Avicii, il padre del dj e produttore parla della combinazione fama/fortuna: “Lui voleva semplicemente essere Tim

Avicii, il padre del dj e produttore ricorda i momenti difficili vissuti dal figlio, suicidatosi ad aprile 2018

Era il 20 aprile 2018, più di tre anni fa, quando la morte improvvisa di Avicii rimbalzava in tutto il mondo. Il giovane produttore e dj ci lasciava mentre emergevano indiscrezioni legate alla sua scomparsa e al suicidio come causa. Nei giorni scorsi, a prendere la parola per ricordare il figlio, è stato il padre, in un’intervista per il Sunday Times. L’uomo ha raccontato alcune sfumature della personalità di Avicii e della sua scomparsa durante una vacanza in Oman il 20 aprile 2018, ad appena 28 anni.

“È ovvio che ci fossero cose che non ho visto”, ha ammesso Klas Berglin, ricordando come il figlio Tim fosse stato dolorosamente nervoso, emotivo. Fin da piccolo aveva affrontato alti livelli di ansia, esacerbata durante l’adolescenza da un problema serio legato all’acne:

“Era una persona timida. Non era quello che entrava in una stanza con molte persone e iniziava a parlare o tenere discorsi. Alla fine “è diventato un problema”.

E proprio per domare questa sua insicurezza e questa timidezza, iniziò a rifugiarsi nell’alcol. Fu lo stesso Avicii ad ammetterlo, in un documentario uscito nel 2017:

In un documentario del 2017, Avicii: True Stories, ha spiegato come l’alcol lo ha aiutato.

“All’inizio avevo troppa paura di bere, perché non volevo sbagliare. Ma poi ho capito quanto fossi rigido quando non bevevo. Così ho trovato la cura magica di bere solo un paio di drink prima di andare avanti”

L’alcolismo di Avicii è progredito così rapidamente da portarlo ad essere ricoverato in ospedale per attacchi di pancreatite, probabilmente causati dal suo eccessivo consumo di alcol. Fu allora che fu curato con oppioidi per far fronte al dolore lancinante. E presto, ha fatto affidamento ai farmaci…

Fu necessario un ricovero in una clinica di riabilitazione ma neppure questo tentativo di salvarlo, riuscì poi ad equilibrare i suoi “demoni interiori”. Klas Berglin confessa che ancora oggi è difficile accettare la decisione del figlio di togliersi la vita.

“È il modo in cui siamo come esseri umani. Vogliamo avere una spiegazione”, ha concluso, amaramente, Bergling, aggiungendo che “fama e fortuna” sono una “combinazione molto pericolosa”.

“Tim era molto orgoglioso del nome Avicii, ma non voleva essere Avicii. Voleva essere Tim“.