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Ashley Roberts, nuova vita dopo le Pussycat Dolls: “Respiro, terapia e libertà”

Dopo il successo con le Pussycat Dolls, Ashley Roberts si racconta: tra recupero psicofisico, obiettivi personali e il sogno di un ritorno creativo, stavolta individuale e senza tacchi alti puntando su un progetto soprattutto musicale e meno ‘visual’

12 Luglio 2025 11:00

Era una delle Pussycat Dolls, e dunque  per almeno un ventennio è stata una delle donne più sexy e desiderate del mondo, anche in considerazione di una immagine che lasciava poco spazio all’immaginazione e che la voleva sempre desiderabile…

“Per tanti anni l’unica cosa che sognavo era quella di togliermi le scarpe che erano quasi sempre su altissimi tacchi, oggi appena posso metto scarpe basse e se posso me ne sto scalza”… dice Ashley Roberts, oggi 42 anni, molti dei quali trascorsi nelle Pussycat Dolls.

Chi è Ashley Roberts

Ashley è ancora bellissima: il suo sorriso resiste al tempo nonostante qualche ferita e una lunghissima attività di palcoscenico non sempre facile e a volte un po’ sopportato.

“Era un po’ come essere a militare, avevamo orari rigorosissimi, un’agenda stracolma di impegni, non potevamo né vestirci come volevamo e nemmeno cantare quello che avremmo voluto. Il nostro prodotto era chiaro. Non ci hanno obbligato a farlo: è stata una scelta, ma certo con gli anni determinate dinamiche si erano fatte molto pesanti”.

Il boom delle Pussycat Dolls

Le Pussycat Dolls, band icona dei primi ani 2000,  la risposta femminile a quello che erano stati i Take That e sarebbero stati gli One Direction, la band al femminile che doveva essere la risposta sexy e disinibita alle Spice Girls, per anni hanno rappresentato il ‘nuovo pop’ a ritmo di coreografie serrate ed esplicite, un pop ipersessualizzato.

Ashley oggi ha voltato pagina. In un’a lunga intervista la cantante e ballerina si racconta con disarmante onestà: “Oggi posso dirlo, non ero felice. E con gli anni lo ero sempre di meno. Ero esausta, sfinita. Ballavamo su tacchi altissimi e io non riuscivo nemmeno più a respirare”.

L’importanza di sapere respirare

…E oggi è proprio sul respiro che ha ricostruito la sua nuova vita. Dopo il turbinio dello showbiz, Ashley ha trovato nella pratica del “breathwork” – un insieme di tecniche di respirazione consapevole e meditazione – la chiave per affrontare il burnout e il trauma psicofisico: “Un’attività che mi ha letteralmente salvato la vita. Ho pianto per ore dopo la mia prima sessione. Tutto il dolore che avevo represso per anni finalmente veniva fuori e si manifestava”.

La cantante ha approfondito la disciplina in California, dove vive quando non è a Londra, che per lei rimane casa, partecipando a lunghe sessioni e corsi intensivi. Oggi si dice pronta ad accompagnare altre donne nel loro percorso, e sta valutando la possibilità di creare uno spazio fisico – una sorta di santuario della respirazione consapevole, dedicato a benessere e consapevolezza.

Pussycat Dolls: la pressione, il controllo, la fatica

La reunion delle Pussycat Dolls annunciata nel 2020, poi annullata nel 2021 tra polemiche e conflitti interni, ha lasciato ferite aperte piuttosto profonde. Ashley Roberts ammette che quella fase è stata decisiva per comprendere cosa non voleva più: “Lo show business ti chiede di funzionare come un robot. Bellissima, performante, sempre grata. Ma io avevo bisogno di fermarmi, ascoltarmi, guarire.”

Anche il corpo ha presentato il conto: dolori cronici, stanchezza persistente, episodi di ansia, attacchi di panico: “Ho imparato che non puoi continuare a dare se non ti nutri. E io, in quegli anni, mi stavo prosciugando”.

Ashley Roberts, Pussycat Dolls
Uno scatto social di Ashley Roberts, ex Pussycat Dolls, 43 anni a settembre – Credits Instagram @iamashleyroberts (Soundsblog.it)

Ashley Roberts, progetti da solista

Oggi Ashley Roberts non rinnega il suo passato: “Essere parte delle Pussycat Dolls mi ha dato un’esposizione globale, è stata una palestra formidabile che mi ha dato visibilità e una grande consapevolezza. Ma ora voglio esprimere chi sono davvero e la parte più artistica di me che fino a oggi ho tenuto in silenzio”.

Nulla a che fare con il pop glitterato delle Dolls… “Sto lavorando a un progetto musicale più intimo, con influenze elettroniche e testi introspettivi. Amo la musica di ambiente e scrivo da sempre versi e poesie. Ho già registrato alcune tracce con un producer indipendente di Los Angeles e spero di pubblicare il mio primo EP nel 2026. Sarà, dice, un album “respirato”: poco trucco, pochi filtri, molto cuore”.

Il valore della vulnerabilità

Nella sua intervista Ashley Roberts parla apertamente anche del senso di colpa che ha accompagnato i suoi momenti di difficoltà: “Cresci nel mito dell’invulnerabilità. Soprattutto come donna nello spettacolo. Se crolli, sei debole, se fallisci sei morta. Ma se parli, sei problematica. O litigiosa. Io ho imparato che la vera forza sta nella mia stessa vulnerabilità soprattutto quando riesco a condividerla”.

Anche per questo uno dei progetti che la riguardano è un podcast dedicato al benessere psicofisico delle performer, con testimonianze di altre artiste e tecniche pratiche di gestione dello stress: “Non c’è una sola via per il successo. E soprattutto, non deve far male. Vedo tante colleghe che lottano contro il malessere che non piò essere un boost per arrivare alla fama… Alle giovani che si affacciano al mondo dello spettacolo cerco di insegnare questo…”

Non più Pussicat Dolls: semplicemente Ashley

Nonostante i social continuino a ricordarla come la bionda delle Pussycat Dolls, oggi Ashley Roberts vive con maggiore leggerezza. Ha da poco festeggiato il compleanno con una cerimonia di breathwork all’alba sulla spiaggia di Malibu, circondata da amiche e senza nessun fotografo… “Non voglio più apparire perfetta. Voglio essere vera, per me stessa e per chi mi ascolta”.

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