è quello di unire musica, formazione e promozione territoriale in un unico programma diffuso.
Le cifre che fanno discutere
E qui si accende la polemica. Il costo della produzione dello spettacolo (affidata con procedura negoziata alla società Friends & Partners) e delle attività connesse alla tre giorni ha superato la soglia dei 700 mila euro, con stime che in alcuni atti e ricostruzioni giornalistiche sfiorano gli 800 mila euro. A queste cifre si sommano circa 100 mila euro per adeguare e sistemare le aree esterne al campo sportivo che non erano adeguate a un evento così importante.
Un punto da chiarire, sostenuto dal Comune: il concerto è gratuito per gli spettatori e la spesa è coperta da fondi pubblici dedicati a iniziative giovanili e di promozione (coinvolte, secondo quanto comunicato, anche alcune strutture ministeriali e l’Agenzia italiana per la gioventù).
La risposta del Comune di Lampedusa
Il Comune sottolinea che non si tratta di soldi sottratti al bilancio ordinario dell’isola: “Se non usati così sarebbero andati altrove” replica il sindaco Filippo Mannino che ha ribadito che Baglioni e i musicisti “non prenderanno un euro” per questo concerto.
Le somme stanziate coprono produzione, tecnici, service, sicurezza, logistica, trasporti e ospitalità per oltre cento persone coinvolte nel progetto. Tradotto: l’investimento sarebbe interamente assorbito dalla macchina organizzativa e dagli occupazionali legati all’evento. Secondo il primo cittadino, se si fossero dovuti pagare anche i cachet artistici, la cifra sarebbe cresciuta di diverse centinaia di migliaia di euro.
Claudio Baglioni e Lampedusa, le critiche
Le associazioni locali – in primis Obiettivo Pelagie – chiedono però una riflessione: con risorse così consistenti, non sarebbe stato più utile intervenire su strade, servizi sanitari (come la guardia medica di Linosa), supporti agli studenti fuori sede o progetti di inclusione?
A ciò si aggiunge un tema di opportunità e trasparenza sulle modalità di affidamento: la procedura senza bando ha alimentato il dibattito, sebbene sia uno strumento previsto dal codice per eventi di particolare complessità e urgenza.
Cosa vedremo sul palco: set, band e focus su “La vita è adesso”
Sul piano artistico, Claudio Baglioni promette uno spettacolo diverso in ogni tappa. L’anteprima di Lampedusa, una sorta di prova generale, servirà da test per suoni, scaletta e soluzioni sceniche. È plausibile aspettarsi l’esecuzione integrale o quasi di “La vita è adesso”, ripensata in chiave contemporanea, affiancata da classici come Questo piccolo grande amore, E tu…, Strada facendo, Avrai – che non mancano mai nella scaletta del cantante – e da alcune pagine più narrative del suo repertorio anni ’90 e 2000. La band supera la ventina di elementi tra sezione ritmica, fiati, archi e voci: una macchina sonora ampia, coerente con l’idea di “grande viaggio”. Un progetto completamente diverso da quello che negli ultimi anni aveva visto Baglioni impegnato in teatro da solo con tre tastiere e senza alcun musicista sul palco.
L’ultimo tour: cosa succede nel 2026
L’anteprima di Lampedusa apre la strada al tour 2026: circa 40 città in calendario, con un impianto scenico imponente pensato per palazzetti e grandi teatri e una narrazione musicale che attraversa cinquant’anni di carriera.
Il titolo, “Grand tour La vita è adesso”, è una dichiarazione d’intenti: ripartire da un album-manifesto per celebrare un’eredità popolare e colta, una scrittura melodica capace di parlare al paese reale senza rinunciare all’ambizione narrativa.