Bruce Dickinson contro il Las Vegas Sphere: “Non è da Iron Maiden”
Il cantante e fondatore degli iron Maiden Bruce Dickinson respinge, nonostante le offerte milionarie, l’idea di uno show degli Iron Maiden al Las Vegas Sphere, privilegiando il rapporto diretto con i fan.
Da quando il Las Vegas Sphere ha aperto le sue porte nel 2023, il mondo della musica dal vivo è diviso: da una parte l’entusiasmo per un impianto tecnologico avveniristico, capace di ospitare show immersivi e visivamente senza precedenti. Dall’altra, le perplessità di chi teme che l’esperienza visual finisca per oscurare la musica stessa.
Gli Iron Maiden e lo Sphere di Las Vegas
A quanto pare il frontman degli Iron Maiden, Bruce Dickinson, fa parte di questa seconda categoria di persone. Perché nonostante il teatro sia pronto a organizzare residence che possono fruttare milioni di dollari, senza fare un solo miglio, sono molte le band che preferiscono mantenere il loro carattere on the road senza cadere nella tentazione di uno spettacolo fantasmagorico e ricchissimo: ma lontano dalla tradizionale atmosfera rock and roll di un tour.
Lo Sphere è uno dei teatri più moderni del mondo. La proprietà è della Vici, colosso dell’intrattenimento che a Las Vegas vanta una ventina di teatri e casinò tra i quali i leggendari Flamingo, Ceasar’s Palace e Rio. La società gestisce anche il Madison Square Garden di New York. Il primo contratto dello Sphere per una residency è stato nientemeno che quello con gli U2, 40 concerti celebrativi che sono fruttati quasi un quarto di milione di dollari.
Gli Iron Maiden dicono no grazie
Lo Sphere in questo momento è qualcosa di più di un semplice teatro dove organizzare concerti ad altissimo impatto tecnologico. La società che lo gestisce cerca nomi importanti e ha fatto sondaggi con Depeche Mode, Taylor Swift, AC-DC per organizzare spettacoli altrettanto clamorosi. Tra le band interpellate anche gli Iron Maiden che tuttavia hanno subito risposto ‘no grazie’.
A spiegare il perché è il cantante della metal band inglese: “Per quanto affascinante e invitante anche dal punto di vista economico, questo non è uno spettacolo adatto ai Maiden – dice Dickinson – il nostro DNA è fondato su un rapporto viscerale con il pubblico. Le scenografie spettacolari, i visual e l’immancabile presenza del nostro mutante Eddie nelle sue molteplici trasformazioni, sono sempre stati un arricchimento, ma non devono sostituire l’essenza: una band che suona dal vivo e interagisce con i fan”.
“I concerti non sono uno spettacolo virtuale”
Bruce Dickinson ha visto i video degli show degli U2 che presto verranno distribuiti su diverse piattaforme digitali. Ma continua a pensare che i concerti siano un’altra cosa: “Con tutto il rispetto qual è il senso di essere lì, se sei una band?” – ha dichiarato Dickinson – la nostra essenza stessa appartiene al pubblico che non ci ha mai chiesto qualcosa di virtuale, ma solo un’emozione concreta e da ricordare per tutta la vita”.
L’attrazione delle grandi produzioni
Le dichiarazioni di Dickinson arrivano in un momento in cui lo Sphere sta attirando l’attenzione numerosi giganti della musica. Dopo gli U2, anche gli Eagles hanno tenuto alcuni concerti allo Sphere registrando un clamoroso successo.
Iron Maiden, una carriera di show spettacolari
Vale la pena ricordare che gli Iron Maiden non hanno mai rinunciato a show grandiosi. Le scenografie epiche, i giochi di luci, le proiezioni e i giganteschi pupazzi animati sono stati parte integrante dei loro tour.
Tuttavia, la band ha sempre fatto sì che la musica restasse il cuore pulsante. Anche nel recente tour Run For Your Lives, gli Iron Maiden hanno puntato su una setlist che copriva i primi nove album della loro carriera, riportando in scaletta pezzi rarissimi come Murders in the Rue Morgue che non suonavano da tanti anni e Killers, assente dalle loro scalette addirittura dal 1999.

Un’epoca di transizione
Il rifiuto alle proposte della Vici e dello Sphere si inserisce anche in un contesto particolarmente delicato per la band. Lo storico batterista della band Nicko McBrain ha annunciato il ritiro dalle tournée per motivi di salute, lasciando spazio a Simon Dawson come nuovo touring partner.
Inoltre, la scomparsa di figure fondamentali della prima incarnazione del gruppo, come Paul Mario Day e Paul Di’Anno (quest’ultimo deceduto nel 2024), ha sottolineato quanto gli Iron Maiden siano legati a un’idea “pura” e irripetibile di musica live che non può essere accantonata per proposte virtuali per quanto straordinariamente remunerative.
Gli Iron Maiden hanno appena concluso il segmento estivo di Run For Your Lives in Europa, tutti concerti sold out incluso quello di Padova – unica data italiana di quest’anno – ma dovrebbero annunciare un nuovo tour mondiale per l’anno prossimo. La band quest’anno ha festeggiato il suo cinquantesimo anniversario dalla sua fondazione.