Home Notizie Bobby Solo a Ciao Maschio: il racconto di una vita tra eccessi, fede nella musica e seconde possibilità

Bobby Solo a Ciao Maschio: il racconto di una vita tra eccessi, fede nella musica e seconde possibilità

Ospite di Nunzia De Girolamo su Rai 1 sabato alle 17.05, Bobby Solo ha ripercorso luci e ombre di una carriera lunga oltre sessant’anni. Niente filtri, solo la musica come bussola.

18 Ottobre 2025 18:30

C’è un Bobby Solo che il pubblico conosce da sempre, icona di Sanremo e voce che ha segnato generazioni, un volto rassicurante e apparentemente di famiglia. Ma ce ce n’è un altro che emerge quando i riflettori si abbassano ed è quel personaggio che solo recentemente è venuto alla luce soprattutto in considerazione delle rivelazioni del cantante che ha raccontato diversi aspetti scomodi, fino a oggi tenuti sotto silenzio e privati.

Bobby Solo a Ciao Maschio

Anche a Ciao Maschio, il talk di Nunzia De Girolamo in onda su Rai 1, il cantante ha scelto la via più difficile, quella della sincerità piena. Non è un’operazione nostalgia, ma un bilancio umano e artistico che passa per le zone d’ombra, non pochi eccessi di gioventù, una disciplina ritrovata a fatica e un filo mai spezzato con la musica, definita la vera ragione per cui è ancora in piedi dopo tutto.

Nel racconto di Bobby Solo, 80 anni, all’anagrafe Roberto Satti, affiorano gli anni Sessanta e Settanta, le serate romane, gli esperimenti all’insegna di qualche esagerazione di troppo con sostanze e alcol quando il successo travolgeva chi non era completamente preparato all’impatto. Era un periodo di straordinaria popolarità per Bobby Solo, stella dei musicarelli e in classifica con un 45 giri dopo l’altro.

Bobby, solo Bobby…

Inizialmente doveva chiamarsi semplicemente Bobby anche perché il padre gli aveva proibito di esibirsi con il nome di famiglia. Ma alle presentazioni in casa discografica, quando gli chiedono… Bobby Come?… lui risponde “Bobby, Solo Bobby”. Cosa che viene trascritta per errore sulla sua scheda personale.

Una lacrima sul Viso

È il 1964 quando Bobby Solo fa il suo esordio al Festival di Sanremo con un testo di Mogol, fu una edizione in qualche modo storica per diversi motivi. Il cantante aveva scritto la musica: ma non la poté firmarla né registrarla come autore perché non era ancora iscritto alla SIAE. Poi la sera della finale una faringite gli impedisce di cantare in diretta: si esibirà in playback. Cosa che, dicono molti, gli è costata la vittoria finale, che andò alla giovanissima Gigliola Cinquetti con Non ho l’età.

Una lacrima sul viso diventa un enorme successo e lo fa esordire anche al cinema con il film omonimo nel quale interpreta Bobby Tonner, un urlatore americano che arriva a Napoli e si innamora di Laura Efrikian – poi moglie di Gianni Morandi – studentessa del conservatorio.

Bobby Solo
Bobby Solo, 80 anni e oltre trentacinque album in carriera – Credits Bobby Solo Official (Soundsblog.it)

Famiglia, aspettative e ferite

Il padre lo voleva avvocato e accolse la carriera artistica di Bobby con molto disappunto, la madre iperprotettiva che non avrebbe voluto vederlo sposato sono le prime ferite di una vita che emotivamente ha avuto i suoi contraccolpi: “Mamma avrebbe voluto che facessi il parroco –  dice oggi – avrebbe voluto proteggermi, e forse considerando le cose che ho fatto aveva ragione. Forse voleva proteggermi anche da me stesso”.

È un periodo in cui Bobby affronta difficoltà pesanti: “Davo feste fantastiche dove arrivava gente di ogni tipo. Offrivo da bere a tutti: ma a loro servivo un bicchiere e io mi scolavo la bottiglia e lo shaker, tutto intero. Ho provato di tutto, anfetamine, hashish, marijuana e poi ho continuato a fumare pesantemente per oltre 35 anni. Dopo che sono morti i miei genitori nulla sembrava sfiorarmi. Un giorno ho sentito Mystery Train e ho pianto tutte le lacrime che non avevo versato”.

Bobby Solo oggi

Oggi Bobby Solo continua a tenere concerti e serate. Cinque i figli, dal primo, Alain – nato nel 1968 – a Ryan, l’ultimo, passano la bellezza di 45 anni.

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