Chiamami Radio2, Federica Elmi si racconta: “Questo programma ti fa fare i conti con le emozioni”. L’intervista
Chiamami Radio2 è una delle novità più interessanti del palinsesto di RadioRai, ne abbiamo parlato con la conduttrice Federica Elmi che ci ha portato dentro una puntata del programma.
Chiamami Radio2 non è solo un programma: diventa un’esigenza. Questo è quello che emerge ascoltandolo con assiduità. Riportare la radio alla sua funzione più romantica: emozionare con un gesto, attraverso la messa in onda di una canzone. Un brano che, per alcuni, vuol dire tutto e vale una vita. Chiamami Radio2 apre le linee e lascia spazio a dediche e storie di qualsiasi tipo.
A renderlo possibile è la voce di Federica Elmi, che fa da tramite in questo viaggio emozionale, e il tocco del maestro Agostino Penna che interpreta – avendo capacità e competenze – le canzoni dal vivo. Tutto autentico e proprio questa genuinità – applicata al mezzo radiofonico – spiazza perchè ascoltando il programma sembra di tornare indietro nel tempo.
Chiamami Radio2, a tu per tu con Federica Elmi
Quando c’era meno pressione, anche alla radio, e maggiore spontaneità. Le storie degli ascoltatori (e di chi interviene durante il programma) si intrecciano con mille possibili collegamenti che danno vita a uno scambio collettivo di storie e momenti. Ognuno da mettere in musica. Di questa sorta di rivoluzione radiofonica ne abbiamo parlato con la conduttrice del format Federica Elmi che ci ha portato, metaforicamente, dentro una puntata dello show: Chiamami Radio2 è figlio di tanto lavoro e concentrazione. Elmi ci ha spiegato come si fa, senza tralasciare gli aspetti più emozionanti di questo mestiere. Fare radio resta una questione di cuore, oltre che di voce.
Che sensazione è arrivare nella stagione di Radio2 con il palinsesto più rinnovato degli ultimi anni?
La sensazione, sicuramente, è quella di grande adrenalina: lavorativamente parlando è eccitante misurarsi in un contesto nuovo e stimolante. C’è anche la responsabilità dell’azienda che rappresento. Essere una voce in RadioRai è comunque motivo di orgoglio e attenzione maggiore. Senti proprio l’importanza di essere pronta e un riferimento vocale per il Servizio Pubblico.

Com’è cambiata la tua routine in questa nuova veste radiofonica?
È cambiato tutto, per sei anni ho condotto Le Lunatiche a Radio2. Quindi andavo in onda il sabato e la domenica notte, quindi avevo settato la mia vita su dei ritmi totalmente sballati. Avevo però molto tempo libero per quanto riguarda la radio, almeno. Ora, invece, sono in onda ogni giorno e invece ho nuovamente il weekend libero che ancora devo scoprire cosa sia realmente (ride ndr). La mia vita si sta nuovamente riassestando attorno a quello che, personalmente, considero il tassello centrale del puzzle: la radio.
Dentro una puntata del programma: “Agostino Penna è il climax della trasmissione”
In Chiamami Radio2 si rimettono al centro le emozioni radiofoniche: come si prepara un programma del genere?
C’è un grande lavoro prima di andare in onda che riguarda me, ma soprattutto il mio collega Agostino Penna che rappresenta il climax del programma. Abbiamo riportato il concetto delle dediche in radio, su idea di Agostino e del Direttore di Radio2, che era ed è sempre stato uno dei leitmotiv della radiofonia con l’aggiunta della musica dal vivo. Quindi serve una grande preparazione per un certo tipo di esibizioni che, poi, si vanno a fare. Si aprono le linee e, dopo aver invitato gli ascoltatori a chiamare e dedicare, andiamo a creare una sorta di colonna sonora. Linea guida per tutto il viaggio radiofonico che faremo insieme agli appassionati.

Quando arrivano determinate storie, è difficile contenere le proprie emozioni restando istituzionali?
Fare radio significa anche avere a che fare con le emozioni. Questo programma, inevitabilmente, ti fa fare i conti anche con stati d’animo profondi. Senz’altro non è possibile mettersi a piangere a dirotto, ma ci sono inevitabilmente storie più emozionanti di altre e uno speaker non è immune alle reazioni. Un conduttore alla radio è sempre sè stesso: non interpreta un ruolo. Quando mi arriva un’emozione particolare, io posso rispondere solo come Federica. Poi, ovviamente, ci sono vari modi di mostrare quello che si prova anche attraverso la voce.
Radio2 ha come punto di forza anche la radiovisione: è un valore aggiunto oppure no per il tipo di programma che conduci?
La radiovisione è sicuramente un viatico in più per mettere in contatto gli ascoltatori con il mezzo radiofonico. Si può ascoltare la radio anche attraverso la tv o lo smartphone. Sicuramente l’emozione della voce fa la differenza rispetto alla forza delle immagini, però questa nuova frontiera della radio può essere senz’altro una maggiore possibilità per creare rete e far appassionare sempre più persone al programma. Io ho vissuto sia l’epoca in cui lo speaker era solo una voce, sia i tempi – come quelli attuali – in cui si compare anche in video. L’importante è restituire qualcosa al pubblico che sceglie quotidianamente certe frequenze.
Il rapporto con i social
L’avvento dei social ha cambiato anche la radio: tu che rapporto hai con gli estimatori sui social media e come gestisci eventuali haters?
I social fanno parte del nostro lavoro. Il modo in cui li uso è condizionato anche da una “missione” lavorativa che devo portare avanti. Inevitabilmente fanno parte anche della mia vita, sono una componente del mio quotidiano. Sono una conduttrice radiofonica che ha vissuto diverse frontiere della comunicazione, crescendo dentro questo calderone in evoluzione. La mia vita è influenzata anche dalle reazioni social, ma restano una parte di me. Non tutto. Gli estimatori fanno sempre piacere, mentre la gestione degli haters può essere complessa ma per quanto mi riguarda bisogna fare un distinguo. Se c’è la critica costruttiva, anche online, ben venga. Altrimenti esiste sempre il tasto blocca (ride ndr), ma finora haters ostinati non ne ho mai avuti.
Chiamami Radio2 è un viaggio in evoluzione, all’interno della trasmissione si creano sinergie particolari anche con gli ospiti in studio…
Questo programma è unico nel suo genere perchè gli ospiti che vengono invitati non sono lì per essere intervistati, ma per condividere insieme un ricordo, una suggestione, un momento della loro vita particolare. Da noi, chiunque arriva si mette a nudo spontaneamente e racconta una parte di sè grazie ai ricordi o i rimandi che una canzone gli può suscitare. Quindi, sì: è sempre una novità e si crea un bel clima anche grazie a chi viene a trovarci in studio.
Il futuro in radio tra certezze e nuovi progetti
L’offerta musicale ha la sua importanza: le canzoni dei cantautori sembrano essere le più richieste, ma anche altri tipi di musica possono agevolare determinate emozioni?
Assolutamente sì. Io musicalmente sono una persona che ascolta e viene a contatto con qualunque cosa e ho imparato, anche grazie a questo lavoro, che qualsiasi canzone – di qualunque genere – può farti scattare qualcosa nella testa e regalarti un’emozione. Un brivido particolare. Noi cerchiamo di farlo soprattutto con il contributo fondamentale di Agostino Penna che è quello in grado di replicare qualunque tipo di richiesta.
Il tuo presente professionale come voce ha tanti appuntamenti importanti, cosa stai facendo oltre la conduzione di Chiamami Radio2?
Oltre alla conduzione di questo nuovo programma su Radio2 sono anche una speaker pubblicitaria e narrativa. Il mercato, da qualche anno, ha visto la ribalta dei podcast e le voci per questo tipo di contenuti sono fortemente richieste. Tra gli impegni che ho abitualmente c’è quello con Rivista Militare. Sono la loro voce di riferimento per quanto riguarda i contenuti audio. Quindi, quando mi arrivano questo tipo di lavori, speakero, leggo, interpreto gli articoli che pubblicano e mi permettono di essere molto presente anche su tematiche scottanti e particolarmente dure come le vicende che riguardano i conflitti in corso. Agli ascoltatori, però, dò appuntamento con la prossima diretta di Chiamami Radio2 che può essere ascoltato anche su RaiPlaySound con le repliche delle puntate precedenti a quella che andrà in onda.