Arik Marshall, ex chitarrista dei Red Hot Chili Peppers, lancia una raccolta fondi per evitare lo sfratto
Il musicista, già sul palco con i Red Hot Chili Peppers nei primi anni ’90 cerca 20mila dollari tramite GoFundMe per ripianare i debiti con il proprietario di casa.
Pochi forse nel balletto che ha visto diversi chitarristi alternarsi nei Red Hot Chili Peppers si ricordano di lui. Ma Arik Marshall è stato a tutti gli effetti nella band nel 1992, quando all’apice del successo di Blood Sugar Sex Magik e nel bel mezzo di un tour John Frusciante aveva deciso all’improvviso di lasciare la band.
Arik Marshall e i Red Hot Chili Peppers
Marshall aveva coperto da solo tutte le date restanti del tour fino al 1993, senza tuttaviamai incidere in studio per poi lasciare il posto a Dave Navarro, subentrato dai Jane’s Addiction per la pubblicazione di One Hot Minute.
Dopo l’esperienza con i Peppers Marshall aveva proseguito per diversi anni come turnista per Macy Gray e in diversi altri progetti solisti, costruendo una reputazione piuttosto solida nell’ambiente live di Los Angeles.
La situazione economica e le cause
Eppure secondo la pagina GoFundMe aperta da Gisette Hildago, Marshall rischia lo sfratto e l’assenza di un tetto se non coprirà i debiti con il proprietario. La ricostruzione parla di una serie di eventi concatenati: la morte del suo datore di lavoro e amico, ucciso in un’operazione della LAPD, la pandemia che ha tagliato opportunità e redditi, e una patologia che ha indebolito il sistema immunitario, provocando un periodo di depressione e ritiro sociale.
Ne è seguito l’accumulo di arretrati e l’apertura di un contenzioso legale con il proprietario: con il quale Marshall, che al momento è senza lavoro e sopravvive grazie alla generosità di alcuni amici, ha 20mila euro di debiti.

Cifre, scadenze e prospettive
L’obiettivo della raccolta è quello di colmare il debito più importante evitando così a Marshgall di andare a vivere per strada. Un aggiornamento del 9 ottobre 2025 indica che la Corte di Los Angeles ha concesso tempo fino al 15 marzo 2026 per il pagamento dei primi 6mila dollari, con il saldo entro dicembre.
Contestualmente, gli organizzatori stanno pianificando un concerto‑benefit per aumentare le donazioni. Alla data dell’ultimo aggiornamento pubblico, la raccolta aveva superato i 3.900 dollari.
La rete che sostiene i musicisti
Il caso Marshall accende i riflettori sulle fragilità economiche dei professionisti della musica, spesso legati a ingaggi intermittenti e senza tutele adeguate. Tra sanità, affitti e volatilità del lavoro creativo, anche figure note possono trovarsi improvvisamente in difficoltà. La risposta della community — tra fundraiser, lezioni di chitarra offerte dallo stesso Marshall e il possibile evento live — mostra come la solidarietà possa trasformarsi in strumento concreto.