Cesare Cremonini, racconti e confessioni di live: “Il pubblico si meritava un disco speciale”
Uscito nella notte, ascoltato in rotazione radiofonica già questa mattina, CremoniniLIVE25 è il disco live che sintetizza il tour dello scorso anno di Cesare Cremonini che ne ha approfittato per incontrare il suo pubblico alla Milano Music Week rispondendo a molte domande e curiosità
CremoniniLIVE25, un numero non a caso perché quel 25 non sta solo a sintetizzare l’ultimo tour negli stadi di Cesare Cremonini ma dice anche che, ridendo e scherzando, è passato un quarto di secolo dai suoi esordi e dai Lunapop. Ed è l’occasione per fare un po’ di bilancio.
Cesare Cremonini e il suo pubblico
In una giornata pienissima tra visite a tutte le principali radio e moltissima promozione, Cesare Cremonini dedica l’appuntamento più atteso al suo pubblico in uno degli eventi più attesi della Milano Music Week. Seduto sul palco del Piccolo Teatro Grassi, Cesare scherza, si emoziona, a tratti si fa serissimo. È evidente quanto tenga a questo triplo album dal vivo che fotografa i tredici stadi vissuti dal vivo nel corso dell’ultima estate… “Devo praticamente tutto al mio pubblico e se proprio dovevo scegliere un modo per ringraziare, per metterlo al centro, questo era il modo. Tenevo tantissimo a questo disco dal vivo dove la gente presente si riconoscerà. E quella che non c’era in qualche modo potrà rivivere molto di quello che non ha potuto vivere”.
Un disco impegnativo, a cominciare dai live che in Italia possono sempre essere una clamorosa incognita per chiunque: “È stata una sfida, ma senza sfide non ci so stare. Devo sempre alzare un pochino la mia asticella e mettermi alla prova. La vita, soprattutto la mia, richiede energia, senza benzina non va nemmeno una Ferrari. Quando la benzina finisce devo tornare dove sento di essere sul filo del rasoio, dove rischi tutto e non sai se sei un genio o un coglione. È lì che sto davvero bene”.
La passione per questo lavoro
Di questa carriera così consolidata e appagante la persona più sorpresa forse è proprio lui: “Intendiamoci, io ce l’ho messa davvero tutta – dice Cesare – ma i momenti no ci sono stati e sono stati anche tanti. Posso solo dire che fare un bilancio è prematuro anche se non avrei mai immaginato di poter provare una passione così grande come quella che provo per questo lavoro. I conti su quello che ho fatto si faranno un giorno, non oggi, ho ancora troppe cose da fare. Oggi se mai l’obiettivo è semplicemente quello di stare bene facendo quello che amo”.
Alaska Baby, la luce dopo il buio
Da un momento di rottura e di crisi è nato proprio il disco che ha riacceso il motore, Alaska Baby: “Ecco… a un certo punto ho sentito di aver finito la benzina. Il motore era lo stesso e magari andava anche bene ma non andava più. La mia manager mi ha detto… ‘la priorità sei tu, cosa che forse hai dimenticato negli ultimi 25 anni’. Dunque sono partito da me”.
Il viaggio in Alaska è servito a vedere facce sconosciute, spegnere il rumore di fondo e ascoltarsi di nuovo: “In Alaska dove molti si perdono definitivamente o decidono di nascondersi e non tornare più io mi sono ritrovato. Ho cercato il silenzio e ho ritrovato la musica e la mia prospettiva – racconta – è da lì che è nata San Luca, la canzone che parla più di casa. E quando l’ho fatta sentire a Luca Carboni gli ho detto: parla di te. È stato un cerchio che si chiudeva”.
Quel viaggio, fisico e mentale, ha cambiato il suo modo di lavorare. “Ho imparato a pensare meno al risultato e più a quello che amo fare. Questo disco mi ha insegnato a vivere sempre così: inseguo da 25 anni quella sensazione e adesso l’ho ritrovata”.

CremoniniLIVE25, il pubblico protagonista e gli amici sul palco
CremoniniLIVE25 non è solo un live: “Direi che è il ritratto di un artista fortunato e che sta molto bene e che riesce a tradurre in un concerto il massimo della sua espressione creativa ma anche la testimonianza di un rapporto quasi fisico con chi sta sotto il palco. Il pubblico ti investe come un’onda anomala, ti dà qualcosa di sconvolgente, ma allo stesso tempo chiede, pretende e per farti sentire la vibrazione vera della musica live al massimo della sua potenza, ti vuole al massimo. È in questo senso che il pubblico è il vero protagonista del disco”. .
Nel triplo album ci sono anche tutti i duetti che hanno segnato il tour: “Jovanotti che arriva negli stadi per cantare Mondo e un’Ombelico del mondo in versione terremoto, Luca Carboni che si riaffaccia alla gente dopo la malattia per condividere San Luca e Mare mare, Elisa che fa sua Aurore boreali e presta la sua voce ai cori di Ragazze facili. Avevo chiesto a Lorenzo, Luca ed Elisa di poter inserire quei momenti nel disco, senza di loro non avrebbero senso, sono pezzi di vita condivisa, non è una questione di featuring. Volevo che restassero fissati per sempre”.
Imparando a suonare il Sax
In tutto questo Cesare studia: “Amo imparare le cose che non so, soprattutto quello che non so fare. Quindi ho studiato e ho imparato a suonare un po’ di fisarmonica che ho portato sul palco, ultimamente il sax (lo si è visto con il sax proprio durante il tour di Carboni a Milano n.d.r.), cerco di mettermi alla prova con gli arrangiamenti. È così che ricordo a me stesso quanto prima di ogni altra cosa io sia un musicista. Amo studiare, cambiare strumenti, rimettermi in discussione. È il mio modo di restare vivo”.
Ma dietro l’entusiasmo per CremoniniLIVE25 affiora anche una vena critica verso l’industria e un ambiente che sente sempre meno suo: “La musica oggi non è libera, è sempre più business e sempre meno anima, una slot machine. A parlare non è un boomer nostalgico ma uno chge fa questo mestiere e che sente l’eccessivo peso delle logiche commerciali in un ambiente creativo che per me è intoccabile. La parola business è incollata alla parola musica in modo esagerato. Sta a noi, che abbiamo avuto fortuna e uno status, usare questa libertà per fare dischi che seguano il piacere personale e non solo le regole del mercato”.
Cesare Cremonini alle Olimpiadi
Quando gli chiedi come sta davvero, la risposta spiazza: “Di base non sono sereno – ammette – ma non lo sono quasi mai. Ho una perenne insoddisfazione verso me stesso. Sogni e progetti mi aiutano a ricucire qualcosa dentro. Il concerto è il posto dell’irrazionalità, è un po’ come prendersi una sbronza ma restare lucido”.
All’orizzonte c’è anche una versione speciale di Buon viaggio (Share the love) per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. “Mi hanno chiesto di reinterpretarla. Quella canzone è amatissima, la cantano i bambini, gli adulti, nelle scuole. È bello che accompagni un momento così importante per il Paese”.
Alla fine dell’incontro, mentre il pubblico lo applaude, Cesare riassume così il suo presente: “Mi manca la precisione del racconto: parlare quando sai, tacere quando non sai, cantare quello che hai dentro. Se ho parlato troppo mi sgrideranno. Ma mi viene così…”
Ceare Cremonini LIVE 2026
Quattro gli appuntamenti live di Cremonini per la prossima estate
6 giugno – Circo Massimo di Roma
10 giugno – ppodromo SNAI La Maura di Milano –
13 giugno – Autodromo di Imola Enzo e Dino Ferrari – Music Park Arena-
17 giugno – Visarno Arena di Firenze