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Bruce Springsteen: i 50 anni di Born to Run, esce un inedito

Lunedì 25 agosto ricorrono i 50 anni dalla pubblicazione di Born to Run di Bruce Springesteen, un disco che rivoluzionò radicalmente la storia del Boss e della sua E-Street Band ma che accese definitivamente la luce su uno dei più grandi autori nella storia del rock and roll

23 Agosto 2025 09:30

Oggi, a cinquant’anni di distanza, Born to Run di Bruce Springsteen resta non soltanto un classico intramontabile ma una pietra miliare che continua a raccontare sogni, illusioni e la forza redentrice del rock’n’roll.

Born to Run, cinquant’anni dopo esce un inedito

Per celebrare l’anniversario della sua pubblicazione, che cadrà lunedì, Sony Music ha scelto di pubblicare per la prima volta ufficialmente Lonely Night in the Park, un brano registrato nelle stesse leggendarie sessioni al Record Plant di New York del 1975 e rimasto finora inedito, custodito tra gli immensi archivi del Boss.

L’uscita di Lonely Night in the Park è un indubbiamente un grande evento per i fan e per i collezionisti: per decenni la canzone è circolata solo in bootleg e registrazioni non ufficiali. Adesso arriva in streaming e download in una versione ripulita e rimasterizzata che permette di riscoprire la freschezza delle prime sessioni della E-Street Band.

Il brano, preso in considerazione per entrare nella tracklist di Born to Run, mostra un lato diverso di Springsteen, più intimo e malinconico, che si affianca alla potenza epica dei brani entrati poi nella versione definitiva.

Tramps like us

Born to Run fu indiscutibilmente l’album che ha cambiato la carriera e la vita di Springsteen. Il disco aveva un potenziale enorme. E lo si capiva fin dalle sue prove generali, ancora prima della sua pubblicazione: “Eravamo sicuri che quel disco sarebbe stato una svolta – dice oggi Little Steven, chitarrista e colonna della band di Springsteen – perché aveva una onestà di fondo e una generosità che non si sentivano in quel periodo. Era un disco che non era nato per essere un successo ma per essere un manifesto. E la gente capì immediatamente… 

“O ce la facevo o tornavo a suonare nei bar”

E infatti Born to Run rappresentò per Bruce Springsteen molto più di un successo discografico. Dopo due album – Greetings from Asbury Park, N.J. (1973) e The Wild, the Innocent & the E Street Shuffle (1973) – che avevano suscitato buoni riscontri ma non ancora consacrato il musicista, la posta in gioco era altissima. La Columbia Records si aspettava un disco capace di trasformare il giovane cantautore del New Jersey in una star. Springsteen stesso raccontò di aver sentito la pressione: “Era la mia ultima possibilità. O ce la facevo o tornavo a suonare nei bar”.

Il risultato fu un album dalla produzione maniacale, con arrangiamenti complessi e una stratificazione sonora che richiese mesi di lavoro. Il singolo Born to Run, pubblicato in anticipo rispetto all’album nell’agosto del 1975, aprì le porte a quello che sarebbe diventato un vero e proprio fenomeno culturale. Brani come Thunder Road, Jungleland e Backstreets divennero inni generazionali, racconti di fughe giovanili, amori impossibili e una ricerca ostinata di libertà.

Le recensioni e il successo internazionale

L’accoglienza della critica fu travolgente. Jon Landau, critico del Boston Globe che poi sarebbe diventato manager e produttore di Springsteen, scrisse la frase rimasta celebre: “Ho visto il futuro del rock’n’roll e il suo nome è Bruce Springsteen”.

La rivista Rolling Stone lo inserì subito tra i dischi da avere a ogni costo, mentre la copertina del Time e di Newsweek nello stesso giorno del 27 ottobre 1975 consacrò Springsteen come fenomeno nazionale.

Sul piano commerciale, Born to Run raggiunse la posizione numero 3 nella classifica di Billboard 200 negli Stati Uniti e rimase in classifica per più di due anni. Secondo dati ufficiali, l’album ha venduto oltre 6 milioni di copie solo negli USA ed è entrato in tutte le principali classifiche dei “migliori album di sempre”. La Library of Congress lo ha inserito nel National Recording Registry come opera di importanza storica e culturale.

Bruce Springsteen Born to Run
Bruce Springsteen e il compianto ‘BigMan’ Clarence Clemmons in una delle foto di copertina di Born to Run – Credits Eric Meola (Soundsblog.it)

Il lascito e l’anniversario

Oggi, a cinquant’anni dalla sua uscita, Born to Run conserva intatta la sua forza evocativa. Canzoni come Thunder Road e Jungleland continuano a essere momenti imprescindibili nei concerti del Boss, capaci di trasformare uno stadio in un coro collettivo che aprono a Born to Run come a un esercizio creativo e liberatorio che l’Italia ha abbracciato, speriamo non per l’ultima volta, questa estate a San Siro.

L’album, con il suo mix di poesia urbana e speranza giovanile, ha influenzato intere generazioni di musicisti, dai Pearl Jam a The Killers, fino ad artisti indie contemporanei come Sam Fender e Jack Antonoff.

L’anniversario viene celebrato non solo con la pubblicazione di Lonely Night in the Park, ma anche con iniziative speciali che coinvolgono fan club internazionali e mostre fotografiche dedicate agli anni ’70 di Springsteen.

In attesa di ristampe e inediti

Secondo le anticipazioni di Billboard, Sony ha in programma una ristampa celebrativa in vinile con booklet arricchito di foto inedite e testi originali, a sottolineare ancora una volta l’importanza di quell’estate del 1975.

Quanto al Boss… al momento si sta godendo il riposo in famiglia dopo l’ultima cavalcata live, tre anni di concerti che gli sono valsi il più grande incasso della sua straordinaria carriera, quasi 750 milioni di dollari. Ma sarebbe pronto a tornare in studio per un altro album di inediti, il 22esimo in carriera.

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