Home Notizie Cinquantacinque anni fa il leggendario concerto dell’Isola di Wight: un capitolo irripetibile della storia del rock

Cinquantacinque anni fa il leggendario concerto dell’Isola di Wight: un capitolo irripetibile della storia del rock

L’Isola di Wight, piccola perla al largo della costa meridionale dell’Inghilterra, divenne il 23 agosto 1970 il centro del mondo musicale per un evento di importanza e rilievo epocale nella storia della musica rock

23 Agosto 2025 12:30

Nato come un piccolo festival locale, il 23 agosto 1970 il Festival Rock dell’Isola di Wight è diventato grande: un palco piccolo di fronte a una platea immensa di oltre 600mila persone che quasi non riuscivano a percepire il flusso musicale di note e interpreti.

Perché gli organizzatori avevano predisposto un impianto di amplificazione del tutto inadeguato rispetto all’immensa folla che si presentò per assistere agli show.

Nasce il mito del Festival dell’Isola di Wight

Ed è così che l’Isola di Wight i trasformò in un evento epocale, attirando centinaia di migliaia di persone e ospitando sul palco alcune delle più grandi leggende della storia del rock in un evento davvero irripetibile. La versione europea del mito di Woodstock.

Il Festival dell’Isola di Wight del 1970 è oggi ricordato come uno degli appuntamenti simbolo della controcultura e dell’epoca d’oro della musica dal vivo.

Festival di Wight, un cartellone da sogno

Il line-up di quell’edizione resta uno dei più impressionanti mai messi insieme. Sul palco salirono artisti che oggi costituiscono la colonna portante della storia del rock e che proprio in quel periodo storico erano all’apice della loro storia musicale: The Who, The Doors, Jimi Hendrix, Miles Davis, Joni Mitchell, Emerson, Lake & Palmer (praticamente all’esordio assoluto). E ancora Free, Ten Years After, Taste con Rory Gallagher, Joan Baez, Sly & The Family Stone, Moody Blues. In pratica, un’intera enciclopedia della musica racchiusa in pochi giorni.

Una folla immensa

I primi ospiti della rassegna arrivarono sull’isola tra il 22 e il 23 agosto per una serie di eventi di apertura. Ma il festival vero e proprio si svolse dal 26 al 31 agosto 1970, proprio un anno dopo Woodstock. Anche per questo molti considerano la rassegna di Wight la risposta ai grandi festival americani.

La risposta del pubblico fu immensa, decisamente superiore a qualsiasi aspettativa ma anche a quelle che erano le capacità ricettiva dell’isola e dei suoi sistemi di collegamento alla terraferma. Le stime, del tutto indicative, parlano di un numero tra le 600mila e le 700mila persone, una cifra tale da rendere impossibile il controllo dell’evento e da porre seri problemi di logistica e sicurezza. Per giorni ci furono problemi igienici legati all’uso dei bagni e dell’acqua. Ma la gente voleva semplicemente esserci.

Jimi Hendrix e l’ultima grande esibizione

Tra i momenti più iconici del festival ci fu senza dubbio l’esibizione di Jimi Hendrix. Il chitarrista salì sul palco il 30 agosto, meno di tre settimane prima della sua tragica morte avvenuta per overdose.

Fu uno show controverso, con un Hendrix stanco, sicuramente non lucido e a tratti sopraffatto dalle difficoltà tecniche e dai dissidi interni con la sua band, ma comunque capace di regalare momenti di pura magia. La sua versione di Machine Gun e le improvvisazioni che portarono il pubblico in territori sonori mai esplorati restano incise nella memoria collettiva. Anche se non fu certo quello di Wight uno dei suoi concerti più memorabili.

Ultimo show dei The Doors

Fu di fatto l’ultima esibizione europea anche per i The Doors. Jim Morrison, ormai stanco e appesantito, infastidito dalla sempre maggiore attenzione che i giornali dell’epoca gli dedicavano ma anche da disinteresse per quelle che erano invece le sue raccolte di testi e poesie, aveva già deciso di trasferirsi negli Stati Uniti.

Due settimane dopo sarebbe partito anche perché doveva presenziare ad alcuni processi che lo vedevano indagato. Con lui a Wight c’era anche la fidanzata Pamela: fu lei a svegliarlo quando la band era stata chiamata sul palco da alcuni minuti. Morrison era addormentato nella sua roulotte. Il cantante dei Doors sarebbe rientrato in Europa l’anno dopo: morì a Parigi stroncato da un malore.

Il primo concerto degli Emerson Lake and Palmer

In compenso l’Isola di Wight tenne a battesimo gli Emerson Lake and Palmer che si stavano affacciando alla scena internazionale con una proposta rock straordinaria, tra classico e progressive. Il loro show fu dirompente: famoso il momento in cui Keith Emerson durante un assolo, nella pretesa di reggere sei note con la sola mano destra, prese un coltello e lo piantò nella tastiera del suo Hammond, che rovesciò e suonò al contrario, ribaltato sul palco.

Festival Isola Wight, Keith Emerson
Keith Emerson dietro il suo organo Hammond – Credits X, @emersonlakeandpalmer (Soundsblog.it)

Le tensioni politiche e sociali

Il Festival dell’Isola di Wight non fu solo musica. Il 1970 era un anno segnato da tensioni sociali e da un crescente movimento giovanile che rivendicava spazi e libertà e che manifestava contro il potere degli oligarchi e le guerre. Durante l’evento, gruppi di contestatori cercarono di forzare l’ingresso gratuito al festival, sostenendo che la musica dovesse essere libera e accessibile a tutti. Gli organizzatori si trovarono così in mezzo a un conflitto tra il bisogno di sostenere economicamente l’evento e le istanze della controcultura. Il clima di tensione fu palpabile e in alcuni momenti degenerò in scontri, ma nonostante questo il festival riuscì a concludersi.

Joni Mitchell e un’esibizione interrotta

Uno degli episodi più raccontati riguarda Joni Mitchell. Durante la sua esibizione, alcuni manifestanti salirono sul palco interrompendo lo show. La cantautrice canadese reagì con calma, invitando il pubblico a recuperare la concentrazione e ricordando a tutti l’importanza della musica come strumento di unione e di dialogo. Le sue parole e il suo atteggiamento costruttivo contribuirono a trasformare un momento di caos in una lezione di umanità e resilienza. I manifestanti scesero dal palco abbracciandola. E il suo concerto si concluse senza ulteriori incidenti.

Un’eredità incancellabile

Miles Davis, con il suo ensemble elettrico, propose un set sperimentale che lasciò molti spettatori spiazzati, ma che col tempo è stato rivalutato come una pietra miliare nella fusione tra jazz e rock.

Il Festival dell’Isola di Wight del 1970 fu l’ultimo a essere organizzato in quell’isola per molti anni: la legge britannica, spaventata dalla portata dell’evento, proibì infatti raduni così imponenti sull’isola fino al 2002, quando il festival venne ripreso in una forma moderna. Nonostante questo, il mito dell’edizione del 1970 non ha mai smesso di crescere. Le registrazioni audio e video di quei giorni sono state pubblicate nel corso degli anni, permettendo alle nuove generazioni di rivivere quell’atmosfera unica.

Ancora oggi, a distanza di oltre cinquant’anni, il Festival dell’Isola di Wight del 1970 rimane un simbolo della libertà, della creatività e delle contraddizioni di un’epoca irripetibile. Non fu soltanto un concerto, ma un crocevia di arte, politica e società: un momento in cui la musica si fece specchio delle speranze e delle inquietudini di un’intera generazione.

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